Ti ricordi quella piazza?

19 marzo, 2009

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Il Ministro Brunetta sostiene che gli studenti dell’Onda sono dei “guerriglieri, e verranno trattati come guerriglieri”.

Piazza Tiananmen

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Grazie Rita

12 ottobre, 2007

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Il premio nobel Rita Levi-Montalcini scrive una lettera a Repubblica per far sapere a Storace che le stampelle, assieme al fascio littorio, se le può infilare ….. va beh ….

Interessante notare come nelle pagine di wikipedia dedicate alla dottoressa Levi-Montalcini, sia in italiano che in inglese siano elencate le onorificenze, mentre in quella di Storace siano indicati i provvedimenti giudiziari.

Se come referenza per un senatore sia meglio un nobel o un avviso di garanzia dovrebbe essere chiaro anche agli elettori di destra.

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Ci facciamo sempre riconoscere

13 settembre, 2007

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europa padaniaMario Borghezio ha inanellato una sfolgorante carriera politica che, da membro di Ordine Nuovo, il movimento neo-fascista di Rauti lo ha visto diventare presidente del parlamento dell’autoproclamata Repubblica Padana e subito dopo eurodeputato.

Che questo delinquente sia uno che se le tira addosso, lo capirebbe anche una mente mediocre.

A fronte di questa banale riflessione, mi chiedo: “Tra tutti i posti possibili al mondo proprio a Bruxelles dovevamo mandarlo a fare rissa? Proprio mentre rappresenta l’Italia in Europa? Perché dobbiamo farci sempre riconoscere?

La Farnesina non dovrebbe chiedere spiegazioni, ma dovrebbe scusarsi, perché li, a violare la legge belga e a farsi arrestare assieme a una trentina di giovanotti con bomber, anfibi e testa rasata, guidati da un esaltato con un crocifisso in mano, ce lo abbiamo mandato noi.

Per questo motivo ho deciso di scrivere una e-mail di scuse indirizzandola al presidente della Commissione Europea, Pöttering, al sindaco di Bruxelles, Thielemans, e, per conoscenza, al ministro D’alema.
Se volete che vi aggiunga alla lista dei mittenti, fatemelo sapere.

Dear President and dear Mayor,
I wish to apologize, as an Italian, for the unbecoming behavior of Mario Borghezio and to convey my personal esteem and approval to the action undertook by local police.

Sorry for we have voted for Member of the European Parliament someone who came and break your law, as he repeatedly did with our one.

Even though I didn’t vote such a scumbag, I feel partially responsible for this regrettable circumstance and I sincerely hope that the immunity granted to the Members, that in my humble opinion should not apply for individuals caught in the act of common crimes, could be in this case bypassed and that Belgian justice will do where Italian common sense failed.

Gentile Presidente e gentile Sindaco,
Come italiano desidero porgere le mie scuse per il disdicevole comportamento del nostro parlamentare Mario Borghezio e per testimoniare la mia personale stima e approvazione per l’azione messa in essere dalla polizia locale.

Scusateci per aver eletto a parlamentare europeo una persona che è venuta a violare la vostra legge, cosi’ come ha già ripetutamente fatto con la nostra.

Anche se non ho votato per tale farabutto, mi sento parzialmente responsabile per questa spiacevole circostanza e spero sinceramente che l’immunità garantita agli eurodeputati, che a mio modesto parere non dovrebbe applicarsi di fronte a individui colti in flagranza di reati comuni, possa essere in questo caso evitata e che la giustizia Belga riesca dove il buon senso Italiano ha fallito.

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Come promuovere un partito come se fosse l’iPhone

22 agosto, 2007

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iPhone della libertà
Cosa accomuna il Partito delle Libertà all’iPhone?
Considera questa sequenza di avvenimenti:

Che cosa è successo?

Ti invito a leggere attentamente l’articolo “Il marketing dell’assenza” e a provare a fare un parallelo.
Se Vittorio parla di ghost-marketing, penso che, in questi giorni, sia iniziata una ghost-campaign.

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Selva, una presenza imbarazzante

18 luglio, 2007

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gustavo belvaGustavo Selva, a pochi minuti dal voto sulle sue dimissioni, ha deciso, probabilmente vista l’aria che tirava, di revocarle, a suo dire, per sollevare il senato da un giudizio politico che il respingerle avrebbe comportato da parte dell’opinione pubblica (“se un’assoluzione dovesse venire da voi [senatori] potrebbe sembrare la casta che si autodifende“).

Non si può non prendere atto che al senatore non manca il senso della teatralità e il gusto del grottesco.

Ha sostenuto, inoltre, che siano stati gli elettori a chiederglielo. Ma come?! Ma non lo chiamavano “il farabutto?!

Voglio sorvolare sulla mezzora di intervento al Senato trascorso ad autincensarsi come politico e come giornalista mentre attaccava il Ministro Turco (vetero-comunista) inserendola in un più ampio e fantasioso contesto in cui si parlava di partigiani nel dopoguerra e brigate rosse (sic). Ciò che mi preme sottolineare è questo passaggio:

Onorevoli senatori, il pensiero che un voto in meno del centro‑destra possa concedere un giorno in più al Governo Prodi travolge ogni altra ragione che mi spingerebbe alle dimissioni.

Questa è proprio una cazzata, ma per l’elettorato di centro-destra, sarà ragion sufficiente a giustificare la permanenza di Selva in Parlamento.
L’elettore medio non sa che, quando un senatore si dimette, un Giunta per le Elezioni stabilisce chi lo sostituirà in maniera tale da mantenere invariati gli equilibri tra i vari schieramenti, perciò il governo Prodi non trarrebbe alcun vantaggio dall’assenza di Selva, poiché al posto suo verrebbe insediato un altro senatore, magari meno imbarazzante.

La vignetta è del geniale emme, l’unico che riesce ancora a farmi sorridere di questi fatti.

Non so se definire patetico o indegno lo spettacolo cui abbiamo assistito … Provo profonda vergogna per quello che è accaduto oggi in quest’Aula.

Rina Gagliardi, intervento al Senato, dopo aver appreso la notizia
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Ancora sul SISMI che spiava la Magistratura

6 luglio, 2007

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Oggi Mastella annuncia che verrà istituita una commissione d’inchiesta per fare luce su alcune questioni, come ad esempio se qualcuno diede ordine al SISMI, a Pollari, a Pompa di spiare e fare attività di dossieraggio e intimidazione nei confronti di magistrati e stampa ‘nemica del governo’ allora in carica e per quali ragioni.

Contemporaneamente Berlusconi assicura che lui non ha fatto nulla, anche se stavolta non lo ha giurato sui suoi figli, e ha anche minacciato “ferma risposta in tutte le sedi a qualsiasi illazione”. Meglio tamponare eventuali voci che potrebbero sostenere la tesi, anzi, il teorema ;) che vede il suo governo che utilizza i servizi segreti per addomesticare quella parte della Magistratura che indagava su alcuni processi a carico suo o dei suoi amici collaboratori, per citarne un paio:

e quella parte della stampa a lui ostile.

Data la minaccia, al fine di evitare ritorsioni, mi allineo: per i comandanti dei servizi segreti è assolutamente plausibile rischiare la faccia, la carriera, il carcere, l’onta e commettere reati gravissimi atti a minare l’indipendenza della Magistratura e della stampa. Di solito lo fanno autonomamente, anzi, spontaneamente.

Certo è che se io potessi controllare la Magistratura, la stampa, i media e nello stesso tempo fossi Presidente del Consiglio con una maggioranza blindata e asservita, sul lungo termine, un pensierino sull’autoproclamarmi Grande Puffo ce lo farei.

Gli Italiani non sanno andare a destra senza finire al manganello

Indro Montanelli
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Tentativo di eversione

6 luglio, 2007

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Se ciò che ora ci sembra verosimile corrisponde a realtà, sarebbe stata scritta una pagina avvilente nella nostra storia, davvero inquietante e avvilente.
L’ex-capo del Sismi, Pollari, potrebbe aver spiato magistrati e giornalisti durante il governo Berlusconi.
Il Sismi è direttamente controllato dal ministero degli interni. Ai tempi, il ministro era Antonio Martino.
Uno dei collaboratori dell’ex-capo del sismi era Pio Pompa, il quale, appena nominato scrive a Berlusconi un fax con uno stucchevole ringraziamento, fuori luogo nei toni e nel merito.
I magistrati fatti oggetto di spionaggio, di dossier discreditanti (scoperti nell’archivio di via nazionale), di piani per “azioni traumatiche” a scopo intimidatorio e altre simili amenità erano spesso attivi in processi che vedevano coinvolti esponenti del centro destra: Bruti Liberati, Caselli, Colombo, D’Ambrosio, Bocassini, Davigo, gran parte del pool di Milano, assieme ad altri magistrati delle procure di Torino, Roma e Palermo.
Questo tipo di attività non rientra nei compiti del servizio segreto militare.
Repubblica ha pubblicato alcuni dei documenti scoperti, ai quali rimando per approfondire la gravità dei fatti.
Se le accuse saranno confermate, saremmo di fronte a un tentativo clamoroso di eversione, un colpo di stato silenzioso, una cospirazione ai danni della democrazia in Italia, messa in essere da coloro i quali portano la parola “Libertà” nel nome. Sarebbe davvero ironico che chi si è riempito la bocca di libertà ora venga scoperto responsabile di uno scandalo volto a imbavagliare magistratura e stampa.
C’è tutto: c’è il movente, cioè il consolidare il potere; la canna fumante, cioè i dossier, gli appunti, i documenti, le intercettazioni e tutto ciò che si è ritrovato o conosciuto, e c’è anche il corpo: la democrazia.

Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.

Silvio Berlusconi (allora presidente del consiglio)
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Attenti allo sceriffo!

25 giugno, 2007

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the good the bad and the ugly“Lo Sceriffo” è il soprannome del sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, anzi, dell’ex-sindaco, attualmente “pro-sindaco” e, se vogliamo, anche “facente vece di sindaco“. Mi spiego meglio: a Treviso c’è un signore che tutti chiamano “sindaco”, che si comporta come se fosse il sindaco e che prende le decisioni che dovrebbe prendere il sindaco. L’unico dettaglio anomalo è che questo signore non è il sindaco!

Tutto ciò è frutto di un’operazione ai limiti della legalità compiuta dal Carroccio di Treviso per poter mantenere il suo candidato “caldo”, a sfregio della legge che prescrive l’impossibilità a candidarsi dopo due mandati consecutivi, proprio per evitare quello che sta succedendo li. Vi giuro che non sto scherzando.
D’altronde come non dare atto ai trevigiani che un sindaco così dovrebbe inorgoglirli?
Dopo aver fatto togliere le panchine dal parco per evitare che gli immigrati vi sedessero, dopo aver solennemente dichiarato in consiglio comunale: “el buso se buso” (‘il buco è buco’) mentre si parlava di stupri, si è da poco prodotto in un’ordinanza comunale che vieta l’esposizione delle lanterne rosse ai ristoranti cinesi, motivando la decisione con una perla di cultura politica:

Le lanterne non c’entrano nulla con Treviso.
Treviso è una città veneta e padana, non è una città orientale.

Mi domando come mai non se la prenda con McDonald’s, pur non essendo Treviso una città americana. Che sia per motivi di DINERO? … naaa …
Andiamo altrove … prendiamo l’autostrada … A proposito, Gentilini, siccome, parlando delle lanterne, hai tirato in ballo il decoro della città, per quale ragione nessuno ha ancora cancellato la scritta “Bravo Zaia” dal cavalcavia che conduce alla tangenziale? Se non sbaglio, quella scritta è lì, in una zona ad alta visibilità, da più di due anni. Se ci fosse stato scritto “Bravo Maradona”, la scritta si troverebbe ancora li, intatta, come quella che tuttora continua a fare propaganda al Presidente della Provincia della tua area politica?

OK … prendiamo l’autostrada e andiamo a Parma, dove un’altra perla ci attende: il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, e il Commissario cittadino, sempre del Carroccio, Zorand hanno messo una taglia(!) di mille euro su uno scippatore.
Una taglia! Come nei film di cowboys!
A Parma non mi fermo nemmeno: non vorrei essere preso di mira da qualche cacciatore di taglie. Corvo Verde non avrà il mio scalpo.

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Scampagnata al Colle

22 giugno, 2007

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La sovrapposizione di un evento degli ultimi giorni con altri fatti più rilevanti non ci ha dato modo di coglierne la preziosità.
Per brevità e chiarezza lo presento sotto forma di dialogo aggiungendo qualche didascalia e sintetizzando o parafrasando dove necessario.

Scena1: poco prima delle provinciali

Scena 2: il centro-sinistra vince a Genova e Berlusconi annuncia che salirà al colle.

Scena 3: I nostri eroi escono dall’ufficio del Presidente Napolitano ostentando spavalderia, come se gliele avessero cantate.

Scena 4: il Presidente della Repubblica risponde

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Accettiamo le dimissioni di Gustavo Selva

12 giugno, 2007

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Se sono respinte [le dimissioni] resto senatore, se sono accettate divento un cittadino libero che si può ripresentare, però, alla prossima campagna elettorale.

Gustavo Selva

cacciamo Selva subitoSegnalo il post di Alessandro Gilioli in merito alla prassi, al Senato, di rifiutare la prima richiesta di dimissioni di un senatore e su cosa ciò implicherebbe nel caso di Gustavo Selva, ormai noto come “il farabutto“.

Supporto totalmente l’iniziativa di Alessandro e sono certo del fatto che una corale e convinta approvazione delle dimissioni in prima battuta rappresenti fedelmente parte della volontà degli italiani. Sarà compito della Magistratura perseguire il reato e realizzare completamente la volontà degli italiani.

Ho messo assieme tutti gli indirizzi e-mail dei senatori, affinchè possiate copiarli e incollarli. Eccovi il testo della mail:

Gentile Senatore, con le presente La invito a esprimersi fin dalla prima votazione in Aula affinché le dimissioni del senatore Gustavo Selva siano accettate. Soltanto in questo modo Lei potrà ridare, almeno parzialmente, dignità e decoro all’istituzione in cui è stato eletto

Ho volutamente saltato Dell’Utri e Cuffaro poiché anche se i processi sono ancora in corso, è meglio essere cauti: meglio non rischiare di avere un potenziale mafioso nella contact list.

adduce_s@posta.senato.it, adragna_b@posta.senato.it, alberticasellati_m@posta.senato.it, albonetti_m@posta.senato.it, alfonzi_d@posta.senato.it, allegrini_l@posta.senato.it, allocca_s@posta.senato.it, amati_s@posta.senato.it, amato_p@posta.senato.it, andreotti_g@posta.senato.it, angius_g@posta.senato.it, antonione_r@posta.senato.it, asciutti_f@posta.senato.it, augello_a@posta.senato.it, azzollini_a@posta.senato.it, baccini_m@posta.senato.it, baiodossi_e@posta.senato.it, balboni_a@posta.senato.it, baldassarri_m@posta.senato.it, baldini_m@posta.senato.it, banti_e@posta.senato.it, barbato_t@posta.senato.it, barba_v@posta.senato.it, barbieri_r@posta.senato.it, barbolini_g@posta.senato.it, barelli_p@posta.senato.it, bassoli_f@posta.senato.it, battaglia_a@posta.senato.it, battaglia_g@posta.senato.it, bellini_g@posta.senato.it, benvenuto_a@posta.senato.it, berselli_f@posta.senato.it, bettamio_g@posta.senato.it, bettini_g@posta.senato.it, bianco_v@posta.senato.it, bianconi_l@posta.senato.it, binetti_p@posta.senato.it, biondi_a@posta.senato.it, bobba_l@posta.senato.it, boccia_a@posta.senato.it, boccia_m@posta.senato.it, bodini_p@posta.senato.it, bonadonna_s@posta.senato.it, bonfrisco_a@posta.senato.it, bordon_w@posta.senato.it, bornacin_g@posta.senato.it, bosone_d@posta.senato.it, menapace_l@posta.senato.it, bruno_f@posta.senato.it, brutti_m@posta.senato.it, brutti_p@posta.senato.it, buccico_e@posta.senato.it, bulgarelli_m@posta.senato.it, burani_m@posta.senato.it, butti_a@posta.senato.it, buttiglione_r@posta.senato.it, cabras_a@posta.senato.it, caforio_g@posta.senato.it, calderoli_r@posta.senato.it, calvi_g@posta.senato.it, camber_g@posta.senato.it, cantoni_g@posta.senato.it, capelli_g@posta.senato.it, caprili_m@posta.senato.it, carloni_a@posta.senato.it, carrara_v@posta.senato.it, caruso_a@posta.senato.it, casoli_f@posta.senato.it, casson_f@posta.senato.it, castelli_r@posta.senato.it, centaro_r@posta.senato.it, ciampi_ca@posta.senato.it, ciccanti_a@posta.senato.it, 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I miei guai dipendono dal fatto che sono mafioso…cioè, volevo dire che sono siciliano.

Marcello Dell’Utri
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