Alleanze spericolate
Postato in Politica, Politica Interna | 16 Commenti »
Ho considerato l’ipotesi di Antonio: una alleanza del PD con l’UDC, ma l’ho scartata.
Cedendo al centro clericale e conservatore, il PD smotterebbe pesantemente a sinistra.
L’alleanza con l’IDV, un partito in forte rialzo, subirebbe una pesante ipoteca: l’elettore di Di Pietro avrebbe molte riserve a votare a favore di una coalizione con Cuffaro e con un partito che ha visto esponenti di rilievo coinvolti in processi riconducibili a fatti di criminalità organizzata, così come l’IDV avrebbe difficoltà a collocarsi in questa coalizione.
Penso di essere il primo a sostenere questa tesi: il PD deve ricompattarsi a sinistra e cercare una sintesi con le istanze della sinistra radicale, defunta in parlamento, ma presente nell’elettorato. Il PD deve restare un partito a vocazione maggioritaria, ma deve anche rappresentare maggioritariamente tutta la sinistra, così come, a esempio, AN continua a rappresentare anche le istanze delle frange più estreme della destra.
Penso che il PD dovrebbe preoccuparsi di meno delle balorde accuse di comunismo da parte di Berlusconi e rivolgersi al suo bacino elettorale che, nei confronti di alcuni esponenti della sinistra radicale, non ha alcuna pregiudiziale.
Io non sono un estremista di sinistra ma, dovendo scegliere, a esempio, tra Casini (o Volontè) e Mussi, non avrei dubbi.
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Concordo con te, inoltre un partito che proviene da sinistra non può rinunciare ad una sua caratteristica peculiare..
sostanzialmente daccordo
la questione è essere di sinistra
avendo un idea forte di paese che vada oltre ai simboli
in generale lascerei perdere la questione alleanze
la questione è essere capace di parlare in modo chiaro a tanti
non allearsi con minipartitini
leaderistici
Secondo me non ha senso un’alleanza con l’UDC così come non ha senso l’attuale alleanza con IDV. Mi chiedo cosa ci sia di sinistra in questi due partiti.
Il riferimento del PD non era Zapatero? Continuo a sognare…
Non credo che ci sia il bisogno di spostarsi sul cosiddetto elettorato cattolico, la corrente teodem del PD basta e avanza, ha posizioni anche più estremiste di quelle dell’UDC.
E hai scritto bene ‘*sintesi* con le istanze della sinistra radicale’, invece che *alleanza*. Ci sono tanti possibili punti di incontro con la Sinistra Arcobaleno, così come ci posizioni inconciliabili frutto di un modo di pensare vecchio e stereotipato.
La sinistra comunista potrebbe tranquillamente tornare in parlamento se gioca bene le sue carte, il PD deve lavorare fin da ora per cercare di assimilarne il “buono”. Ma ne sarà capace? La cattiva gestione dei rapporti con IDV e Radicali Italiani mi fa seriamente dubitare.
Speriamo.
@Laura
esatto: identità e progettualità. Vendersi per un 5% ed esprimere proposte mosce e ipermediate abbiamo già visto che non paga.
@bnoise
e anche quella dovrebbe essere depennata. Francamente Bobba e Binetti sono imbarazzanti.
Secondo me l’alleanza con l’IDV ha senso: l’etica della giustizia fa parte del background culturale della sinistra democratica.
Secondo me la componente Rutelliana e dei Teodem semplicemente avanza
Zapatero. Proprio quello dovrebbe essere il modello: in grado, come dici tu, di raccogliere ciò che c’è di buono all’estrema sinistra, che in europa si iscriva al PSOE, laico, riformista e socialdemocratico. Un partito nel quale tutta la sinistra possa maggioritariamente riconoscersi.
La giustizia certamente va bene, il giustizialismo no! Voglio dire, Di Pietro non è esattamente un garantista, e volendo è un altro di quelli coi conflitti di interesse. Non è neanche un campione di trasparenza ed onestà, nonostante l’immagine passata nell’opinione pubblica sia proprio questa (almeno credo).
D’accordo sugli avanzi
Mah!
Francamente il PD è morto appena nato. Cosa vuoi ricompattare?
Il PD è una sorta di baluardo superstite di quello che furono DC e PSI. Non ha NULLA di sinistra. La sinistra radicale stessa, non ha NULLA di sinistra. Abbiamo perso con una marea di voti e stiamo ancora parlando di PD? Di una cosa morta? Ma avete capito che gli operai hanno votato Lega sì o no? La sinistra è morta da un pezzo in Italia e Veltrusconi ha dato la mazzata finale. È riuscito dove nessun altro era mai arrivato: spazzare definitivamente la sinistra dall’Italia (oddio, i vari Occhetto, D’Alema e compagnia hanno iniziato il processo, è vero). Ora c’è il Berlusca. Per 5 anni almeno. Altro che PD.
Sarò breve: concordo pienamente…
@bnoise
A me Di Pietro non sembra affatto un giustizialista. Penso che la giustizia in Italia sia seriamente problematica e necessiti azioni radicali.
Le vicende di Mani Pulite sono state ampiamente bersagliate da potente disinformazione. Anche le persone più informate non sanno, ad esempio, che il numero di morti suicidi durante il famoso carcere preventivo, per via del quale Sgarbi definiva quotidianamente “assassini” i giudici del pool di Milano, ammonta alla stratosferica cifra di zero. Il pool di Mani Pulite fece semplicemente il suo lavoro, ma, siccome pestò i piedi dei potenti, l’efficente macchina della disinformacija si mise in moto e lasciò l’idea dei giudici giustizialisti, ma non è vero.
Perché in conflitto di interessi? Perché non lo trovi onesto o trasparente?
@Maurizio
Il PCI, così come il PDS e i DS, otteneva percentuali simili all’attuale PD. Non vedo una reale emorragia di voti. Vedo un processo evolutivo che necessita inputs e io ho proposto ciò che mi pare utile.
Il PD è comunque il contenitore che gli elettori di centrosinistra hanno scelto, magari turandosi il naso, ma che comunque ha intercettato in toto o quasi il voto della sinistra. Penso che allo stato attuale ci siano poche alternative: quale altro partito/movimento potrebbe proporsi concretamente alla guida del paese?
Non ho nulla contro Mani Pulite.
Conflitto di interessi perché un giudice che ha indagato sulla politica, e poi si mette a fare politica, potrebbe anche essere in possesso di informazioni ricattatorie. Non dico che sia così, ma non mi pare comunque molto elegante questo cambio di mestiere.
Non capirò mai, ad esempio, il trattamento privilegiato che il PD ha riservato a IDV, concedendogli la coalizione in cambio di promesse che si sapevano già essere balle (con tutta la forza dei numeri che il PD aveva dalla sua). Ancora più sconvolgente è il fatto che non ci siano state parole critiche da parte del PD nei confronti di queste promesse non mantenute (o almeno io non ne ho sentite).
Di Pietro ha fatto manifesti elettorali contro i costi della politica (quello con la carne e il grasso) e poi fa un gruppo parlamentare separato.
Questo è già un comportamento poco onesto, ci sono anche gli esempi della vicenda che è andata sotto il nome di ‘Italia dei valori immobiliari’, o quella del giornale di partito misteriosamente chiuso.
Cose che fan (quasi) tutti, per carità, ma lui fa della coerenza e della trasparenza una bandiera.
La giustizia va riformata ma lui è uno di quelli che terrebbe 7 carcerati in una cella da 3 piuttosto che fare un indulto (premesso che la vera soluzione sono nuove carceri, ma ci vuole anche tempo a costruirle, nel frattempo questi vivono come bestie). E’ uno che vuole togliere il grado d’appello ma non gli ho sentito dire grandi cose sulla carcerazione preventiva.
Riceve un trattamento *di favore* anche da Grillo e Travaglio; il suo partito internamente è meno democratico di Forza Italia, ma qui andremmo OT…
Insomma si è capito che è un personaggio che personalmente non mi piace, quindi magari sono un po’ di parte nell’analisi
Beh, se fossi un magistrato che ha indagato che ha indagato nella politica e avessi avuto, in ordine sparso, ispezioni giornaliere dal ministro di Grazia e Giustizia (Castelli), leggi ammazza-processi, leggi su misura per gli imputati (rogatorie internazionali, lodo Schifani, legittima suspicione, etc.) considererei anche io la politica. Non credo che un magistrato, mentre esercita la funzione, specialmente all’interno di un pool, possa avere in mano elementi ricattatori senza che abbiano avuto corso legale, ammenoché non ci sia un patto scellerato all’interno dell’intero pool. Ma qui siamo già in ambito “ipotesi di complotto”.
Italia del Valori Immobiliari: da quanto ne so è stata una gran bolla di sapone. Mi sbaglio?
Indulto: “quell’” indulto non lo avrebbe votato nessuno di buon senso. Si è preferito cedere al ricatto delle destre che lo avrebbero votato solo aggiungendo i cosiddetti reati dei colletti bianchi, che, come è noto, in carcere non ci vanno. Stai aprendo un capitolo a parte del quale ci sarebbe da scrivere un pamphlet.
Gruppo parlamentare a parte: stando all’opposizione è una scelta più che comprensibile.
“Italia del Valori Immobiliari: da quanto ne so è stata una gran bolla di sapone. Mi sbaglio?”
Credo di sì, lo stesso Di Pietro lo ha ammesso se ricordo bene ad Annozero, tirando in ballo motivazioni di comodità.
Quell’indulto sarà stato pessimo, fatto sta che un indulto ci voleva per pure ragioni di sovraffollamento (e tra poco ce ne vorrà un altro dato che nel frattempo non si sono costruite nuove carceri).
Il gruppo parlamentare non si può considerare ‘a parte’, era un requisito fondamentale per l’apparentamento col PD! Tra PD e IDV c’era un accordo, adesso rendiamoci conto che l’IDV si è messa nella stessa posizione dell’UDC, cioè all’opposizione ognuno col suo gruppo parlamentare.
Un altro elemento per me inconcepibile è la questione dei condannati in parlamento Grillo-style, capisco le ragioni ma si fa un discorso veramente populista tagliato con l’accetta.
Si, era Annozero. L’indagine è stata archiviata. Certo resta il giudizio politico.
Capisco che in un periodo come questo qualsiasi operazione di questo tipo possa puzzare, ma per due affitti da 2000 euro non mi pare il caso di formalizzarsi troppo. Gestendo un partito che faceva il 4% io stesso avrei cercato un padrone di casa “fidato”.
Indulto: è una questione abbastanza complessa. Cercherò di sintetizzare al massimo. Perdonami qualche semplificazione, a scopo di brevità.
Facendo mia la tua premessa, cioè che la soluzione alle carceri affollate è costruire nuove carceri, di tanto in tanto si rende necessario un indulto, di solito associato a un’amnistia, per evitare il pastrocchio che è in corso ora: giudici che celebrano processi (perché in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale) in cui già si sa che l’imputato beneficerà dell’indulto.
Nel ‘93, in piena Mani Pulite, un parlamento delegittimatissimo, decise di dare una pseudo-prova di rettitudine e introdusse un quorum dei due terzi per ogni provvedimento di clemenza. Da allora fino all’ultimo indulto, non ci furono provvedimenti di clemenza di iniziativa parlamentare, anche se qualcuno aveva cominciato a parlare di “soluzione politica per uscire da Tangentopoli”; fortunatamente l’opinione pubblica non se la bevve. Le carceri erano davvero affollate. Le soluzioni di indulto e amnistia proposte dalla sinistra non soddisfavano la CDL perché non erano sufficienti a garantire l’impunità ai soliti noti (Previti in particolare).
Di Pietro disse “No all’indulto senza una riforma della Giustizia”, che poi era quello che c’era scritto nel programma dell’Unione. Mastella diceva che la riforma Castelli andava bene e necessitava solo di qualche piccolo rattoppo.
La sinistra estrema e i radicali volevano l’indulto, la CDL non ne parliamo, Mastella te lo lascio immaginare, il presidente Napolitano si auspicava “convergenze” …
Il sottosegretario alla giustizia (IDV) relaziona sul testo dell’indulto e spiega che le persone in carcere per reati finanziari e contro la pubblica amministrazione ospiti delle carceri sono poche centinaia e Di Pietro chiede che questi reati vengano esclusi. La CDL non ne vuole sapere (chissà perché?). Di Pietro e l’IDV non votano l’indulto, coerentemente. La posizione di Di Pietro è trasparente, su questa faccenda.
Semmai è il resto dell’Unione che non ha agito con coerenza.
Un governo diverso avrebbe votato l’indultino di Pisapia, che non richiedeva maggioranza qualificata e avrebbe ottenuto risultati migliori.
Ho omesso e semplificato molti dettagli, ma spero di essere stato …ehm… didascalico
Gruppo parlamentare: stando all’opposizione è più efficace avere un altro gruppo parlamentare per ragioni strategiche. Tant’è che la separazione è stata … consensuale.
Condannati in parlamento: in una nazione avente una classe dirigente con alti standard etici nella politica ti darei ragione, ma la situazione Italiana è imbarazzante. Certo, una legge dovrebbe essere modulabile. Chi fa una disobbedienza civile tipo la distribuzione di hashish per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla liberalizzazione delle droghe leggere non può essere equiparato a chi spaccia per professione.
Grillo è diventato popolarissimo e i libri di Rizzo&Stella hanno venduto centinaia di migliaia di copie in un paese in cui, di libri di quel genere, se ne vendi 30/40.000 cominciano a chiamarli “best-seller”. Esiste una grande sete di moralizzazione della classe politica. Di Pietro l’ha saputa interpretare. Il PD no, tant’è che mi è appena giunta notizia che hanno nominato Fassino ministro del governo-ombra.
Penso che Di Pietro sia utile a sinistra, in un contesto più ampio e, come dicevo nel mio post, un po’ più attento alla propria ragion d’essere e al proprio posizionamento a sinistra.
Sulla questione affitti non ho mai pensato che ci fossero elementi penali, ma come dici tu un giudizio politico.
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Se Di Pietro è il tipo da votare un indulto “fatto bene”, mi fa piacere.
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E’ proprio il fatto che la separazione dei gruppi sia stata consensuale che mi preoccupa. Si è palesato quello che con un pizzico di malizia si sapeva già: accordi e promesse fatti di fronte a tutti, ma in cui nessuno dei due stipulanti credeva. Mi chiedo allora perché perché promettere a vanvera (in realtà non me lo chiedo, è una domanda retorica). Che sia una scelta strategica potrei anche essere d’accordo, sono le promesse rotte a irritarmi.
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Sulla questione condannati in parlamento ci sarebbe tanto da dire, sul populismo pure (non è solo questione di tipo di reato, è anche questione di riabilitazione anche se il caso di Sergio D’Elia è più unico che raro). Diciamo pure che una legge elettorale antidemocratica con liste bloccate non aiuta certo il popolo a mandare a casa gente imbarazzante.
Sono d’accordo che il PD non ha saputo interpretare il fenomeno “anti-casta”, così come molti altri sentimenti del Paese.
Però la soluzione giusta (inverosimile quanto si vuole) era fare liste decenti, non coalizzarsi con Di Pietro per pigliare i voti con una semplice sommatoria. E’ un modo di pensare vecchio, non bisogna allearsi per raccattare un 4% (ora), ma trasformarsi dall’interno. Certamente è un’operazione costosa, ma prima o poi bisognerà iniziare, a meno di non voler continuare a perdere.
eheheh, sulla legge elettorale penso che l’Italia intera sia d’accordo con l’opinione del suo redattore
Penso anche io che la soluzione giusta sia un cambiamento strutturale e che all’alleanza sia preferibile … l’assimilazione. In senso buono, s’intende.
“Il PCI, così come il PDS e i DS, otteneva percentuali simili all’attuale PD.”
Sì, ma il primo era un partito politico.
“Vedo un processo evolutivo”
io ho visto una devoluzione invece
“Penso che allo stato attuale ci siano poche alternative”
l’alternativa che conosco (ma occorre essere realmente di sinistra per vederla) l’ho votata il mese scorso. Certo, sono piccoli e non possono governare. Ma i piccoli sarebbero potuti diventare giganti se solo la gente avesse permesso loro di crescere. Non si scappa. Siamo sempre noi che decidiamo le sorti di un paese. Noi con una semplice croce.
@Maurizio
Per favore, non fare quello che gli inglesi chiamerebbero “cheap humor”
I “piccoli” a cui ti riferisci non sono nemmeno stati in grado di mettersi d’accordo tra loro e si sono spaccati in rivoli insignificanti per minime divergenze “teologiche”.
Se non riescono a mediare nemmeno tra loro, figuriamoci con le vari realtà del paese.