Cade la maschera del clown – traduzione dell’articolo del Times su Berlusconi
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Vi propongo la mia traduzione dell’articolo del Times a cui fa riferimento l’articolo di Repubblica di ieri.
Penso che ogni ulteriore commento sia superfluo
Cade la maschera del clown
Berlusconi deve rispondere delle accuse di essere un donnaiolo e alle domande sui suoi comportamenti inappropriati. La qualità del governo non è una questione privata
L’aspetto più ripugnante del comportamento di Silvio Berlusconi non è il il suo essere un buffone sciovinista. Non è nemmeno che egli faccia il cascamorto con donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrir loro posti di lavoro come modelle, assistenti personali o anche, assurdamente, candidature al Parlamento Europeo. La cosa più scioccante è il totale disprezzo con cui tratta il pubblico italiano.
L’invecchiato Lotario [personaggio dell'opera teatrale "The Fair Penitent", comunemente usato nella lingua inglese come metafora per indicare un seduttore n.d.t.] può trovare divertente, o forse addirittura audace, l’agire da playboy, vantando le sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per troppe donne sono grottescamente inappropriati. Non è il primo o l’unico il cui indegno comportamento è inappropriato alla sua carica. Ma quando gli vengono poste domande legittime sulle sue relazioni al limite dello scandalo e quando i giornali lo sfidano a dar conto di frequentazioni che, nel migliore dei casi, sono sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia gli stessi giornali e le stesse televisioni che controlla, invoca il diritto di proteggere la sua “privacy”, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se verrà colto a mentire.
La vita privata di Berlusconi è ovviamente privata. Ma, come ha avuto modo di rendersene conto il presidente Clinton, lo scandalo non si addice alle alte cariche. A chi lo critica, il Presidente Berlusconi replica che egli continua a godere di alti indici di popolarità, che ha completamente sotto controllo il suo governo e non si farà intimidire da ciò che egli definisce un tentativo dell’opposizione di infangarlo. Molti possono anche sostenere che l’Italia non è l’America, che gli stringenti standard etici puritani degli Stati Uniti non hanno mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi sono gli italiani scioccati dalla farfalloneria. Questo è un paternalistico nonsenso. Gli italiani percepiscono allo stesso modo degli americani cos’è accettabile cosa non lo è. E, come gli americani, disprezzano gli insabbiamenti.
In Italia sono pochi i mezzi di informazione in grado di affermare questo concetto senza temere ritorsioni. Ma, onore al merito, “La Repubblica” ha continuamente sollevato dubbi circa il rapporto del Primo Ministro con la diciottenne Noemi Letizia, la cui una collana ricevuta in dono per il compleanno è stata il pretesto per la richiesta di divorzio della signora Berlusconi. Per la maggior parte di queste domande, sulle labbra di ogni perplesso elettore italiano, non è stata fornita alcuna risposta soddisfacente. Quando e come ha incontrato la sua famiglia? Berlusconi ha richiesto le fotografie a un’agenzia di modelle e ha avviato i contatti con la signorina Letizia? Quanto c’è di vero nelle notizie di dozzine di giovani donne invitate alle sue feste nella villa in Sardegna?
Berlusconi ha promesso che chiarirà tutto in Parlamento. Ma sicuramente non ha calmato le critiche con la sua ingiunzione dello scorso fine-settimana, in cui blocca la pubblicazione di circa 700 fotografie che avrebbero mostrato cosa succedeva a queste feste. Non ha tratto beneficio nemmeno dal suo sventurato ministro degli Esteri, che ha tentato di difendere il capo, sottolineando che l’età del consenso, in Italia, comincia a 14 anni – come se questo volesse dire qualcosa.
E’ importante tutto ciò? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che non è affare di chi non ne è coinvolto. Ma gli elettori italiani, nel corso della campagna per le elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo viene gestito, su quanto i candidati possano essere ritenuti idonei per Strasburgo e riguardo al livello di sincerità del Primo Ministro durante un periodo di turbolenze politiche ed economiche.
Tutto ciò riguarda anche altri. L’Italia ospiterà la riunione del G8 di quest’anno. Importanti discussioni si svolgeranno in questa sede, in cui i governi dell’Occidente spingeranno per una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale. Berlusconi si ritiene un amico di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della NATO. Fa anche parte dell’euro-zona, che sta affrontando la sfida lanciata dalla crisi finanziaria mondiale. Non sono solo gli elettori italiani che si interrogano su cosa sta succedendo. Lo fanno anche i perplessi alleati dell’Italia.
Tradotto da The Clown’s Mask Slips – Times Online
Italia: l’ombra del fascismo
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Vi propongo la traduzione completa dell’articolo del Guardian: Italy: Fascism’s shadow, affinchè riflettiate su quanto serio sia il rischio che la nostra nazione sta correndo.
I neretti sono miei.
Italia: l’ombra del fascismo
tradotto da Italy: Fascism’s shadow – The Guardian
L’obbiettivo centrale di Silvio Berlusconi come Primo Ministro Italiano è a lungo apparso smaccatamente e vergognosamente ovvio. Fin dal momento in cui si è fatto strada nel vuoto politico creato nel 1993 dallo scandalo della corruzione politica a destra e dal simultaneo collasso dei comunisti Italiani a sinistra, Berlusconi ha usato la sua posizione politica e il suo potere per proteggere dalla legge sé stesso e il suo impero mediatico. Durante il più lungo dei suoi mandati come Presidente del Consiglio, Berlusconi non solo ha consolidato il suo già forte controllo nell’industria mediatica Italiana – ne possiede circa la metà – ma ha anche approvato leggi che gli garantiscono immunità dall’azione legale. Poi, quando quella legge venne giudicata incostituzionale, Berlusconi, nuovamente eletto, la ripropose l’anno scorso sotto altra forma e riuscì a farla promulgare come legge.
Il successo di Berlusconi deve qualcosa alla sua personale audacia e molto alla sempre più intensa debolezza dei suoi avversari. La sinistra Italiana, in particolare, non è riuscita a costruire un’opposizione efficace. Tuttavia l’ultima iniziativa di Berlusconi – la fusione nel suo nuovo movimento, Il Popolo della Libertà, formalizzata ieri, del suo partito, Forza Italia, con Alleanza Nazionale, che deriva direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolini – potrebbe lasciare un segno nella vita pubblica Italiana più duraturo di ogni altra cosa fatta dal magnate populista.
A differenza della Germania postbellica, l’Italia postbellica non si è mai propriamente confrontata con il suo retaggio fascista. Il risultato è che, mentre il neofascismo non è mai seriamente riaffiorato in Germania, in Italia ci sono state importanti continuità – tra le quali le leggi ereditate dell’era mussoliniana e la rinascita postbellica del partito Fascista, sotto nuovo nome – nonostante la formale pubblica cultura antifascista Italiana. Queste continuità sono ora diventate più forti. E’ un giorno di vergogna per l’Italia.
Tuttavia AN ha intrapreso importanti cambiamenti in 60 anni. Il suo leader, Gianfranco Fini, ha dismesso la vecchia veste politica e ha condotto il partito verso il centro. Ha lavorato per 15 anni come alleato di Berlusconi.Parla della necessità di dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo e sostiene la causa di un’Italia multietnica – posizioni che Berlusconi fa fatica a conciliare con le sue campagne populistiche contro zingari e immigrati e con la sua predilezione al razzismo morbido.
Nonostante le sue distanti origini liberali, l’Italia moderna è un paese di destra.Tuttavia è un pensiero scioccante che ci sarà un capo di governo tra i 20 leader mondiali al summit economico di Londra di questa settimana che ha ricostruito la sua base elettorale sulle fondamenta poste dai fascisti e che sostiene che, come risultato, la destra sarà probabilmente al potere per generazioni.
Berlusconi suona, l’Italia brucia – Traduzione dell’articolo dell’Economist sulle prime dieci settimane del governo Berlusconi
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Questa volta l’Economist, per raccontare le prime dieci settimane di governo Berlusconi, lo paragona a Nerone, parafrasando l’espressione inglese “Nero is fiddling while Rome burns”, che significa più o meno “Nerone suona mentre Roma brucia” (per traslato, occuparsi di sciocchezze mentre sta per capitare il peggio) con Berlusconi al posto di Nerone e l’Italia al posto di Roma. Nonostante io sia informato dei fatti, vederli squadernati con così tanta precisione fa impressione anche a me.
Berlusconi suona, l’Italia brucia
Questo governo di Silvio Berlusconi si dimostra tristemente simile al precedente.
tradotto da Berlusconi fiddles, Italy burns | Economist.com.

Questa volta sarebbe dovuto essere differente. Silvio Berlusconi trasudava sobria responsabilità durante il suo tentativo di essere rieletto in Aprile alla carica di primo ministro.
C’erano altre ragioni per le quali sperare che avrebbe governato nell’interesse del paese, pittusto che nel proprio. Si sapeva che aspirasse alla carica di Presidente della Repubblica e perciò che avrebbe dovuto acquisire un aura da statista. Una ragione del fallimento del suo primo mandato è stata la resistenza alle riforme liberali da parte dell’UDC, che non fa più parte della coalizione. E sembrava avesse risolto le sue personali difficoltà con una serie di leggi ad personam che gli avevano messo al sicuro la sua posizione di fronte alla legge e protetto il suo impero finanziario.
Tuttavia, dieci settimane dopo il giuramento del nuovo governo Berlusconi, l’agenda politica è dominata più che mai dai suoi affari personali e aziendali. Nella sua breve vita, il governo ha proposto almeno quattro provvedimenti ad personam.
Uno era stato pensato per eludere la Corte Europea di Giustizia in merito a una sentenza che stabiliva che Rete 4, uno dei tre canali televisivi della rete Mediaset di Berlusconi, stava occupando frequenze televisive che dovono essere assegnate a un altro operatore. Il governo ha proposto un decreto per evitare che Rete 4 venga spostata sul satellite, ma l’opposizione che scatenò fù così violenta che lo costrinse a ritirare il testo per “riformularlo”.
Un secondo decreto mirava a restringere le intercettazioni telefoniche durante le indagini giudiziarie, e anche la pubblicazione delle trascrizioni. Ci sono argomenti per questo cambiamento: uno studio compiuto nel 2005 dall’Istituto Max Planck ha rivelato che le intercettazioni erano più comuni in Italia che in qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. Poiché le trascrizioni spesso sono state fatte filtrare ai media, anche prima che le accuse fossero state depositate, persone innocenti possono trovare le loro più private considerazioni spiattellate per i giornali.
Ma ogni volta che Berlusconi propone una riforma giudiziaria, comprensibilmente si sospetta l’esistenza di motivi personali (ha recentemente definito il sistema giudiziario un “cancro”). Prima di tornare alla Presidenza del Consiglio, venne intercettatosu ordine della Procura di Napoli mentre esercitava pressioni su di un dirigente del servizio televisivo pubblico, la RAI, a beneficio di alcune attrici. Dal momento che Berlusconi si impegnò a supportare il dirigente in una sua iniziativa imprenditoriale privata, entrambi si resero passibili di accuse di corruzione. Ora, infatti, un giudice sta valutando se metterli in stato di accusa.
Mentre si stava porando avanti il decreto, iniziarono a spargersi voci in merito a registrazioni più compromettenti che si diceva contenessero esplicite conversazioni di natura sessuale tra il primo ministro e la sua Ministra delle Pari Opportunità trentaduenne, Mara Carfagna, una modella che posava in topless e che faceva la presentatrice presso Mediaset. Dopo che venne riportato che i Pubblici Ministeri avrebbero distrutto il materiale irrilevante per la loro indagine, l’esecutivo fermò il decreto, destando i sospetti che ci fosse dietro la presunta telefonata con la Carfagna. La Carfagna ha dichiarato che querelerà ogni insinuazione fatte su di lei.
I critici dicono che i problemi legali di Berlusconi sono centrali anche ad altre due misure. La prima è stata redatta dal consiglio legale che lo sta difendendo in tribunale dall’accusa di un tangente da 600.000$ a un avvocato inglese. Infilata incoerentemente in un pacchetto di provvedimenti “legge-e-ordine”, questa legge avrebbe congelato per 12 mesi una serie di processi, compreso quello di Berlusconi. A quel punto un secondo disegno di legge stava per avere effetto, garantendo immunità processuale alle prime quattro cariche dello stato, Primo Ministro incluso. La protesta alla prima misura fù tale che venne abrogata per emendamento, ma solo dopo che divenne chiaro che la seconda sarebbe stata fatta proseguire in autunno, quando il processo per corruzione di Berlusconi sarà prossimo alla fine. Il pacchetto sicurezza, approvato falla Camera dei Deputati il 15 Luglio, ora contiene una norma che l’opposizione definisce una quinta misura ad personam, riconoscendo agli imputati la facoltà di patteggiare durante il procedimento.
La fissazione del Governo (e del Parlamento) per le corti e le riforme giudiziarie sarebbe meno allarmante se non ci fosse molto rimasto da fare che sia importante e urgente. Dopo un illusorio aumento nel primo quadrimestre, l’economia è di nuovo per lo più stagnante. Gli analisti della Banca d’Italia dipingono un quadro desolante di consumi deboli e inflazione in aumento. Hanno anche agitato lo spettro dei problemi del credito in un paese al quale, fino a ora, era stato risparmiato il peggio della restrizione globale. Hanno fatto notare che il 70% dei mutui italiani hanno un tasso variabile, più alto della media europea – e questo è un paese dove le disponibilità reali si stanno restringendo.
La banca centrale prevede, per quest’anno e per il prossimo, una crescita irrisoria dello 0,4% del PIL. Le stime per il 2008 sono in linea con quelle del governo (tra lo zero e lo 0,5%), ma più ottimistiche di quelle di Aprile del Fondo Monetario Internazionale, che ammontano allo 0,3%. L’economia italiana è ancora una volta il fanalino di coda nell’eurozona. Forse la notizia peggiore è arrivata il 10 Luglio, quando la produzione industriale è stata riportata essere crollata in Maggio, giù del 4,1% rispetto all’anno precedente. Emma Marcegaglia, leader della lobby degli imprenditori, Confindustria, si è detta essere “davvero preoccupata”. Ha ragione. Il motore della buona barca Italia sta perdendo colpi; il vento la sta dirigendo verso gli scogli; è il capitano è occupato in altre faccende.
Fino a ora l’unica iniziativa di governo in campo economico è stata l’abolizione dell’impopolare tributo sulla casa e la riduzione delle tasse sugli straordinari. Non c’è nemmeno l’ombra di un qualsiasi dibattito sulle misure di liberalizzazione di cui la malridotta economia italiana avrebbe estremo bisogno. Al contrario, il governo sembra incline a pompare ancora più soldi dei contribuenti nella compagnia di bandiera italiana in fallimento, Alitalia, e ora sta discutendo una modifica della legge che permetta di farlo. Pensando al futuro autunno, Berlusconi ha almeno annunciato una “riforma radicale” – ma solo per i tribunali.
Prose a confronto sul processo Mills
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Questa è un estratto della lettera ufficiale che l’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’emendamento al decreto sulla sicurezza presentato da Berselli e Vizzini (condannato in primo grado per la maxitangente Enimont e prescritto in secondo grado) che de facto gli garantirebbe prescrizione e impunità per i fatti riguardanti il processo Mills. Il testo completo è disponibile sul Corriere della Sera.
…
I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.
…
Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.
…
E’ davvero, il Presidente del Consiglio, “ingiustamente e incredibilmente” coinvolto in un “fantasioso processo”, intentato da “magistrati di estrema sinistra” per “fini mediatici e politici” oppure esistono concreti e reali elementi in base ai quali è stato istruito il processo Mills?
I consulenti fiscali britannici devono aderire a un codice etico che impone loro di informare l’autorità qualora si trovassero di fronte a presunti reati compiuti dai loro clienti.
Eccovi la traduzione integrale della lettera che l’avvocato Mills aveva inviato al suo consulente fiscale, Bob Drennan, della Rawlinson & Hunter, e che quest’ultimo, trovandosi di fronte a un presunto reato, ha consegnato alla polizia londinese. Chi sono gli estremisti di sinistra? Il consulente fiscale inglese? Scotland Yard? Il Serious Fraud Office di Londra?
Testo originale su The Guardian.
Caro Bob,
Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.
Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B, al netto di spese e imposte.
Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.
Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).
Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.
Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.
Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.
Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.
Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.
Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.
Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.
(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)
Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.
Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.
Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).
Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.
Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.
Ti allego i documenti rilevanti.
Cordialmente, David Mills
Ecco un po’ di link di giornali britannici che trattano la vicenda.
- Focus: The minister and the £350,000 gift – Sunday Times
- Supping with Mr B – Telegraph
- British Cabinet Minister’s estranged husband is a no-show at Italian corruption trial – Daily Mail
- Jowell’s husband criticised for absence from court hearing – The Guardian
- Jowell’s husband to ‘clear name’ – BBC
Reati per i quali non sarà possibile disporre intercettazioni
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La Lega, così giustizialista, così attenta alla sua immagine del partito dal pugno di ferro contro l’illegalità, così pronta a riempirsi la bocca di “sicurezza” e di “tolleranza zero”, si è detta soddisfatta di un accordo raggiunto sul ddl sulle intercettazioni, poiché includerà tutti i reati che prevedano pene superiori a dieci anni di carcere.
Ecco alcuni dei reati per l’indagine dei quali non sarà possibile disporre intercettazioni:
- Soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato
- Utilizzazione dei segreti di Stato
- Infedeltà in affari di Stato
- Associazione sovversiva
- Attentato contro i diritti politici del cittadino
- Cospirazione politica mediante associazione
- Banda armata
- Peculato
- Abuso d’ufficio
- Turbativa d’asta
- Millantato credito
- Illecita concorrenza con minaccia o violenza
- Sequestro di persona
- Violenza privata
- Furto
- Rapina
- Estorsione
- Truffa
- Usura
- Associazione a delinquere
Prima sono riusciti a mettere il guinzaglio alla Magistratura con la riforma Castelli, la riforma Mastella e le varie leggi-vergogna che consentono a chiunque si possa permettere un buon avvocato di farla franca e di farsi prescrivere di tutto. Ora, con questa legge, sterilizzeranno le inchieste e imbavaglieranno la stampa.
Al di là dell’impunità, stanno per garantirsi anche l’oblio dell’opinione pubblica. Penso che questo sia un gesto profondamente eversivo.
Domande retoriche
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Ma se la Finocchiaro difende chi faceva affari con Nino Mandalà e Benny D’Agostino, poi perché ci si sorprende tanto se perde il 15% in Sicilia?
Perché le vergini violate del contraddittorio che ora si scagliano contro Travaglio, per aver citato dei fatti documentati, mai batterono ciglio quando Sgarbi, in diretta, in un orario con molta audience, prima del tg5, per anni, senza il minimo contraddittorio, attaccò il Pool di Milano e la procura antimafia di Caselli dicendo falsità?
Traduzione dell’articolo sull’Italia pubblicato dal New York Times
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Siccome oggi ne hanno parlato in molti ( ma io per primo
) di questo insolitamente lungo articolo del New York Times, ma nessuno ha fornito una traduzione completa, mi sono preso la briga di farvela avere.
A prescindere dall’opinione che si possa avere dell’articolo (a essere pignoli, un paio di inesattezze si riscontrano), voglio sottolineare che oggi il presidente della Republica si trova a Washington in veste ufficiale e l’articolo menziona anche lui, il quale ha anche sentito la necessità di rispondere.
Non male questi giornalisti americani, eh?
Con la tremarella, l’Italia canta un Aria di delusione
tradotto da “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment”, New York Times, 13 Dicembre 2007
ROMA – Il mondo intero ama l’Italia perchè è antica ma ancora affascinante. Perché mangia e beve ma è raramente grassa o ubriaca. Perché è il posto dell’Europa iper-regolata dova ancora si discute in perfetta intesa cosa in realtà il rosso ai semafori potrebbe significare.
Berlusconi, Randazzo e la politica politicante
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Berlusconi ama proporsi come un non-politico, un antipolitico, un uomo lontano da quella che lui stesso definisce la politica politicante e i giochi di palazzo.
Tuttavia oggi leggo che il Cavaliere sarebbe indagato per corruzione e istigazione alla corruzione, e il senatore Randazzo conferma su tutta la linea i fatti pubblicati da Repubblica: promesse di incarichi prestigiosi e offerte di danaro in cambio di “una piccola assenza” al senato, decisiva per far cadere il governo.
Il fatto ha rilevanza politica: il Berlusconi politico offrirebbe danaro e poltrone a un senatore del centro-sinistra in cambio di un favore che costerebbe all’Italia intera una crisi di governo.
Tutto ciò, a prescindere dalla rilevanza penale, è un classico gioco di palazzo messo in atto da chi si scaglia a parole contro la politica politicante, fatta di accordi sottobanco e operazioni non trasparenti.
Fosse stato un politico con etica e senso dello stato, con un progetto e una visione del Paese, Berlusconi avrebbe convinto esponenti del centro-sinistra a “cambiare cavallo” con la forza delle proposte, alla luce del sole, in parlamento, proponendo in maniera trasparente idee e soluzioni e non soldi e poltrone sottobanco, ma il mentore di Berlusconi, lo sappiamo tutti chi è stato. Da quelle basi cosa possiamo aspettarci?
Bonaiuti paragona l’Italia di oggi al Cile di Pinochet, ma a me sembra molto di più l’Italia di Craxi e Forlani: storicamente più vicina e culturalmente più compatibile con la nostra deteriore tradizione politica, alla quale Berlusconi fa implicitamente riferimento.
Ci facciamo sempre riconoscere
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Mario Borghezio ha inanellato una sfolgorante carriera politica che, da membro di Ordine Nuovo, il movimento neo-fascista di Rauti lo ha visto diventare presidente del parlamento dell’autoproclamata Repubblica Padana e subito dopo eurodeputato.
- Nel 1993 prende una multa per aver picchiato un bambino Marocchino (!)
- Nel 2000, scortato a un manipolo di “coraggiose” camice verdi, sale su un treno e si mette a disinfettare dei sedili occupati da delle donne nigeriane.
- Nel 2002 viene condannato prima a 8 mesi di carcere, che in cassazione sono diventati 2 mesi e 20 giorni commutati in multa, perché assieme a un altro prode manipolo è andato a dare fuoco ai pagliericci di alcuni disperati che dormivano sotto al ponte Principessa Clotilde a Torino.
- Nel 2005, nonostante la polizia glielo avesse caldamente sconsigliato, prende l’intercity Torino-Milano, rigonfio di no-global che rientrano da una manifestazione no-tav, i quali lo legnano di santa ragione, tanto che finisce in ospedale.
- Nel 2006 va a Livorno, e giù botte.
Che questo delinquente sia uno che se le tira addosso, lo capirebbe anche una mente mediocre.
A fronte di questa banale riflessione, mi chiedo: “Tra tutti i posti possibili al mondo proprio a Bruxelles dovevamo mandarlo a fare rissa? Proprio mentre rappresenta l’Italia in Europa? Perché dobbiamo farci sempre riconoscere?”
La Farnesina non dovrebbe chiedere spiegazioni, ma dovrebbe scusarsi, perché li, a violare la legge belga e a farsi arrestare assieme a una trentina di giovanotti con bomber, anfibi e testa rasata, guidati da un esaltato con un crocifisso in mano, ce lo abbiamo mandato noi.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una e-mail di scuse indirizzandola al presidente della Commissione Europea, Pöttering, al sindaco di Bruxelles, Thielemans, e, per conoscenza, al ministro D’alema.
Se volete che vi aggiunga alla lista dei mittenti, fatemelo sapere.
Dear President and dear Mayor,
I wish to apologize, as an Italian, for the unbecoming behavior of Mario Borghezio and to convey my personal esteem and approval to the action undertook by local police.Sorry for we have voted for Member of the European Parliament someone who came and break your law, as he repeatedly did with our one.
Even though I didn’t vote such a scumbag, I feel partially responsible for this regrettable circumstance and I sincerely hope that the immunity granted to the Members, that in my humble opinion should not apply for individuals caught in the act of common crimes, could be in this case bypassed and that Belgian justice will do where Italian common sense failed.
Gentile Presidente e gentile Sindaco,
Come italiano desidero porgere le mie scuse per il disdicevole comportamento del nostro parlamentare Mario Borghezio e per testimoniare la mia personale stima e approvazione per l’azione messa in essere dalla polizia locale.Scusateci per aver eletto a parlamentare europeo una persona che è venuta a violare la vostra legge, cosi’ come ha già ripetutamente fatto con la nostra.
Anche se non ho votato per tale farabutto, mi sento parzialmente responsabile per questa spiacevole circostanza e spero sinceramente che l’immunità garantita agli eurodeputati, che a mio modesto parere non dovrebbe applicarsi di fronte a individui colti in flagranza di reati comuni, possa essere in questo caso evitata e che la giustizia Belga riesca dove il buon senso Italiano ha fallito.
Come promuovere un partito come se fosse l’iPhone
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Cosa accomuna il Partito delle Libertà all’iPhone?
Considera questa sequenza di avvenimenti:
- La Stampa dà la notizia, a mio parere fatta filtrare con maestria, al momento giusto dal posto giusto, in cui “personaggi autorevoli a lui molto vicini” danno imminente la nascita del Partito delle Libertà con Berlusconi presidente e Maria Vittoria Brambilla segretario.
- Il giorno stesso Bonaiuti smentisce ca-te-go-ri-ca-men-te parlando di “fantasie ferragostane”.
- Il giorno dopo l’Ansa passa la notizia, proveniente da “fonti autorevoli di Fi”, di Berlusconi che si accinge a registrare il logo e il nome presso un notaio.
- Sbuca fuori dalla torta la Brambilla che ha già registrato il logo e il nome presso l’Ufficio Armonizzazione Marchi dell’Ue per conto di Berlusconi e tutti, ma proprio tutti, cominciano a parlarne. Chi prende le distanze, chi ironizza, chi si smarca, chi respinge inviti, chi li accetta con riserva, chi si sente scavalcato … insomma, tutti ne parlano.
Che cosa è successo?
Ti invito a leggere attentamente l’articolo “Il marketing dell’assenza” e a provare a fare un parallelo.
Se Vittorio parla di ghost-marketing, penso che, in questi giorni, sia iniziata una ghost-campaign.



