Domande retoriche
12 maggio, 2008
Postato in Politica, Politica Interna | 12 Commenti »
Ma se la Finocchiaro difende chi faceva affari con Nino Mandalà e Benny D’Agostino, poi perché ci si sorprende tanto se perde il 15% in Sicilia?
Perché le vergini violate del contraddittorio che ora si scagliano contro Travaglio, per aver citato dei fatti documentati, mai batterono ciglio quando Sgarbi, in diretta, in un orario con molta audience, prima del tg5, per anni, senza il minimo contraddittorio, attaccò il Pool di Milano e la procura antimafia di Caselli dicendo falsità?
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Secondo me la risposta la sappiamo bene.
Perché tu sei un p.d.m., come direbbe Sgarbi.
O forse perché questa specie di sinistra non è mai stata così allo sbando come oggi. Non ci capiscono proprio niente…
Stiamo andando alla deriva, imbavagliare l’informazione è un segno molto brutto..
@sonounprecario
più che allo sbando, direi che sta andando alla spartizione. E’ inquietante.
@duhangst
l’informazione è già imbavagliata o, per meglio dire, anestetizzata.
Travaglio è un’anomalia che la politica vuole sedare, prima che degeneri. Vedrai che di qui a poco sia Travaglio che Annozero verranno epurati e ci resterà solo Vespa a fare le puntate “su misura” … non un giornalista ma un sarto …
deve essere la nuova linea del pd, altrimenti avrebbero ricandidato rita borsellino.
verò… l’italia è un paese alla deriva!
da me c’è tutto documentato in una definizione
Beh, si sono addirittura inventati lo “Statuto dell’Opposizione” per poter ufficialmente sedersi tutti insieme davanti alla tavola imbandita. Non ci sono parole, e quelle che vengono in mente non sono riferibili.
Posso aggiungere un’altra domanda retorica?
Non è che aveva ragione chi parlava di Veltrusconi?
@Audrey
O magari chi ha votato Di Pietro? Magaro ora avremmo un’opposizione più ampia.
A proposito di Di Pietro:
L’industria della coscienza …
Ma chi fa parte dell’industria della coscienza? Chi oltre all’attuale e ben nota leadership politica di sinistra – i noti Piero Fassino, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro – ne fa parte? Ecco alcuni nomi illustri: Beppe Grillo, Roberto Benigni, Dario Fo, Marco Travaglio, Michele Santoro, Gino Strada, Nanni Moretti e tanti altri come loro che da sempre si adoperano incessantemente a tenere ben sveglie le coscienze altrui e ben alti i propri profitti grazie al sentimento spinto di matrice sinistra. Già, perché sono migliaia i cultori dell’ideologia buonista ancora attivi, e hanno tutti – salvo qualche rarissima eccezione – un denominatore comune: un cospicuo conto in banca. E così fu che la cosiddetta elite della coscienza si inventò paladina dei poveri, per poi in seguito spacciarsi per la parte migliore del paese, la parte più buona, quella sana …
PS:
Ciò non vuole dire nulla, ma forse è importante non scordare anche quest’aspetto.
@new italy net
Siccome ti ho già visto in giro commentare vari blog copia-incollando tuoi articoli e lasciando links e trovo questa pratica non propriamente utile alla discussione, mi auguro tu non ne abbia a male se ho cancellato ogni riferimento al tuo sito.
Passando ai contenuti: la tua riflessione mi sembra debole e pretestuosa.
Non vedo nulla di male nel guadagnare della propria professione, se si guadanga legittimamente e si dichiara.
Trovo molto più deprecabile chi, a esempio, falsifica i bilanci: nell’essere apprezzati professionisti non c’è nulla di male e, dato che tra i “cattivi” citi anche un premio nobel …
@ Aproposito della riflessione di new italy net
Io penso che questo atteggiamento critico nei confronti del “guadagno”, anche quando realizzato in modo lecito e meritato, sia tipico di una mentalità cattolica, ipocrita e fintamente buonista.
Molti si meravigliano quando esprimo questa opinione, partendo dal presupposto che essendo io di sx, dovrei demonizzare i soldi a prescindere da…
Se in questo paese si fosse letto ed assimilato un po’ di più Max Weber e la sua “etica protestante e lo spirito del capitalismo” ed un po’ meno don camillo e peppone, forse la nostra coscienza critica etica e morale sarebbe un po’ più matura..ma solo poco poco
Siamo ormai alla frutta!Si salva chi può salvarsi!Tutti noi semplici cittadini,operai,consumatori,pensionati e dipendenti pubblici possiamo solo sperare in uno scatto di orgoglio sdegnoso e di coraggio di pochi giornalisti “mastini”(come direbbe David Lane)per avviare un nuovo percorso politico e culturale.Ben venga la fondazione del nuovo giornale “Il fatto”.E’ un altro motivo per ben sperare.Il mio motto è “non mollare mai”!