Hands of God con sottotitoli in italiano
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Grazie a Bispensiero
Otto per mille, una scelta informata
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La CEI detta la linea
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Nonostante boss e padrini si siano sempre professati devoti, fedeli e praticanti, la CEI reputa la lotta alla mafia una priorità per lo stato italiano. Dopo aver letto il libro “Le Sagrestie di Cosa Nostra“, dell’eccellente Vincenzo Ceruso, penso che il problema sia comune.
I vescovi vogliono che la politica italiana sia attenta alle famiglie. Se sta a cuore la famiglia italiana, perché non ci restituiscono i soldi dell’8×1000 e tutti i finanziamenti diretti e indiretti, permettendo di dimezzare le tasse a queste famiglie?
Uno stato nel quale non si sono mai svolte libere elezioni critica la nostra legge elettorale. Il porcellum è una legge impresentabile, ma sempre meglio di un’oligarchia che elegge di un teocrate a vita.
Perché nessuno si alza in piedi e dice “Basta”? Vogliamo continuare a subire l’egemonia di uno stato anacronistico e oscurantista mentre continuiamo a finanziare l’impunità dei pedofili?
Una grande occasione per la Spagna, un’idea per l’Italia
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La fiducia riconfermata e cresciuta nei confronti del premier spagnolo che ha legiferato su aborto, divorzio, matrimoni omosessuali e ora di religione, introducendo in Spagna una ventata di aria fresca che il paese ha apprezzato, dovrebbe essere vista dalla classe dirigente italiana come una traccia. Ora che Zapatero è di nuovo alla guida del paese, la Spagna avrà una grande occasione: consolidare i valori della laicità nel comune sentire del popolo spagnolo.
Mi auguro che anche il nostro centro-sinistra, coadiuvato dall’esperienza Radicale, inizi questo percorso e che riesca a spostare lo zeitgeist italiano verso una maggiore indipendenza etica e politica: vorrei svegliarmi in un paese in cui un candidato possa dire: “anche i vescovi devono rispettare la legge” e che questa legge non preveda l’attuale gestione dell’8×1000, l’esenzione dall’ICI, gli insegnanti delle scuole pubbliche nominati dai vescovi e tutti quei privilegi che l’eccellente Curzio Maltese ci ha illustrato su Repubblica. Spero in una legge chiara su coppie di fatto e unioni omosessuali, spero in una regolamentazione inequivocabile riguardo a RU486 e pillola del giorno dopo, spero in norme precise in materia di eutanasia e testamento biologico, spero in punizioni esemplari per contrastare discriminazione e omofobia.
Zapatero ce lo ha confermato: “Si può fare”. Si può vincere senza Bertone e senza Binetti. Si può vincere anche senza il placet del Vaticano. Si può legiferare in aperto contrasto con ciò che la CEI ci vuole imporre e lo si può fare guadagnando consenso.
In democrazia, anche il papa è solo uno degli interlocutori: siamo un paese democratico e abbiamo bisogno di una politica libera che tuteli i diritti dei più deboli e non di un monarca assoluto designato da Dio che decida della legge a prescindere da chi sieda in Parlamento.
Rami secchi
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Leggendo l’inchiesta di Curzio Maltese dal titolo “I conti della Chiesa, ecco quanto ci costa” ho notato che l’autore, probabilmente per onor di sintesi, omette un piccolo dettaglio che a mio parere merita di essere sottolineato.
Il danaro dell’otto per mille viene parzialmente destinato allo stipendio dei preti … attenzione … più i contributi all’INPS.
Inserire i preti nel circuito previdenziale italiano sottraendo danaro agli introiti fiscali introduce, nel lungo termine, un ulteriore perdita per lo stato: la loro pensione la paghiamo noi, dall’inizio alla fine, senza che un centesimo esca dalle tasche della Chiesa.
Qualche altro esempio di come questi soldi vengano impiegati l’ho gia scritto qui e qui.
Il titolo del post si riferisce al fatto che il clero, de iure, non ha prole; quei soldi non li rivedremo mai, nemmeno sotto forma di nuovi contribuenti, anzi, nel loro piccolo, contribuiscono a innalzare il rapporto pensionati/contribuenti: un nuovo pensionato, nessun nuovo contribuente. Rami secchi.
Simolatria
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Il venerare idoli e oggetti inanimati viene detto idolatria, e nell’antico testamento viene più volte ribadito essere il peggiore dei peccati.
Il mercimonio di beni spirituali o di oggetti sacri viene detto simonia, e di questo se ne parla negli Atti degli Apostoli.
La Chiesa è riuscita nella perversa operazione di fondere le due cose: forgiare idoli affinchè vengano adorati per poi trarre vantaggio economico dal loro mercato.
Quando Benedetto XVI parla di legittimo profitto si riferisce anche a mettere in corsia preferenziale la beatificazione di Giovanni Paolo II per poi rastrellare soldi con le reliquie?
Mentre la CEI dichiara illegittime le sentenze dei tribunali italiani, il vicariato di Roma si è preso la briga di offrire ai fedeli un pezzo di un indumento appartenuto a Giovanni Paolo II, specificando che è anche possibile allegare alla richiesta un’ offerta in danaro: la Chiesa deve spendere un sacco di soldi per pagare a se stessa le cause di beatificazione.
Accettano anche carta di credito … non scherzo.
Ridate a Cesare quel che è di Cesare
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90.000 immobili, tra i quali costosissimi collegi e scuole private, palazzoni affittati a prezzi stratosferici, cliniche, case di riposo, ostelli di lusso e bed & breakfast per un valore di decine di MILIARDI di euro.
La chiesa possiede circa un quinto degli immobili italiani.
Se al Vaticano non fossero concessi i privilegi fiscali dei quali attualmente gode (dogana, esenzione imposta persone giuridiche, esenzione ICI, 8×1000, …), lo stato italiano recupererebbe una somma che ammonta a quasi la metà della finanziaria 2006.
Dobbiamo aspettare l’intervento dell’UE per riavere i nostri soldi?
Devo per forza pagare il doppio delle tasse per finanziare una ONG che persegue scopi che non condivido?
660.000.000 di dollari per evitare la sbarra
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Questa è la cifra che l’arcidiocesi di Los Angeles pagherà alle vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili. Una sola vera Chiesa … vero Ratzinger?
Diamo una veloce occhiata a ciò che ha fatto di bello l’unica chiesa che Cristo voleva:
- Arcidiocesi di Boston, 2003, $84.000.000 per 552 denunce. Ampio reportage, premio Pulitzer del Boston Globe
- Arcidiocesi di Louisville, 2003, $25.700.000 per 243 vittime.
- Diocesi di Orange, 2004, $100.000.000 per 90 denunce di abuso.
- Diocesi di Oakland, 2005, $56.000.000 a 56 persone.
- Diocesi di Tucson, 2005, acconsente alla costituzione di un fondo fiduciario di circa $22.000.000 a beneficio di più di 50 vittime per evitare la bancarotta.
- Diocesi di Sacramento, 2005, paga $35.000.000 a 33 persone.
- Diocesi di Covington, 2006, $84.000.000 per più di 350 persone.
- Arcidiocesi di Portland, 2007, acconsente al pagamento di più di $52.000.000 a 175
vittime per evitare la bancarotta. Mette da parte altri $20.000.000 per ogni futura denuncia: quando si parla di buoni propositi … - Diocesi di Spokane, 2007, acconsente al pagamento di $48.000.000 per circa 150 denunce per evitare la bancarotta
Alla luce di queste cifre, strappate con i denti anche da una efficiente e attrezzata macchina giudiziaria americana in una società consapevole, in un paese in cui i giornalisti fanno il loro mestiere, cerco di immaginare quanti preti pedofili impuniti continuino a tastare il pisellino dei bambini sudamericani, africani, asiatici, europei e che non verranno MAI scoperti. Anche in Italia, di questo fenomeno, conosciamo solo la punta dell’iceberg.
Queste sono le opere caritatevoli alle quali vengono destinati i soldi dell’otto per mille che ci viene presentato attraverso stucchevoli, costose e martellanti pubblicità: evitare di far vedere un arcivescovo alla sbarra degli imputati a difendere 40 anni di pedofilia riscontrabili al di là di ogni ragionevole dubbio e coperti da segreto pontificio.
Come spiega Pino Nicotri, questi 30 danari che il vaticano intasca per tradire il messaggio cristiano, assieme a tutti i privilegi e le regalie che lo stato concede, valgono come una legge finanziaria.
Se è davvero questa la chiesa che il cristo indicò essere la sua, penso che se potesse vederla oggi, la rinnegherebbe immediatamente e spero che i cristiani facciano in fretta altrettanto.
Prendetevi cura del vostro otto per mille: se non firmate va al vaticano!
Con ogni mezzo invoco il potere di Dio sui media, in particolare sul Boston Globe
card. Bernard Francis Law
ex arcivescovo di Boston ai tempi dello scandalo e attualmente Cardinale e Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore
Un altro ignobile atto del vaticano, questa volta contro Amnesty
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Il cardinale Renato Martino, non pago di 1500 anni di torture e roghi, ha deciso di mettere in atto una campagna di boicottaggio contro Amnesty International. Che ci sia qualcosa di personale?
In una lurida intervista rilasciata ad una rivista cattolica (http://ncregister.com/site/article/2904), ha esortato a tutti gli individui di religione cattolica e le associazioni cattoliche del mondo, a fronte di una, traduco fedelmente, “decisione di promuovere il diritto all’aborto” da parte di Amnesty International, a ritirare ogni tipo di finanziamento all’organizzazione, paragonandola e mettendola in stretta relazione a una non meglio definita lobby pro-aborto.
In un comunicato stampa, Amnesty precisa di non aver mai ricevuto il becco di un quattrino da parte del vaticano o da associazioni a esso riconducibili.
Amnesty si sta adoperando nel chiedere agli stati, contestualmente alla campagna “Mai più violenza sulle donne“, volta principalmente ad arginare fenomeni di violenza, abusi sessuali e discriminazioni nei confronti di donne e bambine, l’attuazione di alcuni punti, tra i quali:
- fornire a uomini e donne informazioni complete riguardanti la salute sessuale e riproduttiva;
- modificare o abrogare le leggi per effetto delle quali le donne possono essere sottoposte a imprigionamento o ad altre sanzioni penali per aver abortito o cercato di abortire;
- garantire che tutte le donne con complicazioni sanitarie derivanti da un aborto abbiano accesso a trattamenti medici adeguati, indipendentemente dal fatto che abbiano abortito legalmente o meno;
- garantire l’accesso a servizi legali e sicuri di aborto a ogni donna la cui gravidanza sia dovuta a una violenza sessuale o a incesto o la cui gravidanza presenti un rischio per la sua vita o la sua salute
Che dire di Amnesty in poche righe e senza essere riduttivi? Amnesty è l’associazione umanitaria indipendente che compie uno delle più compesse e difficili missioni al mondo: fare in modo che gli stati in cui i diritti umani non vengono rispettati, gli stati in cui si tortura, si uccide, si imprigiona per motivi politici, si mutila, si stupra … cambino idea.
Vorrei vedere il cardinale Martino andare, ad esempio, in Corea del Nord, e far loro cambiare idea in merito alla tortura o alla pena di morte.
La rivista che riporta l’intervista è il National Chatolic Register, il cui editore è “Circle Media, Inc.” (http://www.circlemedia.com/), organizzazione “no profit” (anche se, a giudicare dai banner , direi che il “profit” fa parte dei loro interessi) che fa capo a padre Owen Kerns, membro della congregazione religiosa cattolica di diritto pontificio “I legionari di Cristo“. Già uno che si definisce “legionario” a me stride da morire, che lo faccia con tutti i soldi che la chiesa ruba legalmente lo trovo indegno. La chiesa si appropria di danaro che, secondo me, non le spetta attraverso, a puro titolo esemplificativo, l’esenzione dall’ICI sugli immobili posseduti in Italia anche non a scopo di culto, quali alberghi, enormi immobili ad uso locativo o cliniche private (ricordo che la chiesa possiede UN QUINTO DEGLI IMMOBILI ITALIANI), oppure attraverso il perverso meccanismo della distribuzione dell’otto per mille, il quale, se non espressamente indicato in sede di dichiarazione fiscale da parte del contribuente, finisce nel calderone della spartizione proporzionale, oppure , questa è grandiosa, ricevendolo come dono dal comune di Roma, il quale ad essa elargisce il ricavato dalla pulizia delle fontane! Avete presente le monetine che i turisti buttano nelle fontane di Roma?
Poichè Amnesty non va a grattare il fondo delle fontane, poichè i soldi te li chiede guardandoti in faccia e alla fine ha anche il buon gusto di ringraziarti, e pure sentitamente, invito tutti i miei lettori a:
- Esprimere una esplicita preferenza per la destinazione dell’otto per mille dell IRPEF allo stato in sede di dichiarazione dei redditi (quest anno i soldi li devolviamo a noi stessi, che ne abbiamo bisogno)
- Devolvere il cinque per mille ad Amnesty, che non ci costa niente e rappresenterebbe una gran bella goccia nel mare di un mondo rispettoso dei diritti umani
- Effettuare una donazione ad Amnesty, anche minima, che, tra l’altro è anche deducibile, scrivendo sulla causale:
Dio benedica Amnesty International e il duro lavoro che comporta l’opera di convincimento di interi stati e della loro opinione pubblica in materia di diritti umani
La chiesa ha un sacco di soldi, Amnesty ne ha pochi: siate generosi.



