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Berlusconi suona, l’Italia brucia – Traduzione dell’articolo dell’Economist sulle prime dieci settimane del governo Berlusconi

18 luglio, 2008

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Questa volta l’Economist, per raccontare le prime dieci settimane di governo Berlusconi, lo paragona a Nerone, parafrasando l’espressione inglese “Nero is fiddling while Rome burns”, che significa più o meno “Nerone suona mentre Roma brucia” (per traslato, occuparsi di sciocchezze mentre sta per capitare il peggio) con Berlusconi al posto di Nerone e l’Italia al posto di Roma. Nonostante io sia informato dei fatti, vederli squadernati con così tanta precisione fa impressione anche a me.

Berlusconi suona, l’Italia brucia

Questo governo di Silvio Berlusconi si dimostra tristemente simile al precedente.

tradotto da Berlusconi fiddles, Italy burns | Economist.com.

berlusconi suona mentre l'Italia brucia
Questa volta sarebbe dovuto essere differente. Silvio Berlusconi trasudava sobria responsabilità durante il suo tentativo di essere rieletto in Aprile alla carica di primo ministro.

C’erano altre ragioni per le quali sperare che avrebbe governato nell’interesse del paese, pittusto che nel proprio. Si sapeva che aspirasse alla carica di Presidente della Repubblica e perciò che avrebbe dovuto acquisire un aura da statista. Una ragione del fallimento del suo primo mandato è stata la resistenza alle riforme liberali da parte dell’UDC, che non fa più parte della coalizione. E sembrava avesse risolto le sue personali difficoltà con una serie di leggi ad personam che gli avevano messo al sicuro la sua posizione di fronte alla legge e protetto il suo impero finanziario.

Tuttavia, dieci settimane dopo il giuramento del nuovo governo Berlusconi, l’agenda politica è dominata più che mai dai suoi affari personali e aziendali. Nella sua breve vita, il governo ha proposto almeno quattro provvedimenti ad personam.

Uno era stato pensato per eludere la Corte Europea di Giustizia in merito a una sentenza che stabiliva che Rete 4, uno dei tre canali televisivi della rete Mediaset di Berlusconi, stava occupando frequenze televisive che dovono essere assegnate a un altro operatore. Il governo ha proposto un decreto per evitare che Rete 4 venga spostata sul satellite, ma l’opposizione che scatenò fù così violenta che lo costrinse a ritirare il testo per “riformularlo”.

Un secondo decreto mirava a restringere le intercettazioni telefoniche durante le indagini giudiziarie, e anche la pubblicazione delle trascrizioni. Ci sono argomenti per questo cambiamento: uno studio compiuto nel 2005 dall’Istituto Max Planck ha rivelato che le intercettazioni erano più comuni in Italia che in qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. Poiché le trascrizioni spesso sono state fatte filtrare ai media, anche prima che le accuse fossero state depositate, persone innocenti possono trovare le loro più private considerazioni spiattellate per i giornali.

Ma ogni volta che Berlusconi propone una riforma giudiziaria, comprensibilmente si sospetta l’esistenza di motivi personali (ha recentemente definito il sistema giudiziario un “cancro”). Prima di tornare alla Presidenza del Consiglio, venne intercettatosu ordine della Procura di Napoli mentre esercitava pressioni su di un dirigente del servizio televisivo pubblico, la RAI, a beneficio di alcune attrici. Dal momento che Berlusconi si impegnò a supportare il dirigente in una sua iniziativa imprenditoriale privata, entrambi si resero passibili di accuse di corruzione. Ora, infatti, un giudice sta valutando se metterli in stato di accusa.

Mentre si stava porando avanti il decreto, iniziarono a spargersi voci in merito a registrazioni più compromettenti che si diceva contenessero esplicite conversazioni di natura sessuale tra il primo ministro e la sua Ministra delle Pari Opportunità trentaduenne, Mara Carfagna, una modella che posava in topless e che faceva la presentatrice presso Mediaset. Dopo che venne riportato che i Pubblici Ministeri avrebbero distrutto il materiale irrilevante per la loro indagine, l’esecutivo fermò il decreto, destando i sospetti che ci fosse dietro la presunta telefonata con la Carfagna. La Carfagna ha dichiarato che querelerà ogni insinuazione fatte su di lei.

I critici dicono che i problemi legali di Berlusconi sono centrali anche ad altre due misure. La prima è stata redatta dal consiglio legale che lo sta difendendo in tribunale dall’accusa di un tangente da 600.000$ a un avvocato inglese. Infilata incoerentemente in un pacchetto di provvedimenti “legge-e-ordine”, questa legge avrebbe congelato per 12 mesi una serie di processi, compreso quello di Berlusconi. A quel punto un secondo disegno di legge stava per avere effetto, garantendo immunità processuale alle prime quattro cariche dello stato, Primo Ministro incluso. La protesta alla prima misura fù tale che venne abrogata per emendamento, ma solo dopo che divenne chiaro che la seconda sarebbe stata fatta proseguire in autunno, quando il processo per corruzione di Berlusconi sarà prossimo alla fine. Il pacchetto sicurezza, approvato falla Camera dei Deputati il 15 Luglio, ora contiene una norma che l’opposizione definisce una quinta misura ad personam, riconoscendo agli imputati la facoltà di patteggiare durante il procedimento.

La fissazione del Governo (e del Parlamento) per le corti e le riforme giudiziarie sarebbe meno allarmante se non ci fosse molto rimasto da fare che sia importante e urgente. Dopo un illusorio aumento nel primo quadrimestre, l’economia è di nuovo per lo più stagnante. Gli analisti della Banca d’Italia dipingono un quadro desolante di consumi deboli e inflazione in aumento. Hanno anche agitato lo spettro dei problemi del credito in un paese al quale, fino a ora, era stato risparmiato il peggio della restrizione globale. Hanno fatto notare che il 70% dei mutui italiani hanno un tasso variabile, più alto della media europea – e questo è un paese dove le disponibilità reali si stanno restringendo.

La banca centrale prevede, per quest’anno e per il prossimo, una crescita irrisoria dello 0,4% del PIL. Le stime per il 2008 sono in linea con quelle del governo (tra lo zero e lo 0,5%), ma più ottimistiche di quelle di Aprile del Fondo Monetario Internazionale, che ammontano allo 0,3%. L’economia italiana è ancora una volta il fanalino di coda nell’eurozona. Forse la notizia peggiore è arrivata il 10 Luglio, quando la produzione industriale è stata riportata essere crollata in Maggio, giù del 4,1% rispetto all’anno precedente. Emma Marcegaglia, leader della lobby degli imprenditori, Confindustria, si è detta essere “davvero preoccupata”. Ha ragione. Il motore della buona barca Italia sta perdendo colpi; il vento la sta dirigendo verso gli scogli; è il capitano è occupato in altre faccende.

Fino a ora l’unica iniziativa di governo in campo economico è stata l’abolizione dell’impopolare tributo sulla casa e la riduzione delle tasse sugli straordinari. Non c’è nemmeno l’ombra di un qualsiasi dibattito sulle misure di liberalizzazione di cui la malridotta economia italiana avrebbe estremo bisogno. Al contrario, il governo sembra incline a pompare ancora più soldi dei contribuenti nella compagnia di bandiera italiana in fallimento, Alitalia, e ora sta discutendo una modifica della legge che permetta di farlo. Pensando al futuro autunno, Berlusconi ha almeno annunciato una “riforma radicale” – ma solo per i tribunali.

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I frutti dell’incarico – The Economist

19 giugno, 2008

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L’Economist snocciola una dietro l’altra alcune recenti iniziative del governo Berlusconi. L’immagine finale risulta inquietante.
Questo è ciò che all’estero traspare dell’Italia nelle pagine di uno dei più autorevoli e popolari magazine di approfondimento politico al mondo: una nazione che, inconsapevolmente, si sta sottomettendo a un regime.

I frutti dell’incarico

Il governo redige nuove leggi per limitare la Magistratura

Traduzione dell’articolo “The fruits of office” – The Economist

Silvio Berlusconi è un uomo perseverante. Due mesi dopo aver vinto le elezioni in Italia, sta cominciando a occuparsi del sistema giudiziario e di coloro che vi operano, con lo stesso vigore con cui lo faceva durante il suo precedente mandato, nel 2001-2006. Durante la campagna elettorale aveva detto che i magistrati dovrebbero essere sottoposti a esami che ne verifichino la salute mentale. Ora ulteriori attacchi alla magistratura e leggi confezionate su misura per proteggere se stesso e i suoi interessi finanziari sembrano essere ancora una volta le priorità.

Il 17 Giugno Renato Schifani, Presidente del Senato, legge una lettera di Berlusconi che supporta un emendamento proposto da due senatori che bloccherebbe per anni tutti i processi per crimini commessi prima del Giugno 2002, esclusi quelli che il governo ritiene essere più gravi. Alcuni critici sostengono che sia incostituzionale, dal momento che interferirebbe con il principio di ragionevole durata e con l’osservazione dei tempi certi. Berlusconi è imputato in un processo a Milano con l’accusa di corruzione giudiziaria, assieme a un avvocato inglese che ha contribuito a costituire una rete di società offshore per l’impero finanziario di Berlusconi. Ora che ci avviciniamo alla sua fine, questo processo rientrerebbe tra quelli che dovranno essere sospesi. L’emendamento è stato approvato dal senato il 18 Giugno.

Nella sua lettera, Berlusconi afferma di essere stato perseguito per fini politici da magistrati di estrema sinistra. Ha anche detto a Schifani di volere una legge che sospenda i processi che coinvolgono chi ricopre le più alte cariche dello stato. Schifani fu il promotore di una simile legge nel 2003, la quale venne dichiarata incostituzionale.

Le intrusioni di Berlusconi nel sistema giudiziario colpiscono anche l’uso delle intercettazioni durante le indagini. Il 13 Giugno il governo ha approvato un disegno di legge per porre un limite a cosa i magistrati possono fare e a cosa i media possono riferire. I casi nei quali le intercettazioni sono proibite includono la bancarotta fraudolenta, abuso di mercato e l’insider trading. Il governo afferma che i casi che riguardano il crimine organizzato e il terrorismo non verranno inclusi. Ma Armando Spataro, pubblico ministero a Milano, ritiene che i limiti posti all’uso delle intercettazioni potrebbero impedire le indagini sul terrorismo. E Franco Roberti, magistrato anti-mafia a Napoli, fa notare che molte indagini sul crimine organizzato partono da crimini ordinari come l’estorsione, l’usura e il contrabbando, per i quali l’ascolto telefonico sarà proibito.

Il disegno di legge imbavaglierà la Magistratura e la stampa, minacciando il carcere ai pubblici ministeri che parleranno dei casi e ai giornalisti che useranno nei loro articoli informazioni raccolte dalle indagini. Un nuovo piano che prevede migliaia di soldati che agiscono come poliziotti in città come Bologna, Trieste e Venezia appare essere una cortina di fumo per nascondere il vero approccio del governo al crimine: duro per certi reati, ma morbido per altri. Dietro alla cortina di fumo, Berlusconi sta ancora raccogliendo i frutti del suo incarico.

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Prose a confronto sul processo Mills

17 giugno, 2008

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Questa è un estratto della lettera ufficiale che l’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’emendamento al decreto sulla sicurezza presentato da Berselli e Vizzini (condannato in primo grado per la maxitangente Enimont e prescritto in secondo grado) che de facto gli garantirebbe prescrizione e impunità per i fatti riguardanti il processo Mills. Il testo completo è disponibile sul Corriere della Sera.

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.

Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.

E’ davvero, il Presidente del Consiglio, “ingiustamente e incredibilmente” coinvolto in un “fantasioso processo”, intentato da “magistrati di estrema sinistra” per “fini mediatici e politici” oppure esistono concreti e reali elementi in base ai quali è stato istruito il processo Mills?

I consulenti fiscali britannici devono aderire a un codice etico che impone loro di informare l’autorità qualora si trovassero di fronte a presunti reati compiuti dai loro clienti.

Eccovi la traduzione integrale della lettera che l’avvocato Mills aveva inviato al suo consulente fiscale, Bob Drennan, della Rawlinson & Hunter, e che quest’ultimo, trovandosi di fronte a un presunto reato, ha consegnato alla polizia londinese. Chi sono gli estremisti di sinistra? Il consulente fiscale inglese? Scotland Yard? Il Serious Fraud Office di Londra?
Testo originale su The Guardian
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Caro Bob,

Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.

Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B, al netto di spese e imposte.

Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.

Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).

Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.

Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.

Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.

Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.

Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.

Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.

Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.

(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)

Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.

Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.

Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).

Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.

Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.

Ti allego i documenti rilevanti.

Cordialmente, David Mills

Ecco un po’ di link di giornali britannici che trattano la vicenda.

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“Immigrants’ Italy Problem” – Traduzione dell’articolo del Wall Street Journal

21 maggio, 2008

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Un articolo che dice un sacco di ovvietà che, a quanto pare, per gli Italiani non sono poi così ovvie. Ronde, vigilantes, roghi, … queste parole mi richiamano alla mente immagini raccapriccianti. Spero che questa isteria collettiva passi in fretta, prima che si inneschi una spirale di violenza.
A proposito, pare che la storia del Rom che tenta di rapire una bimba fosse una montatura.

Il problema Italiano degli immigranti

L’Italia è ancora infiammata dalla retorica anti-immigrato e dalla violenza. Alcuni recenti attacchi ai Rom, meglio noti come Zingari, sono un’importante prova per l’allargamento dell’UE e per le politiche dell’immigrazione, cosi come lo sono per il nuovo governo di Silvio Berlusconi.

A Napoli, alcuni residenti arrabbiati hanno incendiato due campi Rom, costringendo chi era accampato a fuggire e mettersi in salvo. La causa scatenante è stata il tentativo da parte di un giovane Zingaro di rapire una bambina Italiana. Ma i vigilantes sembrano convinti che i Rom siano tutti dei criminali incalliti – convinzione che i politici sembrano semplicemente troppo felici di assecondare. Tutto ciò avviene in una città così sfregiata dalla mafia da vedere immondizia non raccolta che si accatasta per mesi nelle strade.

Le reazioni violente nei confronti dei nuovi arrivati si estende a Roma, Milano e in altre parti d’Italia. In tutta la nazione la Polizia ha usato la mano pesante nei confronti degli immigrati clandestini, che Berlusconi, che non si è mai lasciato sfuggire un’occasione per cavalcare l’onda del populismo, ha paragonato a un “esercito del male”.

Gli Zingari non sono l’unico gruppo perseguitato. Anche i Romeni – che si sono trasferiti in Italia in massa prima e dopo che la loro nazione entrasse a far parte dell’UE, l’anno scorso, e che ora costituiscono l’1% della popolazione – sono stati presi di mira. Nelle scorse settimane sono riemerse tensioni e Bucharest ha inviato il Ministro degli Interni a Roma lo scorso Giovedì per ricordare a Berlusconi che la libera circolazione delle persone è un diritto di tutti i cittadini dell’UE.

Intanto, il nuovo Ministro degli Esteri Italiano, Franco Frattini, precedentemente Commissario europeo alla Giustizia (il che include anche le Politiche dell’Immigrazione), ha sostenuto che l’UE deve ripensare le proprie politiche sui confini aperti. In un’intervista con il quotidiano La Stampa che risale al mese scorso, Frattini ha ammesso che “la libertà di circolazione … è sacrosanta” ma ha anche suggerito una revisione della legge del 2004 che liberalizza le richieste di residenza per i cittadini di uno stato membro che desiderino vivere in un altro stato membro.

In un’intervista successiva rilasciata al Messaggero, Frattini ha detto che l’Italia potrebbe supportare la rilevazione delle impronte digitali per i cittadini dei paesi UE non inclusi nell’area-Schengen. Questa proposta equivarrebbe a un non molto sottile tentativo di escludere la Romania, che non può aderire al trattato di Schengen fino ad almeno il 2011.

Ma la selettività in merito a quali statuti europeo un membro vuole aderire, o nei confronti di quali stati essere amichevoli non dovrebbe essere in discussione. L’Italia, che si definisce uno dei più grandi sostenitori e beneficiari del progetto Europeo, deve usare cautela in questo frangente.

Anche se l’applicazione della legge è uno dei doveri principali del governo, non c’è ragione di perseguire i criminali stranieri più di quanto non si perseguano i malfattori locali. Far finta che un giro di vite solo sugli immigrati renderà l’Italia più sicura da ai cittadini un falso senso di riforma. O forse gli Italiani non si aspettano molto di più da Berlusconi, visti i magri risultati dei suoi primi due mandati a Palazzo Chigi.

Dal canto suo, troppo spesso l’UE è lenta nel dare corpo alle libertà promesse nel Trattato di Roma in cui si è fondata nel 1957. (Vengono in mente le tardive e annacquate liberalizzazioni dei servizi). Tuttavia raramente ha fatto passi indietro dopo aver perfezionato la libertà di circolazione di persone, servizi, merci o capitali.

Più delle cameriere Slovacche a Londra o degli idraulici Polacchi a Parigi, le frizioni politiche causate dalla recente onda di immigrazione verso l’Italia si accingono ad essere una prova della devozione dell’UE a uno dei suoi principi cardine. La gente di Roma propone di decidere che alcuni Europei sono più uguali di altri. E’ stato un gesto decisamente poco Europeo.

Originale : “Immigrants’ Italy Problem” – Wall Street Journal

Grazie a Luca per aver segnalato l’articolo (era dai tempi del cambio di proprietario che non leggevo più il WSJ) e l’ipotesi del finto rapimento.

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Traduzione dell’articolo dell’Economist “Il ritorno del giullare”, su Silvio Berlusconi

12 aprile, 2008

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Così titola un articolo, pubblicato oggi dall’ Economist, sulla campagna elettorale di Berlusconi e sui possibili orizzonti politici. Lo chiamano “il giullare”. Mi auguro che nessun rappresentante della destra ci venga a parlare di “prestigio internazionale”. Così la stampa internazionale parla di noi e del nostro attuale candidato premier. Eccovi la traduzione completa.

Il ritorno del giullare

Sara Berlusconi la vittima dell’ultimo scherzo?

I più grandi rischi, quando l’Italia voterà per le elezioni politiche il 13 e 14 Aprile, Silvio Berlusconi se li è creati da solo. Per dieci settimane dopo la caduta del governo di Romano Prodi il 24 Gennaio, il magnate-politico è riuscito a tenere per sè le sue più eccessive battute. Con gli indicatori economici che peggiorano rapidamente, e l’Italia quest’anno stima ancora una volta di ottenere performances inferiori a quelle europee, pochi Italiani hanno voglia di scherzare.

Berlusconi se l’è giocata con cautela e sembra avere la possibilità di diventare Primo Ministro per la terza volta in 14 anni. Il suo movimento, il Popolo della Libertà, era avanti nelle statistiche, quando l’ultimo sondaggio di opinione venne pubblicato il 28 Marzo (la legge italiana proibisce la pubblicazione di sondaggi nelle ultime due settimane di campagna elettorale).

La maggior parte degli scherzi di Berlusconi sono sciocchi (la rivendicazione di saper parlare latino abastanza bene da poter pranzare con Giulio Cesare) o sessisti in un modo che non è sembrato arrecargli danno (la sua opinione che le donne di destra sono più attraenti di quelle di sinistra). Ma l’8 Aprile, un lato più sinistro è riemerso quando Berlusconi ha detto che i Publici Ministeri, come quelli che lo inseguirono per i tribunali fin dall’inizio degli anni ‘90, dovranno sottoporsi ogni anno a perizie sulla salute mentale. Il suo principale avversario, Walter Veltroni del Partito Democratico di centro-sinistra, gli ha chiesto un’assicurazione sulla lealtà alle istituzioni dello Stato.

Un’interpretazione – non di certo rassicurante – fu che Berlusconi stava tentando di spostare l’attenzione da una molto più allarmante sparata di un suo alleato, Umberto Bossi, il leader della Lega Nord. Bossi ha detto che i suoi elettori potrebbero imbracciare le armi per ciò che egli sosteneva essere un tentativo del centro-sinistra di confondere gli elettori con schede di voto eccessivamente complicate. Gli eccessi retorici di Bossi sono leggendari e non vengono normalmente presi in gran considerazione, ma come quelli di Berlusconi, mandano un messaggio subliminale di indifferenza alle leggi Italiane.

Ironicamente le schede elettorali sono, in realtà, il prodotto di una legge redatta proprio da uno dei vice di Bossi e fatta passare dall’ultimo governo Berlusconi nel 2005. L’autore della legge, Roberto Calderoli, l’ha imperturbabilmente definita una “porcata”(in italiano nel testo inglese, n.d.t.), approssimativamente “un cumulo di immondizia”. Questa legge ha incoraggiato la frammentazione politica e, anche se ha permesso una chiara maggioranza al Parlamento, ha minimizzato le possibilità di una maggioranza al Senato. I critici sostengono che Berlusconi abbia adottato questo sistema perché sapeva che avrebbe perso le elezioni del 2006 e ha voluto indebolire il suo successore.

Se è vero, c’è riuscito. Il governo di centro-sinistra di Prodi si contorse per due anni con una maggioranza minima o inesistente. Ma, avendo respinto un’offerta di Veltroni per riformare la legge elettorale, Berlusconi, se vince, potrà restare fregato dalla sua stessa porcata (in italiano nel testo inglese, n.d.t.)[*] e presiedere un altrettanto instabile governo.

Italian politics | Return of the jester | Economist.com – tradotto integralmente
[*] Il testo originale è “hoist by his own porcata” che richiama ironicamente un’espressione idiomatica inglese: “hoist by his own petard”, letteralmente “appeso al suo stesso petardo” che si può tradurre con “fregarsi con le proprie mani”.
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Traduzione dell’articolo sull’Italia pubblicato dal New York Times

14 dicembre, 2007

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New york TimesSiccome oggi ne hanno parlato in molti ( ma io per primo ;) ) di questo insolitamente lungo articolo del New York Times, ma nessuno ha fornito una traduzione completa, mi sono preso la briga di farvela avere.

A prescindere dall’opinione che si possa avere dell’articolo (a essere pignoli, un paio di inesattezze si riscontrano), voglio sottolineare che oggi il presidente della Republica si trova a Washington in veste ufficiale e l’articolo menziona anche lui, il quale ha anche sentito la necessità di rispondere.
Non male questi giornalisti americani, eh?

Con la tremarella, l’Italia canta un Aria di delusione

tradotto da “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment”, New York Times, 13 Dicembre 2007

ROMA – Il mondo intero ama l’Italia perchè è antica ma ancora affascinante. Perché mangia e beve ma è raramente grassa o ubriaca. Perché è il posto dell’Europa iper-regolata dova ancora si discute in perfetta intesa cosa in realtà il rosso ai semafori potrebbe significare.

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Traduzione del documento “De Delictis Gravioribus” in Italiano

9 giugno, 2007

Postato in La Santa Inquisizione, Politica, Politica Estera, Rubriche, Società, Traduzioni | 1 Commento »

Traduco dal latino la lettera De Delictis Gravioribus. E’ da molto che non traduco dal latino, perciò vogliate perdonare eventuali imprecisioni: sono commesse in buona fede, a differenza di quanto è accaduto nella traduzione di altri testi sacri (a buon intenditor …). Spero possa contribuire a una maggiore comprensione di quanto accaduto. Al di la delle accuse mosse dalla BBC, questo documento “basta ad assicurarci che, nel tempo di cui noi trattiamo, c’era de’ bravi tuttavia“.

EPISTOLA
inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede
ai Vescovi di tutta la Chiesa Cattolica
e agli altri Ordinari e Gerarchi aventi interesse:
RIGUARDO AI DELITTI PIU’ GRAVI
riservati alla stessa Congregazione per la Dottrina della Fede

Allo scopo di eseguire la legge ecclesiastica, che all’articolo 52 della Costituzione Apostolica riguardo alla Curia Romana recita: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi, ad essa riportati, commessi sia contro la morale sia durante la celebrazione dei sacramenti e, ove necessario, procede a dichiarare o a infliggere sanzioni canoniche secondo diritto, sia comune che proprio”, era necessario innanzi tutto definire le procedure (lett. il modo di procedere) riguardo ai delitti contro la fede: ciò é stato condotto rispettando le norme intitolate (lett. il titolo delle quali é) “Metodo di agire nell’esame delle dottrine”, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 insieme approvati in forma specifica.

Allo stesso tempo (lett. quasi allo stesso tempo) la Congregazione per la Dottrina della Fede, attraverso una Commissione all’uopo costituita, si impegnava in un diligente studio dei canoni riguardo ai delitti, sia del Codice del Diritto Canonico sia del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, per determinare “i delitti piu gravi sia contro la morale, sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiche’ l’Istruzione Crimen Sollicitationis finora vigente, edita dalla Suprema Sacra Congregazione del Sant’Uffizio il 16 marzo 1962, doveva essere emendata in seguito alla promulgazione dei nuovi codici canonici.

Dopo attento esame delle opinioni e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione giunse al termine; i Padri della Congregazione per la Dottrina della Fede l’hanno esaminato più accuratamente, sottoponendo al Sommo Pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa le procedure nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in merito la competenza esclusiva della medesima Congregazione in quanto Tribunale Apostolico. Tutte ciò é stato approvato dallo stesso Sommo Pontefice, confermato e promulgato con la Lettera Apostolica Motu Proprio (atto proprio, a lui appartenente ndt.) “Sacramentorum Sanctitatis Tutela” (Tutela della Santità dei Sacramenti).

I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:

Al Tribunale apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede sono riservati soltanto i delitti sopra elencati con la propria definizione.

Ogni volta che l’Ordinario o il Gerarca avesse un’ almeno verosimile notizia di delitto riservato, dopo avere svolto un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale, quando non si avvocasse la causa in seguito a particolari circostanze, comanda all’Ordinario o al Gerarca di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio Tribunale dettando opportune norme. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo Patrono sia da parte del Promotore di Giustizia, vale unicamente e soltanto il diritto di appello al Supremo Tribunale della medesima Congregazione.

E’ da notare che l’azione criminale riguardo ai delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in un decennio. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune; ma in un delitto con un minore perpetrato da un clerico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di eta’.

Nei tribunali costituiti presso Ordinari o Gerarchi, ai fini della validità di queste cause possono espletare (lett: per queste cause, possono validamente espletare) l’ufficio di Giudice, di Promotore di Giustizia, di Notaio e di Patrono soltanto sacerdoti. Una volta conclusa l’istanza in tribunale, qualunque ne sia l’esito (Lett. Ad istanza in tribunale conclusa in qualunque modo), tutti gli atti della causa vengano quanto prima trasmessi dall’ufficio alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Tutti i tribunali della Chiesa Latina e delle Chiese Cattoliche Orientali sono tenuti a osservare i canoni riguardo ai delitti e alle pene nonchè riguardo al processo penale di entrambi i Codici rispettivamente, assieme alle norme speciali che saranno trasmesse, a seconda del caso singolo, dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e da applicare nella totalità.

Le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio.

Con la presente Epistola, inviata per mandato del Sommo Pontefice a tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica, ai Superiori Generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri Ordinari e Gerarchi aventi interesse, si auspica che non solo vengano del tutto evitati i delitti più gravi, ma principalmente (alt. soprattutto, particolarmente, specialmente) che, data la santità di clerici e fedeli da sovraintendere anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei gerarchi ci sia una sollecita cura pastorale.

Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 18 maggio 2001.

Joseph card. Ratzinger
prefetto
Tarcisio Bertone, S.D.B.
Arcivescovo Eminente di Vercelli
Segretario
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OCSE Economic Outlook

3 giugno, 2007

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logo ocseTraduco l’economic outlook, redatto dall’OCSE , riferito all’Italia, il primo del 2007.
Il testo conferma una oculata gestione dell’economia, mentre parla di “cifre da record” per la spesa pubblica riferendosi al 2005.
Alla luce di questo rapporto penso che l’abilità della politica dovrà trovarsi nello sciegliere il momento adatto per ridurre le tasse: un taglio troppo prematuro ci lascierebbe affondare di nuovo nelle sabbie mobili del debito, che, al pari di una pressione fiscale troppo elevata, comunque immobilizzerebbe l’economia.


La lungamente attesa ripresa si è confermata nel 2006 con la crescita di circa 2% del PIL. Il rialzo dei mercati esteri e miglioramenti qualitativi degli esportatori Italiani ha dato origine a consistenti ricavi nell’export, i quali hanno stimolato la domanda interna e la crescita dell’occupazione. La crescita dovrebbe restare forte anche nel 2007 e nel 2008, fintantochè la domanda estera resterà robusta e la ristrutturazione continuerà. L’output gap (il rapporto tra PIL reale e potenziale n.d.t.) si ridurrà rapidamente dato che la potenziale crescita di produttività viene stimata ad essere meno dell’1.5%, e l’inflazione potrebbe lievemente salire.

Un impressionante risanamento fiscale è stato ottenuto nel 2006 e nel 2007, anche se al costo di un salto di 2 punti percentuali nel rapporto tassazione/PIL, il quale, se mantenuto, potrebbe avere conseguenze dannose alla crescita nel medio termine. L’attuale rapporto spesa primaria/PIL è stato stabilizzato nel 2006 attraverso indirizzi d’azione resi necessari dalle cifre da record raggiunte nel 2005; tuttavia, per controllarne la crescita, delle riforme sono essenziali per portare l’avanzo primario al 5% nel 2011, come pianificato. Quando la dinamica del debito sarà migliorata, bisognerà far posto al taglio delle tasse. Allo stesso tempo, la riforma della concorrenza dovrà essere approfondita per consentire un incremento di produttività e di potenziale di crescita.

Versione in Inglese
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Il Papa ostruì un indagine su abusi sessuali (observer.co.uk)

2 giugno, 2007

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the observerTraduzione di un articolo dell’ Observer, in cui si fa riferimento alla lettera del cardinale Ratzinger la quale estendeva il crimen sollicitationis.
L’Observer sembra avvallare le ipotesi della BBC presentate nel documentario “Sex crimes and the Vatican“.
Sono alla ricerca dell’intervista rilasciata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone per poterla pubblicare.

Il Papa ostruì un indagine su abusi sessuali

Una lettera di carattere confidenziale rivela che Ratzinger ordinò ai vescovi di mantenere segrete le accuse

Papa Benedetto XVI la scorsa notte venne esposto alle accuse di aver “ostacolato le indagini”, dopo che emerse il fatto che egli inviò un ordine in cui si assicura alle indagini della chiesa in tema di accuse di abusi sessuali, lo svolgimento in regime di segretezza.

L’ordine venne impartito attraverso una lettera, ottenuta dall’Observer, la quale venne inviata a ogni vescovo Cattolico nel Maggio del 2001.

Essa sosteneva il diritto della chiesa a svolgere le proprie indagini a porte chiuse e a mantenere confidenziali le prove fino a 10 anni dopo il raggiungimento dell’età adulta da parte della vittima. La lettera portava la firma del cardinale Joseph Ratzinger, che venne eletto successore di Giovanni Paolo II la scorsa settimana.

Gli avvocati che agivano in nome delle vittime di abuso sostengono che essa sia stata concepita allo scopo di evitare alle accuse di diventare pubbliche o di essere oggetto di indagine da parte dalla polizia. Accusano Ratzinger di aver commesso una “chiara ostruzione della giustizia“.

La lettera, “De Delictis Gravioribus” (riguardo ai peccati più gravi), venne inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ufficio vaticano che una volta gestiva l’Inquisizione e che era controllato da Ratzinger.

Essa rendeva esplicita ai vescovi la posizione della chiesa in merito a numerose questioni che spaziavano dalla celebrazione dell’eucarestia con un non Cattolico agli abusi sessuali compiuti da un clerico “con un minore di 18 anni”. La lettera di Ratzinger dichiara che la chiesa può rivendicare la giurisdizione nei casi nei quali l’abuso viene “perpetrato con un minore da un clerico”.

La lettera afferma che la giurisdizione della chiesa “inizia ad aver luogo quando il minore abbia compiuto il diciottesimo anno di età” e si protrae per 10 anni.

Essa ordina che le “indagini preliminari” in merito a qualsiasi accusa di abuso debbano essere inviate all’ufficio di Ratzinger, il quale ha l’opzione di inoltrarle a tribunali privati, nei quali la “funzione di giudice, promotore di giustizia, notaio e legale rappresentante possono essere validamente assunte, in questi casi, solo da preti“.

“Casi di questo genere sono soggetti al segreto pontificio“, conclude la lettera di Ratzinger. Infrangere il segreto pontificio in un qualsiasi momento dei 10 anni in cui la giurisdizione ha effetto comporta sanzioni, compreso il pericolo di scomunica.

Alla lettera fanno riferimento documenti relativi ad una causa legale intentata precedentemente durante quest’ anno nei confronti di una chiesa in Texas e nei confronti di Ratzinger da due presunte vittime di abuso. Inviando la lettera, gli avvocati, agendo in nome delle presunte vittime, sostengono che il cardinale ha cospirato per intralciare la giustizia.

Daniel Shea, l’avvocato delle due presunte vittime, il quale ha scoperto la lettera, ha detto: “Parla da sola. Vi dovete chiedere: perche non fate iniziare la conta degli anni fino a quando il bambino non ha 18 anni? E’ un’ostruzione alla giustizia.”

Padre John Beal, professore di diritto canonico alla Catholic University of America (università cattolica d’America), rilasciò una deposizione giurata l’8 Aprile dell’anno scorso, nella quale ammise a Shea che la lettera estendeva la giurisdizione e il controllo da parte della chiesa ai crimini di violenza sessuale.

La lettera di Ratzinger era controfirmata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone, che rilasciò un’intervista due anni fa, nella quale lasciò intendere l’opposizione della chiesa a consentire ad agenzie esterne indagini in merito ad accuse di abusi.

“Secondo me, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che ha ammesso il crimine di pedofilia è priva di base“, ha detto Bertone.

Shea criticò l’ordine per il quale le accuse di abusi debbano essere investigate solo all’interno di tribunali segreti. “Stanno imponendo procedure e segretezza su questi casi. Se le autorità scoprono il caso, possono occuparsene. Ma non si può indagare un caso, se non lo hai mai scoperto. Se si riesce a mantenerlo segreto per 18 anni più 10 il prete ha il tempo di farla franca“, aggiunge Shea.

Un portavoce dell’ufficio stampa del Vaticano, una volta messo al corrente dei contenuti della lettera, si è rifiutato di commentare. “Questo non è un documento pubblico, perciò non vorremmo parlarne”

Jamie Doward, corrispondente in affari religiosi
Domenica 24 Aprile, 2005
Traduzione di anonimo italiano
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