La Santa Inquisizione
Comici guerrieri? Cosa ci sarà mai di comico nella guerra …
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Rispondo a “Far finta di essere sani” da “anticlericale inalberato e isterico” dicendo che la “nuova” consapevolezza sulla crocefissione porterebbe, a esempio, a rivedere la propria posizione sulle ferite presentate dalla gran parte degli stigmatizzati. Codeste ferite si trovavano sulle mani e non ai polsi. Ma rivedere le proprie posizioni non è un gesto facile per la chiesa cattolica.
La divinità alla quale i cristiani credono non si ricordava forse dove piantarono i chiodi?
Se per decidere quale spiegazione dare a un fenomeno come quello delle stimmate, tra un intervento divino e una reazione psicosomatica o un gesto deliberatamente autoinflitto, mi sarei servito del rasoio di Ockham, per spiegarmi la ragione dello sbagliato posizionamento delle stimmate stesse, un comune coltellino svizzero sarebbe più che all’altezza, come lo sarebbe anche un po’ di acido fenico.
Ma ovviamente i cattolici, “sempliciotti, incapaci di mediazione culturale, impotenti e spaventati di fronte al trionfante cammino della ragione moderna” continueranno a credere agli stigmatizzati e a venerarne le salme in decomposizione, dal papa fino all’ultimo frate minore o parroco di provincia. Il culturalmente “inalberato e isterico” non è l’eccezione: è la regola, e le eccezioni sono rare.
Che tipo di discussione si può intavolare, su quale piano storico, scientifico, filosofico, con chi non cambierà mai idea, nemmeno di fronte a schiaccianti evidenze, in virtù di verità assolute basate su tradizioni orali preistoriche o quasi?
In che termini intavoleresti una discussione scientifica su, a esempio, il concepimento verginale di Maria? Cosa risponderesti a un biologo che ti dicesse che per avere un bel maschietto serve un bel cromosoma y e che il cromosoma y ce lo può fornire solo un bel papà? A che punto la discussione si trasformerebbe da scientifica a qualcosa di meno verificabile e che si potrebbe applicare allo stesso modo anche a Shiva, ad Allah o alla Fata Turchina?
A differenza dell’autore al quale rispondo, penso che il cattolicesimo non abbia bisogno di altri guerrieri: l’ultimo che ricordo è Ante Gotovina, cattolico e colpevole di crimini contro l’umanità. Dopo di lui mi auguro di non vedere più nessuno combattere con un crocifisso in mano: quel tipo di fanatismo è il peggiore.
Tags: cattolici, chiesa, chiesa-cattolica, convinzioni, fede, fondamentalismo, idolatria, integralismo, laicità, papa, religione, reliquie, superstizione, vaticanoSolidarietà ai docenti della “Sapienza”
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Il caro Giuseppe Regalzi di Bioetica mi segnala una petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica e al Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, per esprimere solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere, per stigmatizzare il vergognoso linciaggio morale da parte della politica e dei media al quale sono stati sottoposti i docenti che hanno de facto supplito ai compiti di garanzia che spettavano al Rettore.
Riporto il testo:
Esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra gratitudine ai docenti firmatari dell’appello affinché la partecipazione di Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico venisse annullata.
Apprezziamo la sensibilità del Papa per aver declinato l’invito; non altrettanto si può dire del Rettore Renato Guarini, che si è mostrato inadatto al ruolo che ricopre, incapace di tutelare la laicità dell’Università e il dialogo universale. Inadempiente alle sue responsabilità di garante, ha posto i firmatari del suddetto appello nella scomoda posizione di dover supplire ai compiti di garanzia che gli sarebbero stati propri e determinato una spiacevolissima situazione.
Siamo inoltre stupiti ed amareggiati per la superficialità con cui esponenti politici e istituzionali di primo piano, tra cui dispiace in particolar modo dover annoverare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro dell’Università Fabio Mussi, si sono uniti al linciaggio morale cui i firmatari dell’appello sono stati e sono tuttora sottoposti.
Infine, ci dichiariamo esterrefatti dalla devastante superficialità ed incompetenza di gran parte della stampa, che si è lanciata alla ricerca dello scoop nel migliore dei casi, o della strumentalizzazione politica nel più frequente. In particolare, è stato completamente stravolto il significato dell’appello, non certo inteso a tacitare una voce e a impedire il dialogo e il confronto, ma a tutelare il profondo significato storico e morale dell’inaugurazione dell’anno accademico, la più solenne cerimonia accademica, nella quale l’università celebra la libertà del sapere universale, idealmente libera da qualunque condizionamento e patronato.
La stragrande maggioranza dei media e dei politici stanno attuando una oscena propaganda, facendo passare l’idea che l’azione degli insegnanti sia stata un illegittimo gesto di prevaricazione e censura, quando si sa che il pontefice, oltre che disporre della facoltà di parlare a reti e giornali unificati, urbi et orbi, ha spontaneamente rinunciato alla visita, per lo più per motivi di immagine.
Firmare e diffondere questo appello, esprimendo solidarietà a questi insegnanti lasciati soli contro tutti a difendere una roccaforte sempre più in pericolo è un gesto auspicabile, se non altro per amor di verità.
Lettera aperta al Rettore dell’università “La Sapienza”
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Scrivo una e-mail al Magnifico Rettore dell’Università “La Sapienza” per manifestare il mio pensiero in proposito alla visita del Papa e a questo bellissimo focolaio di lumi in uno stato che sembrava avviato all’oscurantismo, primo vagito di una nuova rivoluzione laica.
Scrivi anche tu due righe: puoi copiare il mio testo, modificarlo, citarlo, o scrivere ciò che pensi con altre parole.
L’indirizzo della segreteria del Rettore è segreteriatecnicarettore@uniroma1.it.
Magnifico Rettore,
Le scrivo in merito alla recente discussione sull’opportunità dell’intervento di Benedetto XVI di giovedì 17, al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.
Alcuni docenti, tra i quali si scorgono nomi illustri, come l’attuale presidente del CNR e il professor Giorgio Parisi, hanno sostenuto che la presenza del pontefice strida con la laicità della Scienza.
Pur sentendomi profondamente solidale con i docenti che le hanno rivolto questo messaggio, penso che, come ad Ahmadinejad è stata data la possibilità di rivolgersi al pubblico della Columbia University, è legittimo che la Sapienza conceda un simile privilegio al Papa.
Tuttavia, alla Columbia, al presidente dell’Iran che, ironicamente, è il leader di uno stato teocratico, è stata data la possibilità di esprimere il suo punto di vista, ma gli si sono anche rispettosamente rivolte delle critiche: “you exibit all the signs of a cruel and petty dictator”.
Sarà in grado La Sapienza di esprimere una figura come quella di Bolliger o verrà semplicemente subita passivamente una lectio magistralis, nella speranza che non si ripeta l’esperienza di Ratisbona, in cui il papa, ex catedra, approfittando del genius loci della città in cui già cristianesimo e islam si scontrarono violentemente, sostenne tesi che urtarono la sensibilità musulmana?
Mi permetto di farle notare che dai programmi di scienze delle scuole medie, la teoria di Darwin sull’evoluzione della specie è “miracolosamente” scomparsa. Non crede che ospitare chi promuove idee balorde come il creazionismo, influenzando anche i curricula scolastici italiani, non meriti, per lo meno, un contraddittorio?
Uno scienziato si accosta alla ricerca della verità perché esperisce, verifica, tenta di invalidare, confronta i propri risultati con quelli altrui e, se giunge a nuove scoperte, rivede le proprie teorie e ricomincia. Un uomo di fede presume di conoscere la verità perché l’ha letta su un libro scritto almeno quindici secoli or sono, e tenta di proporcele come sante e indiscutibili.
La religione contrasta attivamente la scienza, non solo promuovendo ignoranza, ristrettezze di vedute e attitudine a non cambiare idea in virtù di questi testi sacri di popolazioni primitive, ma anche a livello politico, ingerendo sui programmi scolastici, sulle nomine del personale docente, sulle regolamentazioni relative alla ricerca (staminali, clonazione, embrioni, etc.). Non pensa che, avendo questa importante occasione di confronto, non sia il caso di porre al pontefice alcune domande in proposito?
Le idee di Benedetto XVI su Galileo, anche se fanno rabbrividire, mi preoccupano meno delle sue idee su Darwin: le scienze bio-mediche mi toccano più da vicino di quanto non lo facciano i massimi sistemi. Non pensa che a molti scienziati che si onorano di far parte del personale docente dell’Ateneo prema chiedere al Papa spiegazioni in merito?
Mi permetta di concludere questa mia lettera con una breve considerazione personale. Lei sostiene che il papa debba essere accolto come messaggero di pace.
Gran parte delle guerre che l’Uomo ha dovuto vivere, sono state dettate o esasperate per mezzo della religione. Non mi sto riferendo solo alle crociate o a eventi lontani nella storia, ma anche alle ultime guerre: Jugoslavia, Irlanda, Palestina, Libano (gli uomini della Falange erano cattolici), Israele, etc.
Gli attentatori delle torri gemelle erano dei fedeli. Lei mi dirà che erano fondamentalisti. Ma chi è che promuove il fondamentalismo in prima istanza? Non pensa che educare un individuo, fin da quando è un bambino senza lo scudo della capacita critica, a credere senza verificare, a essere saldi nella fede anche di fronte a qualsiasi evidenza contraria, a compiacere la divinità credendo strenuamente alla Sua parola, scritta nei sacri testi, non sia il primo necessario passo sulla via del fondamentalismo?
Voltaire diceva: “Chi riesce a farci credere a cose assurde, riesce anche a farci compiere azioni atroci”.
Gli attentatori delle torri gemelle, da bambini, non vennero educati da un fondamentalista, ma da un moderato insegnante “mainstream”, il quale spiegò loro che a chi muore martire spettano 72 urì, e loro continuarono a crederci.
Tags: Benedetto XVI, cattolici, creazionismo, fede, fondamentalismo, papa, Ratzinger, religione, roma, vaticanoIdrocarburi
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SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA), 6 GEN - La salma di San Pio da Pietrelcina sara’ esumata ad aprile prossimo e sara’ esposta ai fedeli per alcuni mesi.
Update: ne parlano anche il Corriere e la Repubblica.
Mi disgusta pensare a centinaia di persone semplici che peregrineranno al santuario e si prostreranno penitenti di fronte a un cadavere in decomposizione e magari baceranno la teca in cui sarà esposto.
Poiché questo gesto può essere interpretato solo come un rivoltante modo di fomentare la credulità popolare, concludo che anche il carburante della superstizione, come il petrolio, deriva da (de)composti organici.
Tags: cardinale, cattolici, chiesa, chiesa-cattolica, fondamentalismo, integralismo, religione, superstizione, vaticanoDobbiamo prima lasciarci alle spalle la nostra preistoria e sfuggire alle mani nocchiute che si allungano per trascinarci indietro alle catacombe, agli altari fumanti e ai piaceri colpevoli della soggezione e dell’abbiezione.
Christopher Hitchens - God is not Great. How Religion Poisons Everything (trad.: Dio non è grande)
Il papa con la coda
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Il corpo umano presenta, nella parte inferiore della colonna vertebrale, le vestigia di quella che, nel nostro passato ancestrale, era la nostra coda.
A meno che il papa non faccia parte di una specie geneticamente mutata, anche nel suo corpo si riscontra questo residuo di coda.
Immagina questa coda, esagerane le dimensioni, figurala come una lunga coda prensile, simile a quella delle scimmie.
Continua a farlo ogni volta che senti parlare di disegno intelligente, di creazionismo, di primato religioso sulla scienza.
Questa immagine ti sarà utile a visualizzare quanto ridicole siano queste prese di posizione: chi le pronuncia ha la coda!
Rami secchi
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Leggendo l’inchiesta di Curzio Maltese dal titolo “I conti della Chiesa, ecco quanto ci costa” ho notato che l’autore, probabilmente per onor di sintesi, omette un piccolo dettaglio che a mio parere merita di essere sottolineato.
Il danaro dell’otto per mille viene parzialmente destinato allo stipendio dei preti … attenzione … più i contributi all’INPS.
Inserire i preti nel circuito previdenziale italiano sottraendo danaro agli introiti fiscali introduce, nel lungo termine, un ulteriore perdita per lo stato: la loro pensione la paghiamo noi, dall’inizio alla fine, senza che un centesimo esca dalle tasche della Chiesa.
Qualche altro esempio di come questi soldi vengano impiegati l’ho gia scritto qui e qui.
Il titolo del post si riferisce al fatto che il clero, de iure, non ha prole; quei soldi non li rivedremo mai, nemmeno sotto forma di nuovi contribuenti, anzi, nel loro piccolo, contribuiscono a innalzare il rapporto pensionati/contribuenti: un nuovo pensionato, nessun nuovo contribuente. Rami secchi.
Tags: 5x1000, 8x1000, casta, cattolici, CEI, chiesa, chiesa-cattolica, vaticanoSimolatria
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Il venerare idoli e oggetti inanimati viene detto idolatria, e nell’antico testamento viene più volte ribadito essere il peggiore dei peccati.
Il mercimonio di beni spirituali o di oggetti sacri viene detto simonia, e di questo se ne parla negli Atti degli Apostoli.
La Chiesa è riuscita nella perversa operazione di fondere le due cose: forgiare idoli affinchè vengano adorati per poi trarre vantaggio economico dal loro mercato.
Quando Benedetto XVI parla di legittimo profitto si riferisce anche a mettere in corsia preferenziale la beatificazione di Giovanni Paolo II per poi rastrellare soldi con le reliquie?
Mentre la CEI dichiara illegittime le sentenze dei tribunali italiani, il vicariato di Roma si è preso la briga di offrire ai fedeli un pezzo di un indumento appartenuto a Giovanni Paolo II, specificando che è anche possibile allegare alla richiesta un’ offerta in danaro: la Chiesa deve spendere un sacco di soldi per pagare a se stessa le cause di beatificazione.
Accettano anche carta di credito … non scherzo.
Tags: 5x1000, 8x1000, beatificazione, benedetto_xvi, cattolici, chiesa, chiesa-cattolica, giovanni_paolo_ii, idolatria, reliquie, simonia, vaticano, vicariato_di_romaRidate a Cesare quel che è di Cesare
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90.000 immobili, tra i quali costosissimi collegi e scuole private, palazzoni affittati a prezzi stratosferici, cliniche, case di riposo, ostelli di lusso e bed & breakfast per un valore di decine di MILIARDI di euro.
La chiesa possiede circa un quinto degli immobili italiani.
Se al Vaticano non fossero concessi i privilegi fiscali dei quali attualmente gode (dogana, esenzione imposta persone giuridiche, esenzione ICI, 8×1000, …), lo stato italiano recupererebbe una somma che ammonta a quasi la metà della finanziaria 2006.
Dobbiamo aspettare l’intervento dell’UE per riavere i nostri soldi?
Devo per forza pagare il doppio delle tasse per finanziare una ONG che persegue scopi che non condivido?
Gli ambasciatori di Dio
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Una delle mie testate preferite è senza dubbio The Economist, che, a dispetto del nome, non tratta solo di economia, ma si occupa di informazione a tutto campo. Un esempio di ottimo giornalismo, attento, circostanziato, intelligente, sottile.
Se l’inglese british non ti spaventa, ti consiglio appassionatamente la lettura di questo pregevole paper.
Oggi, leggendo un po’ di arretrati che ho accumulato sul mio newsreader durante il weekend, ho trovato un articolo di estremo interesse che, dopo una ricca panoramica storico-politica sull’attività diplomatica della Santa Sede, propone, con sottile ironia, una interessante provocazione: ufficializzare lo stato della santa sede in quello che, de facto, è già: una ONG.
Ti traduco l’ultima parte dell’articolo.
Anche quando condividono dei compiti con agenzie a loro analoghe, i diplomatici vaticani devono confrontarsi con il fatto che il loro principale —come ogni altro capo politico— si riserva il diritto di mandare tutto all’aria con esternazioni “non-diplomatiche”. I discorsi bruschi di Giovanni Paolo II attorno al comunismo spazzarono via anni di cauti accordi. Il suo successore offese Mussulmani (nel sembrar collegare la loro fede con la violenza), Sudamericani (sconcertandoli con la sua visione sull’operato dei missionari), Ebrei (per via del ripristino della liturgia la cui forma originale li chiamava a convertirsi, anche se il numero due della gerarchia ha detto che quella parte potrà essere cambiata) e, in ultima, Protestanti, che si chiedono la ragione per la quale il Vaticano abbia scelto di ribadire, la scorsa settimana, la sua opinione che le loro non meritino di essere chiamate chiese.
Questi imbarazzi evidenziano uno dei lati negativi dell’ambigua situazione della Santa Sede: gode molti dei privilegi di uno stato anche mentre parla per una fede. I funzionari vaticani sostengono che questo paradosso sia difendibile e vantaggioso: a differenza dei diplomatici che agiscono per uno stato e i cui doveri principali sono il promuovere e proteggere i suoi interessi, i legati papali si battono per il bene dell’umanità. Un ex “ministro degli esteri”, il cardinale Jean-Louis Tauran, ha recentemente affermato che la Santa Sede “cerca non solo di promuovere e difendere, se necessario, la libertà e i diritti delle comunità Cattoliche nel mondo, ma anche di portare avanti alcuni principi senza i quali non può esserci civiltà”. Ma ha anche una specifica agenda politica. Vuole uno statuto internazionale per Gerusalemme. Riconosce Taiwan come appartenente alla Cina. Elencando i pilastri della politica estera, il cardinale Tauran ha enfatizzato il “diritto alla vita a ogni stadio di sviluppo biologico”.
Dichiarazioni come questa rendono il Vaticano rispettato in alcuni ambienti, ma guardato con sospetto in altri. Alcune attività, come rischiare la vita per la pace in Burundi, sono quasi universalmente ammirati. Ma in un epoca in cui il potere delle agenzie indipendenti (quella cattoliche comprese) incrementa di giorno in giorno, non potrebbe il Vaticano guadagnare maggiore autorità chiarendo il suo stato? Invece di sostenere di praticare una forma di diplomazia inter-governativa, potrebbe rinunciare al suo speciale stato diplomatico e proclamarsi per quello che è — la più grande organizzazione non governativa del mondo.
Tu cosa ne pensi?
Tags: chiesa, diplomatici, diplomazia, Giovanni-Paolo-II, nunzio-apostolico, ong, papa, papa_benedetto_xvi, santa-sede, the-economist, vaticano660.000.000 di dollari per evitare la sbarra
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Questa è la cifra che l’arcidiocesi di Los Angeles pagherà alle vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili. Una sola vera Chiesa … vero Ratzinger?
Diamo una veloce occhiata a ciò che ha fatto di bello l’unica chiesa che Cristo voleva:
- Arcidiocesi di Boston, 2003, $84.000.000 per 552 denunce. Ampio reportage, premio Pulitzer del Boston Globe
- Arcidiocesi di Louisville, 2003, $25.700.000 per 243 vittime.
- Diocesi di Orange, 2004, $100.000.000 per 90 denunce di abuso.
- Diocesi di Oakland, 2005, $56.000.000 a 56 persone.
- Diocesi di Tucson, 2005, acconsente alla costituzione di un fondo fiduciario di circa $22.000.000 a beneficio di più di 50 vittime per evitare la bancarotta.
- Diocesi di Sacramento, 2005, paga $35.000.000 a 33 persone.
- Diocesi di Covington, 2006, $84.000.000 per più di 350 persone.
- Arcidiocesi di Portland, 2007, acconsente al pagamento di più di $52.000.000 a 175
vittime per evitare la bancarotta. Mette da parte altri $20.000.000 per ogni futura denuncia: quando si parla di buoni propositi … - Diocesi di Spokane, 2007, acconsente al pagamento di $48.000.000 per circa 150 denunce per evitare la bancarotta
Alla luce di queste cifre, strappate con i denti anche da una efficiente e attrezzata macchina giudiziaria americana in una società consapevole, in un paese in cui i giornalisti fanno il loro mestiere, cerco di immaginare quanti preti pedofili impuniti continuino a tastare il pisellino dei bambini sudamericani, africani, asiatici, europei e che non verranno MAI scoperti. Anche in Italia, di questo fenomeno, conosciamo solo la punta dell’iceberg.
Queste sono le opere caritatevoli alle quali vengono destinati i soldi dell’otto per mille che ci viene presentato attraverso stucchevoli, costose e martellanti pubblicità: evitare di far vedere un arcivescovo alla sbarra degli imputati a difendere 40 anni di pedofilia riscontrabili al di là di ogni ragionevole dubbio e coperti da segreto pontificio.
Come spiega Pino Nicotri, questi 30 danari che il vaticano intasca per tradire il messaggio cristiano, assieme a tutti i privilegi e le regalie che lo stato concede, valgono come una legge finanziaria.
Se è davvero questa la chiesa che il cristo indicò essere la sua, penso che se potesse vederla oggi, la rinnegherebbe immediatamente e spero che i cristiani facciano in fretta altrettanto.
Prendetevi cura del vostro otto per mille: se non firmate va al vaticano!
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card. Bernard Francis Law
ex arcivescovo di Boston ai tempi dello scandalo e attualmente Cardinale e Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore
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