Hands of God con sottotitoli in italiano
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Grazie a Bispensiero
Rami secchi
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Leggendo l’inchiesta di Curzio Maltese dal titolo “I conti della Chiesa, ecco quanto ci costa” ho notato che l’autore, probabilmente per onor di sintesi, omette un piccolo dettaglio che a mio parere merita di essere sottolineato.
Il danaro dell’otto per mille viene parzialmente destinato allo stipendio dei preti … attenzione … più i contributi all’INPS.
Inserire i preti nel circuito previdenziale italiano sottraendo danaro agli introiti fiscali introduce, nel lungo termine, un ulteriore perdita per lo stato: la loro pensione la paghiamo noi, dall’inizio alla fine, senza che un centesimo esca dalle tasche della Chiesa.
Qualche altro esempio di come questi soldi vengano impiegati l’ho gia scritto qui e qui.
Il titolo del post si riferisce al fatto che il clero, de iure, non ha prole; quei soldi non li rivedremo mai, nemmeno sotto forma di nuovi contribuenti, anzi, nel loro piccolo, contribuiscono a innalzare il rapporto pensionati/contribuenti: un nuovo pensionato, nessun nuovo contribuente. Rami secchi.
Simolatria
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Il venerare idoli e oggetti inanimati viene detto idolatria, e nell’antico testamento viene più volte ribadito essere il peggiore dei peccati.
Il mercimonio di beni spirituali o di oggetti sacri viene detto simonia, e di questo se ne parla negli Atti degli Apostoli.
La Chiesa è riuscita nella perversa operazione di fondere le due cose: forgiare idoli affinchè vengano adorati per poi trarre vantaggio economico dal loro mercato.
Quando Benedetto XVI parla di legittimo profitto si riferisce anche a mettere in corsia preferenziale la beatificazione di Giovanni Paolo II per poi rastrellare soldi con le reliquie?
Mentre la CEI dichiara illegittime le sentenze dei tribunali italiani, il vicariato di Roma si è preso la briga di offrire ai fedeli un pezzo di un indumento appartenuto a Giovanni Paolo II, specificando che è anche possibile allegare alla richiesta un’ offerta in danaro: la Chiesa deve spendere un sacco di soldi per pagare a se stessa le cause di beatificazione.
Accettano anche carta di credito … non scherzo.
Ridate a Cesare quel che è di Cesare
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90.000 immobili, tra i quali costosissimi collegi e scuole private, palazzoni affittati a prezzi stratosferici, cliniche, case di riposo, ostelli di lusso e bed & breakfast per un valore di decine di MILIARDI di euro.
La chiesa possiede circa un quinto degli immobili italiani.
Se al Vaticano non fossero concessi i privilegi fiscali dei quali attualmente gode (dogana, esenzione imposta persone giuridiche, esenzione ICI, 8×1000, …), lo stato italiano recupererebbe una somma che ammonta a quasi la metà della finanziaria 2006.
Dobbiamo aspettare l’intervento dell’UE per riavere i nostri soldi?
Devo per forza pagare il doppio delle tasse per finanziare una ONG che persegue scopi che non condivido?
Un altro ignobile atto del vaticano, questa volta contro Amnesty
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Il cardinale Renato Martino, non pago di 1500 anni di torture e roghi, ha deciso di mettere in atto una campagna di boicottaggio contro Amnesty International. Che ci sia qualcosa di personale?
In una lurida intervista rilasciata ad una rivista cattolica (http://ncregister.com/site/article/2904), ha esortato a tutti gli individui di religione cattolica e le associazioni cattoliche del mondo, a fronte di una, traduco fedelmente, “decisione di promuovere il diritto all’aborto” da parte di Amnesty International, a ritirare ogni tipo di finanziamento all’organizzazione, paragonandola e mettendola in stretta relazione a una non meglio definita lobby pro-aborto.
In un comunicato stampa, Amnesty precisa di non aver mai ricevuto il becco di un quattrino da parte del vaticano o da associazioni a esso riconducibili.
Amnesty si sta adoperando nel chiedere agli stati, contestualmente alla campagna “Mai più violenza sulle donne“, volta principalmente ad arginare fenomeni di violenza, abusi sessuali e discriminazioni nei confronti di donne e bambine, l’attuazione di alcuni punti, tra i quali:
- fornire a uomini e donne informazioni complete riguardanti la salute sessuale e riproduttiva;
- modificare o abrogare le leggi per effetto delle quali le donne possono essere sottoposte a imprigionamento o ad altre sanzioni penali per aver abortito o cercato di abortire;
- garantire che tutte le donne con complicazioni sanitarie derivanti da un aborto abbiano accesso a trattamenti medici adeguati, indipendentemente dal fatto che abbiano abortito legalmente o meno;
- garantire l’accesso a servizi legali e sicuri di aborto a ogni donna la cui gravidanza sia dovuta a una violenza sessuale o a incesto o la cui gravidanza presenti un rischio per la sua vita o la sua salute
Che dire di Amnesty in poche righe e senza essere riduttivi? Amnesty è l’associazione umanitaria indipendente che compie uno delle più compesse e difficili missioni al mondo: fare in modo che gli stati in cui i diritti umani non vengono rispettati, gli stati in cui si tortura, si uccide, si imprigiona per motivi politici, si mutila, si stupra … cambino idea.
Vorrei vedere il cardinale Martino andare, ad esempio, in Corea del Nord, e far loro cambiare idea in merito alla tortura o alla pena di morte.
La rivista che riporta l’intervista è il National Chatolic Register, il cui editore è “Circle Media, Inc.” (http://www.circlemedia.com/), organizzazione “no profit” (anche se, a giudicare dai banner , direi che il “profit” fa parte dei loro interessi) che fa capo a padre Owen Kerns, membro della congregazione religiosa cattolica di diritto pontificio “I legionari di Cristo“. Già uno che si definisce “legionario” a me stride da morire, che lo faccia con tutti i soldi che la chiesa ruba legalmente lo trovo indegno. La chiesa si appropria di danaro che, secondo me, non le spetta attraverso, a puro titolo esemplificativo, l’esenzione dall’ICI sugli immobili posseduti in Italia anche non a scopo di culto, quali alberghi, enormi immobili ad uso locativo o cliniche private (ricordo che la chiesa possiede UN QUINTO DEGLI IMMOBILI ITALIANI), oppure attraverso il perverso meccanismo della distribuzione dell’otto per mille, il quale, se non espressamente indicato in sede di dichiarazione fiscale da parte del contribuente, finisce nel calderone della spartizione proporzionale, oppure , questa è grandiosa, ricevendolo come dono dal comune di Roma, il quale ad essa elargisce il ricavato dalla pulizia delle fontane! Avete presente le monetine che i turisti buttano nelle fontane di Roma?
Poichè Amnesty non va a grattare il fondo delle fontane, poichè i soldi te li chiede guardandoti in faccia e alla fine ha anche il buon gusto di ringraziarti, e pure sentitamente, invito tutti i miei lettori a:
- Esprimere una esplicita preferenza per la destinazione dell’otto per mille dell IRPEF allo stato in sede di dichiarazione dei redditi (quest anno i soldi li devolviamo a noi stessi, che ne abbiamo bisogno)
- Devolvere il cinque per mille ad Amnesty, che non ci costa niente e rappresenterebbe una gran bella goccia nel mare di un mondo rispettoso dei diritti umani
- Effettuare una donazione ad Amnesty, anche minima, che, tra l’altro è anche deducibile, scrivendo sulla causale:
Dio benedica Amnesty International e il duro lavoro che comporta l’opera di convincimento di interi stati e della loro opinione pubblica in materia di diritti umani
La chiesa ha un sacco di soldi, Amnesty ne ha pochi: siate generosi.



