La CEI detta la linea

19 marzo, 2008

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Nonostante boss e padrini si siano sempre professati devoti, fedeli e praticanti, la CEI reputa la lotta alla mafia una priorità per lo stato italiano. Dopo aver letto il libro “Le Sagrestie di Cosa Nostra“, dell’eccellente Vincenzo Ceruso, penso che il problema sia comune.

I vescovi vogliono che la politica italiana sia attenta alle famiglie. Se sta a cuore la famiglia italiana, perché non ci restituiscono i soldi dell’8×1000 e tutti i finanziamenti diretti e indiretti, permettendo di dimezzare le tasse a queste famiglie?

Uno stato nel quale non si sono mai svolte libere elezioni critica la nostra legge elettorale. Il porcellum è una legge impresentabile, ma sempre meglio di un’oligarchia che elegge di un teocrate a vita.

Perché nessuno si alza in piedi e dice “Basta”? Vogliamo continuare a subire l’egemonia di uno stato anacronistico e oscurantista mentre continuiamo a finanziare l’impunità dei pedofili?

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Una grande occasione per la Spagna, un’idea per l’Italia

10 marzo, 2008

Postato in Politica, Politica Estera | 3 Commenti »

La fiducia riconfermata e cresciuta nei confronti del premier spagnolo che ha legiferato su aborto, divorzio, matrimoni omosessuali e ora di religione, introducendo in Spagna una ventata di aria fresca che il paese ha apprezzato, dovrebbe essere vista dalla classe dirigente italiana come una traccia. Ora che Zapatero è di nuovo alla guida del paese, la Spagna avrà una grande occasione: consolidare i valori della laicità nel comune sentire del popolo spagnolo.

Mi auguro che anche il nostro centro-sinistra, coadiuvato dall’esperienza Radicale, inizi questo percorso e che riesca a spostare lo zeitgeist italiano verso una maggiore indipendenza etica e politica: vorrei svegliarmi in un paese in cui un candidato possa dire: “anche i vescovi devono rispettare la legge” e che questa legge non preveda l’attuale gestione dell’8×1000, l’esenzione dall’ICI, gli insegnanti delle scuole pubbliche nominati dai vescovi e tutti quei privilegi che l’eccellente Curzio Maltese ci ha illustrato su Repubblica. Spero in una legge chiara su coppie di fatto e unioni omosessuali, spero in una regolamentazione inequivocabile riguardo a RU486 e pillola del giorno dopo, spero in norme precise in materia di eutanasia e testamento biologico, spero in punizioni esemplari per contrastare discriminazione e omofobia.

Zapatero ce lo ha confermato: “Si può fare”. Si può vincere senza Bertone e senza Binetti. Si può vincere anche senza il placet del Vaticano. Si può legiferare in aperto contrasto con ciò che la CEI ci vuole imporre e lo si può fare guadagnando consenso.

In democrazia, anche il papa è solo uno degli interlocutori: siamo un paese democratico e abbiamo bisogno di una politica libera che tuteli i diritti dei più deboli e non di un monarca assoluto designato da Dio che decida della legge a prescindere da chi sieda in Parlamento.

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Rami secchi

1 ottobre, 2007

Postato in La Santa Inquisizione, Rubriche | 5 Commenti »

Stemma cardinalizio
Leggendo l’inchiesta di Curzio Maltese dal titolo “I conti della Chiesa, ecco quanto ci costa” ho notato che l’autore, probabilmente per onor di sintesi, omette un piccolo dettaglio che a mio parere merita di essere sottolineato.
Il danaro dell’otto per mille viene parzialmente destinato allo stipendio dei preti … attenzione … più i contributi all’INPS.

Inserire i preti nel circuito previdenziale italiano sottraendo danaro agli introiti fiscali introduce, nel lungo termine, un ulteriore perdita per lo stato: la loro pensione la paghiamo noi, dall’inizio alla fine, senza che un centesimo esca dalle tasche della Chiesa.

Qualche altro esempio di come questi soldi vengano impiegati l’ho gia scritto qui e qui.

Il titolo del post si riferisce al fatto che il clero, de iure, non ha prole; quei soldi non li rivedremo mai, nemmeno sotto forma di nuovi contribuenti, anzi, nel loro piccolo, contribuiscono a innalzare il rapporto pensionati/contribuenti: un nuovo pensionato, nessun nuovo contribuente. Rami secchi.

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