“Immigrants’ Italy Problem” – Traduzione dell’articolo del Wall Street Journal
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Un articolo che dice un sacco di ovvietà che, a quanto pare, per gli Italiani non sono poi così ovvie. Ronde, vigilantes, roghi, … queste parole mi richiamano alla mente immagini raccapriccianti. Spero che questa isteria collettiva passi in fretta, prima che si inneschi una spirale di violenza.
A proposito, pare che la storia del Rom che tenta di rapire una bimba fosse una montatura.
Il problema Italiano degli immigranti
L’Italia è ancora infiammata dalla retorica anti-immigrato e dalla violenza. Alcuni recenti attacchi ai Rom, meglio noti come Zingari, sono un’importante prova per l’allargamento dell’UE e per le politiche dell’immigrazione, cosi come lo sono per il nuovo governo di Silvio Berlusconi.
A Napoli, alcuni residenti arrabbiati hanno incendiato due campi Rom, costringendo chi era accampato a fuggire e mettersi in salvo. La causa scatenante è stata il tentativo da parte di un giovane Zingaro di rapire una bambina Italiana. Ma i vigilantes sembrano convinti che i Rom siano tutti dei criminali incalliti – convinzione che i politici sembrano semplicemente troppo felici di assecondare. Tutto ciò avviene in una città così sfregiata dalla mafia da vedere immondizia non raccolta che si accatasta per mesi nelle strade.
Le reazioni violente nei confronti dei nuovi arrivati si estende a Roma, Milano e in altre parti d’Italia. In tutta la nazione la Polizia ha usato la mano pesante nei confronti degli immigrati clandestini, che Berlusconi, che non si è mai lasciato sfuggire un’occasione per cavalcare l’onda del populismo, ha paragonato a un “esercito del male”.
Gli Zingari non sono l’unico gruppo perseguitato. Anche i Romeni – che si sono trasferiti in Italia in massa prima e dopo che la loro nazione entrasse a far parte dell’UE, l’anno scorso, e che ora costituiscono l’1% della popolazione – sono stati presi di mira. Nelle scorse settimane sono riemerse tensioni e Bucharest ha inviato il Ministro degli Interni a Roma lo scorso Giovedì per ricordare a Berlusconi che la libera circolazione delle persone è un diritto di tutti i cittadini dell’UE.
Intanto, il nuovo Ministro degli Esteri Italiano, Franco Frattini, precedentemente Commissario europeo alla Giustizia (il che include anche le Politiche dell’Immigrazione), ha sostenuto che l’UE deve ripensare le proprie politiche sui confini aperti. In un’intervista con il quotidiano La Stampa che risale al mese scorso, Frattini ha ammesso che “la libertà di circolazione … è sacrosanta” ma ha anche suggerito una revisione della legge del 2004 che liberalizza le richieste di residenza per i cittadini di uno stato membro che desiderino vivere in un altro stato membro.
In un’intervista successiva rilasciata al Messaggero, Frattini ha detto che l’Italia potrebbe supportare la rilevazione delle impronte digitali per i cittadini dei paesi UE non inclusi nell’area-Schengen. Questa proposta equivarrebbe a un non molto sottile tentativo di escludere la Romania, che non può aderire al trattato di Schengen fino ad almeno il 2011.
Ma la selettività in merito a quali statuti europeo un membro vuole aderire, o nei confronti di quali stati essere amichevoli non dovrebbe essere in discussione. L’Italia, che si definisce uno dei più grandi sostenitori e beneficiari del progetto Europeo, deve usare cautela in questo frangente.
Anche se l’applicazione della legge è uno dei doveri principali del governo, non c’è ragione di perseguire i criminali stranieri più di quanto non si perseguano i malfattori locali. Far finta che un giro di vite solo sugli immigrati renderà l’Italia più sicura da ai cittadini un falso senso di riforma. O forse gli Italiani non si aspettano molto di più da Berlusconi, visti i magri risultati dei suoi primi due mandati a Palazzo Chigi.
Dal canto suo, troppo spesso l’UE è lenta nel dare corpo alle libertà promesse nel Trattato di Roma in cui si è fondata nel 1957. (Vengono in mente le tardive e annacquate liberalizzazioni dei servizi). Tuttavia raramente ha fatto passi indietro dopo aver perfezionato la libertà di circolazione di persone, servizi, merci o capitali.
Più delle cameriere Slovacche a Londra o degli idraulici Polacchi a Parigi, le frizioni politiche causate dalla recente onda di immigrazione verso l’Italia si accingono ad essere una prova della devozione dell’UE a uno dei suoi principi cardine. La gente di Roma propone di decidere che alcuni Europei sono più uguali di altri. E’ stato un gesto decisamente poco Europeo.
Originale : “Immigrants’ Italy Problem” – Wall Street Journal
Grazie a Luca per aver segnalato l’articolo (era dai tempi del cambio di proprietario che non leggevo più il WSJ) e l’ipotesi del finto rapimento.
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Veramente un bel post, complimenti.
Se in Italia non si iniziano ad abbassare i toni si avranno sempre più spesso brutte situazioni.
[...] del Mare Nostrum“. E lo stesso appunto si potrebbe fare al Wsj, che ci critica in un articolo tradotto da Anonimo [...]
Non ho l’abitudine di fare chiacchiericcio sui blog, lo trovo del tutto inutile, perchè ritengo pià profiquo il contatto umano.
Si, ho scritto che molte delle ragazze “ROM” sono belle “Gnocche” ed è vero, perchè negare una verità indiscutibile, chi di voi conosce i Gitani spagnoli? sono realtà umane che conserverei gelosamente; non sono i cavalieri dell’Apocalisse, solo persone con una loro cultura che facciamo fatica a comprendere e quindi tanto vale che vengano cancellati perchè marchiati a fuoco o cucito sul loro petto un triangolo nero.
a tutti i che si arrogano il diritto di dare pagelle o investirsi della carica di giudice popolare o giustizieri delle cause perse.
Tre volte alla settimana mi reco con altre persone nei campi Rom del Casilino 900 e di Salone a Roma. Parlo con loro in nome dell’associazione “Officina Sociale” che ho fondato, sostengo le loro giuste richieste, spiego la necessità che i loro binbi vadano a scuola e ci vanno, e sono anche bravi, e non commettono atti che altri ragazzi…italiani commettono, non bruciano i capelli, non picchiano, non abusano, e sai perchè? perchè la loro vita è tanto segnata, perchè si rendono conto delle grandi difficoltà cui vanno e andranno incontro, perchè si rendono conto d’esser ghettizzati, odiati. Non voglio dire che sono tutti dei santarelli. Come in tutte le realtà umane, ci sono brave persone e individui che non rispettano la legge, dobbiamo dunque colpire chi delingue, chi non rispetta la legge.
Al “Casilino 900, ci abita uno scrittore Rom molto bravo e molto gentile. I bimbi ci sorridono quando ci vedono, vorrebbero solo essere amati e compresi. i loro occhi parlano ed è come se volessero dirci: il nostro sangue è rosso come il vostro, sappiamo amare come voi, rispettiamo le vostre tradizioni e vorremmo che anche voi rispettaste le nostre.
Spesso mi capita di pensare che sotto un certo aspetto, il democratico occidente, si comporti nei confronti dell’etnia Rom, come il Nord America si comportò con i nativi americani, anch’essi brutti, sporchi e cattivi. Li decimarono, affamarono e i sopravissuti vennero rinchiusi nelle riserve. Oggi quel popolo è l’ombra di se stesso’ciò nonostante, le loro romantiche leggende girano per il mondo. Il governo americano ha chiesto scusa, il Papa di Roma li ha ricordati.
Non vogliano trasformare i Rom in eroi contemporanei. Vogliamo al contrario, convivere con loro rispettando le loro tradizioni, che si incontrano per parte loro, con il rispetto della comunanza civile.
@amerigo
Grazie del contributo, davvero utile.
E’ questo tipo di esperienza e di cultura che manca agli Italiani. La convivenza, la capacità di accogliere e integrare.
I Rom, in Italia, non vengono integrati, ma vengono ghettizzati. Poi aggiungici un bel po’ di opportunismo politico e la frittata esplosiva è fatta.
La cosa più odiosa è vedere coloro i quali dovrebbero risolvere il problema che, per ragioni di consenso, lo ingigantiscono, senza rendersi conto che più verranno solleticati i bassi istinti e più si aumenterà il rischio sociale, non solo per i Rom, ma per tutti.
Senza dubbio il cotributo di Amerigo è interessante, ma mi sembra molto fuori tema.
C’è una differenza sostanziale: i nativi americani erano a casa loro, i Rom invece sono in casa di altri.
Questo non vuol dire che possiamo trattare gli stranieri come ci pare e piace, però è buon uso e costume cercare di comportarsi nel miglior modo possibile quando si viene ospitati. Chi non lo fa DEVE essere messo alla porta.
Logicamente fare di tutta l’erba un fascio non è giusto, senza dubbio la maggior parte dei Rom sono dei lavoratori eccezionali, sono gente onesta che viene qua da noi solo per cercare di migliorare la loro situazione e quella della loro famiglia come farebbe chiunque altro. Così come è chiaro che ci sono diversi italiani che ne combinano di peggio rispetto ai Rom.
La Giustizia deve essere una sola, con la differenza che chi commette reati gravi e non è un cittadino italiano deve essere messo alla porta con il foglio di via, negandogli la possibilità di tornare nel nostro Paese.
Non possiamo permetterci di non far rispettare la Legge solo per non rischiare che qualche visionario inizi ad urlare che siamo razzisti. Altrimenti possiamo dire ciao ciao alla giustizia ed alla democrazia.
Concordo in gran parte: la legge deve valere per tutti e a tutti deve essere applicata, anche se ci sarebbe da discutere sulla soglia oltre la quale un immigrante debba essere espulso. Tuttavia vorrei sottolineare un piccolo difetto linguistico che si sta subdolamente insinuando anche nel lessico di persone insospettabili come Vax.
Un immigrato non è a “casa” nostra. Al massimo si può dire che è nella nostra “terra”, dove uno o più popoli possono vivere, rispettando le stesse regole e godendo degli stessi diritti.
Un immigrato può anche essere a “casa” sua in Italia, no?
Non mi piace quella parola: la ritengo un piccolo ostacolo lessicale all’integrazione. Chi emigra soffre di nostalgia e un paese civile dovrebbe adoperarsi per far sentire queste persone a casa, e non per ricordare loro che sono ospiti anche nel lessico di tutti i giorni.
Ti è mai capitato di trovarti all’estero e di sentirti chiamare “italiano”? Non è un’offesa, eppure ti fa sentire in qualche modo estraneo.
Il difetto linguistico ci può stare, senza dubbio, però bisogna volerlo vedere.
Io non ho problema a far sentire a casa loro gli immigrati, a patto che siano loro i primi a volersi sentire integrati, ed a patto che stiano qua con dei buoni propositi non oltrepassando mai la soglia della legalità.
Quando parli della “nostra terra, dove uno o più popoli possono vivere, rispettando le stesse regole e godendo degli stessi diritti” parli di una situazione utopistica, perchè purtroppo le regole ed i diritti variano molto da Paese a Paese.
Dobbiamo dire che l’Italia è molto vantaggiosa per gli stranieri che vogliono provare a far ripartire la loro vita nel nostro Paese. Perchè se sgarrano alla fine le regole poco ferree che ci sono da noi gli permettono comunque di stare nel nostro Paese. In altre realtà come Francia, Inghilterra, Germania non credo si possano permettere di fare quello che invece fanno in Italia, altrimenti vengono messi alla porta.
Eppure noi italiani siamo un popolo di migrantes, ed alcune delle nostre città storicamente più rilevanti, costruirono la loro fortuna mischiandosi con altre genti e non avendo paura di andare a confrontarsi con culture, usi e tradizioni sconosciute, arricchendosene culturalmente e materialmente.
Io vengo da una delle 2 Repubbliche Marinare che per secoli dominarono il Mediterraneo.
Non la Serenissima, la Superba.
Il dialetto, ma io direi la lingua, xeneixe è un fantastico mix di arabo, portoghese, inglese, francese, spagnolo ed addirittura una punta di teutonico e di fiammingo.
Chiunque ascolta, od abbia ascoltato, De Andrè..lo sa.
E’ stata la nostra forza e la nostra ricchezza, culturale e materiale.
Oggi Genova è una città che ha paura.
Una città vecchia, anagraficamente anziana (ha avuto negli ultimi 20 anni una contrazione del numero degli abitanti), una città asfittica, una città che ondeggia tra un orgoglio per la sua anima operaia, portuale di sx ed uno strisciante sentimento xenofobo.
Si stanno creando ghetti, zone dedicate solo a…, abitate solo da…, zone in cui nessun genovese metterebbe naso dopo le 6 di sera e forse nemmeno prima.
Ho sentito lanciare strali anti rom, anti immigrati da persone che parlando, rivelano, ancora, tra le pieghe, un lontano accento del sud o delle isole.
Dimenticando quello che loro stessi hanno subito anni fa.
Forse il nostro problema, come italiani, è proprio questo: la memoria corta, il volere mostrare verginità perdute da lungo tempo o forse mai avute.
Beati e ricchi (sotto tutti i punti di vista) gli anni quando ci sapevamo mischiare.
Ps Scusa la prolissità, ma era un po’ che volevo tirare fuori tutto questo sulla mia città ed il problema degli immigrati,su come una città storicamente di sx li vive.
@Vax
Sì, io credo che il problema non sia l’immigrazione, ma la legalità, a prescindere dall’etnia di chi delinque.
@Audrey
Non ti scusare. Gli interventi puntuali e intelligenti come il tuo sono sempre benvenuti.
Anche la Serenissima trovò grandi spunti nelle contaminazioni e ora coloro i quali se ne autoproclamano rifondatori sembrano avere davvero dimenticato.
Ciao. Ogni tanto leggo il tuo blog e l’ho sempre trovato interessante per per nulla anonimo.
A proposito del tema trattato nel post, volevo dire che ovviamente considero ingiustificabile la reazione di quella gente che per vendicare il cosiddetto furto (da accertare) di una bambina da parte di una ragazza rom, è andata ad incendiare il campo da cui proveniva questa ragazza.
Tuttavia, vorrei sollevare questioni a cui, forse per ignoranza, non so trovare una risposta.
A parte casi eccezionali, come quello delle donne che producono e rivendono abiti, mi risulta che buona parte dei Rom non abbia un’attività lavorativa degna del nome.
Voglio dire che vivono rubacchiando e sfruttando traffici illeciti.
Vivono in campi “donati” loro dalle amministrazioni locali.
Spesso non mandano i loro figli a scuola.
Io vivo a Tivoli, fuori Roma, e per tornare a casa, trovo spesso alla stazione degli autobus gruppi di ragazze rom con prole al seguito che chiedono l’elemosina (spesso a gente che se la passa peggio di loro, anche italiani, che magari torna a casa dopo una giornata di lavoro).
La domanda che mi pongo è:
Perchè una comunità locale deve mantenere gente, come i rom, che non da niente in cambio e anzi, vive danneggiando il prossimo?
Secondo me, parlare di tolleranza in questi casi è fuori luogo.
Ovviamente la soluzione a questi problemi non può essere quella di Napoli.
Tuttavia si potrebbe provare a dare gli alloggi in cambio di servizi prestati alla cittadinanza,risolvendo il problema economico che li spinge a chiedere l’elemosina,e in cambio dell’istruzione dei figli.
Ovviamente le mie sono solo ipotesi.
Io non sono una persona intollerante e spero di non sembrarlo con questo intervento. Dico solo che il finto buonismo porta a reazioni devastanti.
Perchè una persona che vive in una pariferia romana, in modo dignitoso, pagando le imposte e la casa in cui vive, può facilmente girare gli occhi dall’altra parte quando le teste di cazzo di Forza Nuova vanno a devastare il campo rom sotto casa, in cui a sbafo vive gente che delinque.
Certa sinistra (ps, nel 2006 votai Diliberto, nel 2008 ho votato Di Pietro), che ne sa di tutto ciò?
I suoi esponenti magari vivono al centro…
ciao
@jacopo
grazie dell’intervento, che solleva questioni che vale la pena approfondire.
Quando diverse etnie si mescolano, di solito, non emergono seri problemi e nel giro di poche generazioni ogni xenofobia scompare. I problemi nascono quando diverse popolazioni si separano e creano ghetti.
Il mantenere segregate le popolazioni immigrate è un enorme errore (voluto?) che le nostre amministrazioni commettono, poiché questo creare distinte fazioni incoraggia la contrapposizione e lo scontro.
Molto spesso i campi “Rom” non sono solo campi di Rom, ma accolgono anche profughi e rifugiati. Il famoso campo di via Casilina, a Roma, accoglie molti profughi della guerra in ex-jugoslavia. Io sono convinto che, tra le diverse etnie che coabitano a via Casilina (Marocchini, Bosniaci e Macedoni, mi pare) esista grande solidarietà.
Partiamo da due minuscoli dati: due terzi dei crimini, in Italia, vengono commessi da Italiani mentre solo un terzo viene compiuto da “stranieri”; molti Rom mandano i figli a scuola e hanno un’occupazione, magari modesta, ma onesta: chi fa il calderaio, chi fa la donna delle pulizie, chi raccoglie ferro vecchio, etc.
Io sono dell’opinione che, in un contesto di generale degrado, l’impulso a delinquere sia più forte e perciò il primo passo da fare sia, come dici anche tu, fare in modo che sempre meno gente abiti in questi campi e trovare una decente sistemazione a queste persone che, spesso, sono addirittura cittadini italiani.
Io credo che, in generale, questa gente desideri una casa, un lavoro e la possibilità di mandare i figli a scuola. Farli vivere in un campo non è una soluzione, anzi, amplifica il problema e rende questi poveri disgraziati il capro espiatorio perfetto: è facile incolpare loro di molti crimini, quando non si è stati in grado di fornire soluzioni efficaci a problemi che con l’immigrazione non hanno nulla a che fare.
In Inghilterra o in Germania, per esempio, i flussi migratori sono molto più elevati di quelli Italiani, ma il problema viene gestito in maniera differente.
Io non credo a chi parla di integrazione e poi rinchiude un’etnia in un recinto: come puoi integrarti se vivi in un ghetto?
Il problema è complesso, profondo, e ci sta pericolosamente sfuggendo di mano.
Anche io sono deluso da “certa sinistra” che oggi risponde debolmente a questa preoccupante deriva che ha una grossa componente culturale. Solo le associazioni si stanno mobilitando.
Nemmeno la sinistra extraparlamentare si è fatta sentire. E poi si lamentano di perdere consenso …
p.s. non sembri intollerante, anzi …
inizio nel dire che questo blog è molto interessante e che la questione che si pone purtroppo è una realtà che stiamo vivendo sulle nostre spalle! Premetto che io sono d’accordo sulla questione dell’accoglienza e dell’assimilazione per gli immigrati che hanno bisogno di stare da noi per varie ragioni (guerra nel loro paese, impossibilità di vita economica, sociale ecc). Bisogna lodare quelle persone che sono venute nel nostro Paese e che lavorano! Non si possono assolutamente accettare persone che per vivere rubano o assumono qualsiasi tipo di atteggiamento deviante! Già la nostra giustizia è lentissima e ci sono continuamente sistuazioni giudiziarie che vanno avanti per anni e anni, come si fa ad avere giustizia così? Qui non si sta dicendo che gli immigranti sono tutti delinquenti e che quindi devono andarsene ma per qunto riguarda il mio pensiero chi non vuole lavorare e vuole fare una vita agiata commettendo atti illegali se ne deve andare! Per chi invece lavora l’integrazione e il confronto ci deve essere assolutamente perchè non solo ci permettere di conoscere una cultura diversa dalla nostra ma questo potrebbe far crescere anche il nostro Paese, da qualsiasi punto di vista.
ciao!
Ultima cosa, siamo stati molto criticati per quanto riguarda i provvedimenti che sta prendendo l’Italia verso questo problema dell’immigrazione, soprattutto dalla Spagna…ma avete visto per caso come vengono trattati gli stranieri lì e negli altri Paesi Europei??? L’Italia è oro!
@Italiana
D’accordo su tutto, tranne che sull’ultima frase. Gli immigrati, in Italia, non sono trattati meglio, anzi … La Bossi-Fini è una delle peggiori leggi d’Europa e ora stanno riuscendo nell’ardita impresa di peggiorarne gli effetti.
Grazie dei complimenti: fanno sempre piacere
si agli immigrati con permesso di soggiorno, si agli immigrati che lavorano e che pagano le tasse, fuori tutti gli altri….
secondo voi è normale che noi italiani dobbiamo ammazzarci per pagare le tasse, trovandoci spesso a fine mese con qualche centesimo nel portafoglio? loro non pagano le tasse, costruiscono mega ville all’americana con tanto di giardino in luoghi abusivi…..!!!!!! ( e secondo voi tutti quei soldi da dove arrivano?.::)se un italiano costruisce la propria casa in un luogo abusivo nel giro di poco tempo la radono al suolo…. è normale che negli asili pubblici queste persone schizzano nei primi posti delle graduatorie per frequentare l’asilo comunale???? tra l’altro frequentano per un periodo e poi non ci vanno più…… e un bambino italiano che ha i genitori che pagano regolarmente le tasse rimane così a spasso…… si esiste il razzismo ma nei confronti di noi italiani……..
tutti devono pagare le tasse!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! noi italiani non siamo più fessi di loro!!!!!!!! CA NISCIUN è FES
COMUNQUE COMPLIMENTI PER IL BLOG………. CIAO
@Lisa
Concordo con te…TUTTI devono pagare le tasse.
A cominciare da molti italiani (soprattutto del Nord est ed elettori della Lega) che sono degli evasori fenomenali.
Buona giornata
ciao, qualcuno di voi mi sa dire il nome del giornalista del WALL STREET JOURNAL che ha scritto l’articolo e soprattutto dove lo avete trovato(il nome)!?!?!grazie mille per l’aiuto!
@eleonora
Puoi trovare l’articolo originale, nel sito del WSJ, seguendo questo link.
Grazie della visita