Se il Partito Democratico si presentasse da solo

29 giugno, 2007

Postato in Politica Interna | 1 Commento »

Esistono ragioni per le quali il Partito Democratico deve presentarsi da solo alle prossime Politiche.

La nascita del PD sta innescando una reazione a catena nello scenario politico italiano: l’ex correntone dei DS sta dando vita in autonomia dagli ex-compagni a un ambizioso progetto unitario a sinistra, Fini spinge per un partito unitario del centro-destra, qualcuno cerca di ricostruire un anacronistico centro cattolico, un soggetto nuovo nasce con la benedizione e l’impegno fattivo di Beppe Grillo, Marco Travaglio, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi, Elio Veltri e altri grossi calibri.

Un profondo cambiamento è in atto anche grazie alla candidatura di Veltroni, che da anni attendo.
Il centro-destra mai come dopo questa candidatura ha dato segni di nervosismo: gran parte dei maggiori esponenti del centro destra si è affrettato a commentarla negativamente, a improvvisare fantasiose esegesi del suo discorso al Lingotto, a minimizzarne la portata politica. Qualcuno ha addirittura avuto una crisi isterica.
Il Premiato Bufalificio “Il Giornale” in 2 giorni dopo il discorso al Lingotto ha prodotto ben otto articoli in proposito, sui quali sorvolo, poiché penso ne conosciate già il registro ;)
Fini preme per il partito unitario del centro destra. Pur non avendo un progetto unitario, ma molte differenze con gli altri soggetti alleati, anche Fini sente la necessità di reagire a questo nuovo elemento e a questo candidato.

Anche a sinistra c’è fermento: si testimonia al PD e a Veltroni alleanza e si chiede confronto. Più di un esponente della sinistra democratica si è definito “alleato”.

La Senatrice Finocchiaro ha da poco presentato in commissione Affari costituzionali un ddl in cui si propone il doppio turno alla francese come proposta per la legge elettorale.
In breve, il doppio turno alla francese richiede che un partito superi la soglia del 50% più uno per poter governare. Qualora questo evento non accadesse al primo turno, i partiti che superano la soglia di sbarramento del 12.5% partecipano al secondo turno e di solito i partiti vicini o alleati appoggiano compatti un solo candidato.

Con un assetto simile sarebbe possibile e utile presentarsi senza alleati, ma non è la conta dei seggi il motivo per il quale penso che si debba correre da soli.

Il Partito Democratico deve abbracciare convintamente la vocazione maggioritaria e portare in atto in Italia un cambiamento della cultura politica, poichè ne ha i mezzi e i presupposti.

Non ho pregiudizi nè verso la sinistra estrema, nè verso l’ex-correntone, anzi, li vedo come soggetti con il quale il dialogo è agevole, ma ciò che il PD può e deve fare è incarnare il principale attore del rinnovamento della cultura politica italiana.
Il PD deve fare una scelta coraggiosa e distinguersi come un moderno partito a vocazione maggioritaria e libero da vincoli ideologici, sia a sinistra, sia al centro.

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Una Risposta a “Se il Partito Democratico si presentasse da solo”

  1. Stefano :

    io invece, nonostante si continui a farci delle maggioranze assieme, non riesco proprio a vedere agevole un dialogo con la sinistra estrema…

    per quanto riguarda il sistema elettorale francese, ritengo possa essere il miglior sistema per combattere la frammentarietà italiana. e penso questo da almeno 10 anni, quindi o sono io talmente rigido da non riuscire a cambiare idea in tanto tempo oppure non riesco a vedere davvero un altro modo per permettere a chi governa di governare.

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