Dipende da cosa si dice?!
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Se una persona parla a un pubblico che fischia e contesta, a un osservatore esterno, l’oratore appare in cattiva luce.
Fini ha consentito che la maggioranza fischiasse e contestasse sonoramente durante l’intervento di Di Petro durante una seduta della Camera trasmessa in diretta televisiva, a tal punto da non consentire al deputato di proseguire il suo intervento.
Rispondendo alle legittime richieste di silenzio da parte di Di Pietro con un “dipende da cosa si dice”, oltre ad aver ampiamente dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che gli è stato assegnato, Fini ha anche rivelato quanto poco si sia spogliato del suo passato missino e post-fascista e quanto, in realtà, quegli stessi atteggiamenti di squadrismo siano semplicemente diventati meno fisici e più telegenici.
Non dipende da “cosa si dice”, altrimenti, se si consente di zittire le voci dissenzienti, tanto vale smettere di parlare alla camera e andare direttamente sul balconcino.
Tags: AN, Antonio-Di-Pietro, camera, censura, destra, dittatura, fascismo, fini, gianfranco fini, squadrismoIl caso Ciarrapico
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Il caso Ciarrapico ci rivela inequivocabilmente alcuni importanti dettagli sul PDL:
- La spregiudicatezza, se non l’assenza di standard etici nelle scelte dei propri candidati.
- La scarsa statura morale di chi candida un apologeta del fascismo o un poco di buono.
- La mancanza di trasparenza nei confronti dell’elettore: Fini dichiara di essere stato all’oscuro di questa scelta mentre Berlusconi sostiene il contrario. E’ matematicamente certo: uno dei due sta mentendo.
A chi voterebbe a sinistra ma ha deciso di starsene a casa o di annullare la scheda suggerisco di ricordare gli astenuti al referendum sulle staminali, che si ritrovarono coscritti dal Vaticano nell’esercito dei contrari alla sperimentazione. Che votiate o meno, dopo il 13 aprile, avrete comunque un governo che dovrà rappresentarvi e che parlerà a vostro nome anche quando darà del ‘kapò’ a qualche parlamentare europeo. Da chi vorreste essere arruolati, questa volta?
Tags: AN, berlusconi, ciarrapico, destra, elezioni, fini, pdl, PoliticaSelva, ricandidati!
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Toh! Guarda chi si rivede!
Gustavo Selva, del quale si era già parlato, ha aperto un blog in cui chiede se debba ricandidarsi e per quali ragioni.
Poiché ha attivato la moderazione sui commenti, rispondo alla sua domanda da qui.
Gentile Senatore,
Penso che lei debba assolutamente ricandidarsi senza esitazione alcuna.
In Forza Italia si contano inquisiti e pregiudicati per reati molto più gravi di quello che lei avrebbe commesso: aggiotaggio, favoreggiamento alla mafia, frode fiscale, falso in bilancio, corruzione, etc.Tuttavia lei, ammettendo candidamente in TV di aver scroccato un passaggio da un’autoambulanza è diventato un simbolo nell’immaginario collettivo.
Nei giorni successivi alla vicenda, molti blogger hanno linkato il sito gustavoselva.it alla parola “farabutto“, in maniera tale da far apparire il suo sito al primo posto quando un utente ricercava quel termine su google.
A oggi si deve accontentare della terza posizione.Ritengo che una sua candidatura nel centro-destra possa rivelarsi provvidenziale per la rimonta del centro-sinistra.
Avere un carico pendente con la giustizia la pone in posizione privilegiata all’interno del PDL: guardi Cuffaro che carriera ha fatto dopo la condanna in primo grado. Guardi Grillo, Berruti, Biondi, Del Pennino, Fitto, Vito… Per non parlare dei vertici.
Se fossi un elettore del centro-destra e se si votasse ancora esprimendo una preferenza, dovendo scegliere nel mucchio, quasi quasi …
Magari le va di lusso, la eleggono e depenalizzano il reato di truffa.
Se sono riusciti a far passare la Cirami, la ex-Cirelli e la legge sulle rogatorie internazionali, vuole che si mettano a far storie per questa quisquilia?Cosa fa? Sta ancora leggendo?! Si affretti! Corra a Palazzo Grazioli a confermare la disponibilità!
Ah, Forza Italia: “Azzurri fuori, pigiama a strisce sulla pelle”.
Tags: candidatura, destra, gustavo-selva, pdl, politicheEcco perché andrò a votare
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In questi giorni, come molti elettori, ho considerato l’idea di Antonio di boicottare le elezioni.
Penso di aver deciso: andrò a votare e voterò per il Partito Democratico.
Lo farò principalmente per quattro ragioni.
La possibilità di vittoria
Andrò a votare perché credo esista una possibilità di vittoria per il centrosinistra, e non sono solo.
Il neo-costituito partito di centro, la Rosa Bianca, secondo i primi sondaggi di Repubblica, andrebbe a rosicchiare voti a destra: hanno troppo pudore per ammetterlo, ma molti elettori moderati di destra si sono turati il naso, quando hanno dovuto votare Berlusconi. Questa nuova forza politica rappresenta per loro una dignitosa alternativa.
Si voterà anche per le amministrative che, da sempre, hanno avvantaggiato il centrosinistra e le politiche potrebbero benissimo subirne l’onda lunga.
Veltroni ha 51 anni, Berlusconi è un ultrasettantenne con un pacemaker, con i capelli trapiantati, con una gran pancia e con il cerone in faccia.
Dopo quindici anni da politicante populista, la gente comincia a percepirlo meno “nuovo”. Anche la coalizione con cui si presenta è lo stesso caravanserraglio del ‘92 che sta cominciando a stare stretto anche a lui: dagli ex-dc ai neo-fascisti, da Storace a Maroni, da Casini alla Mussolini.
La sola presenza di Calderoli basterebbe a trasformare una qualsiasi coalizione in un freakshow.
Veltroni è un uomo che sa comunicare, che sa convincere, che ha un’idea politica e che non soffrirà, come è accaduto a Prodi, uno svantaggio dialettico che lo penalizzerebbe in campagna elettorale.
I candidati del centro-destra
Andrò a votare perché il centrodestra candiderà:
- Clemente Mastella
- Salvatore Cuffaro
- Gustavo Selva
- Il generale Roberto Speciale
- Francesco Storace
- Marcello Dell’Utri
- Cosimo Mele
- Michela Vittoria Brambilla
E ovviamente il pluri-inquisito Berlusconi, che ha già detto che farà una legge contro l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, fatalità, proprio quando lo hanno beccato mentre raccomandava con scioltezza attrici all’ex-direttore di RAI Fiction, Agostino Saccà.
Magari andranno ugualmente al governo, ma fino ad allora, cercherò di non farlo accadere.
Una nuova politica
Andrò a votare perché vedo nel Partito Democratico un’occasione di rinnovamento della politica italiana.
Al di là del risultato finale, penso che sia importante testimoniare consenso verso un partito che si pone l’obbiettivo di modificare il panorama politico italiano e che, in parte, lo ha già fatto.
La legge elettorale
Andrò a votare perché questa legge elettorale è una presa in giro per stessa ammissione di chi l’ha scritta e di chi l’ha votata e doveva essere riformulata, prima di andare alle urne. Non è stata modificata perché Berlusconi vuole assicurarsi il massimo risultato elettorale anche cavalcando l’onda della recente caduta del governo e il senso di delusione che si respira a sinistra.
Anche di fronte alla possibilità di dare all’Italia un altro governo inchiodato al voto di 2 o 3 senatori, Berlusconi rivela le sue priorità: prima i propri interessi, poi quelli del Paese.
L’unico modo in cui il porcellum consente di ottenere una maggioranza significativa al senato è vincere, con molto vantaggio, in gran parte delle regioni, cosa non facilissima per la CDL.
Anche se vincesse Berlusconi, sarebbe grottesco che riuscisse a governare con questa legge grazie all’astensione degli elettori di centrosinistra.
Un’ultima riflessione
Tra poco cominceremo a vedere il Cavaliere strombazzare qualche sondaggio in cui il centrodestra vince con margini larghi, larghissimi, così larghi che, quasi quasi, un elettore di centrosinistra potrebbe cominciare a pensare che non abbia nemmeno senso andare a votare … appunto …
Tags: berlusconi, destra, elezioni, italia, legge-elettorale, partito-democratico, Politica, politiche, sinistra, veltroni, votoGli squadroni della morte della Lega Nord
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Alla voce “Squadrone della Morte”, Wikipedia scrive:
Con squadrone della morte viene indicato un gruppo di persone armate che agiscono con il fine di assassinare civili, solitamente inermi, perseguendo, usualmente, fini politici.
Il termine viene spesso ricondotto ad organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature o regimi basati sulla repressione e l’autoritarismo. Gli obiettivi degli squadroni della morte possono essere gruppi, esponenti o autorità politiche, religiose, istituzionali o sindacali, così come dissidenti, ribelli, gruppi etnici o sociali, ma anche bambini di strada, attivisti, operatori sociali e tante altre categorie di civili. I metodi di queste esecuzioni arbitrarie e extragiudiziali di solito si contraddistinguono per ferocia e brutalità, includendo torture, stupri, rapimenti e sequestri.
Semplificando, per essere uno squadrone della morte, bisogna:
- Essere un gruppo di persone armate da poteri politici o religiosi
- Avere come obbiettivo un gruppo etnico, religioso, politico o sociale
- Uccidere civili inermi per fini politici, possibilmente in modo feroce e brutale
Ciò che manca alle squadre armate di vigilantes, che la Lega sta istituendo a Musile di Piave, è solo il terzo punto.
E’ abbastanza prevedibile che non mancheranno occasioni per superare questo dettaglio, dato che in quelle zone il 10% della popolazione è costituita da extracomunitari e che la Lega, a scopo elettorale, sta diffondendo una sottocultura che fomenta odio e accanimento verso chi si percepisce diverso o estraneo come chi ha la pelle di colore diverso, come chi è omosessuale o come chi parla un’altra lingua.
Il sindaco di Musile di Piave si chiama “Forcolin”, nomen omen.
Un altro splendido esempio di questa vergogna, tanto per cambiare, ce lo fornisce il sindaco in nero Giancarlo Gentilini che, con una scusa, fa sgombrare da un luogo privato alcuni fedeli musulmani mentre stavano pregando e giustifica lo scempio dicendo:
Era un tumore che poteva degenerare in metastasi, noi l’abbiamo estirpato
Giancarlo Gentilini - fonte : La Republica
.
Immagina una persona semplice, carica di sentimenti ostili, in un contesto culturale che instilla odio xenofobo e tende a minimizzare, se non a giustificare, gli episodi di violenza (verbale, mentale e anche fisica, vedi Borghezio che da fuoco ai pagliericci e che picchia un bambino extracomunitario) quando viene perpetrata nei confronti degli immigrati, immaginalo con un manganello o una pistola in mano, immaginalo in branco con altri soggetti di comuni vedute, immaginalo legittimato da una divisa e da un distintivo, immagina che di notte incroci un extracomunitario, magari ubriaco, o semplicemente triste o arrabbiato, metti che volino due parole in più, metti che comincino a litigare.
Anche una persona di mediocre intelligenza può dedurre come possa andare a finire.
Veneti, è questa la cultura che rivendicate come eredità della Serenissima? Le squadracce? I manganellatori? Gli ultras della xenofobia legalizzati e armati a spese del contribuente? Gli squadroni che ti macchiano la porta con un segno in codice?
Come siete caduti in basso …
La Lega continua a realizzare questa lurida strategia di consenso alimentando i sentimenti meschini d’odio, inciviltà e violenza, mentre il Nord Italia sembra sempre meno simile all’Europa e sempre più preoccupantemente indirizzato verso l’Iran degli omosessuali impiccati, il Sudafrica degli scontri di Soweto e il Cile della Carovana della Morte di Pinochet.
Tags: bassi_istinti, destra, forcolin, gentilini, giancarlo_gentilini, lega, lega_nord, musile di piave, nordest, odio_razziale, Politica, populismo, razzismo, xenofobiaBerlusconi, Randazzo e la politica politicante
Postato in Politica, Politica Interna | 9 Commenti »
Berlusconi ama proporsi come un non-politico, un antipolitico, un uomo lontano da quella che lui stesso definisce la politica politicante e i giochi di palazzo.
Tuttavia oggi leggo che il Cavaliere sarebbe indagato per corruzione e istigazione alla corruzione, e il senatore Randazzo conferma su tutta la linea i fatti pubblicati da Repubblica: promesse di incarichi prestigiosi e offerte di danaro in cambio di “una piccola assenza” al senato, decisiva per far cadere il governo.
Il fatto ha rilevanza politica: il Berlusconi politico offrirebbe danaro e poltrone a un senatore del centro-sinistra in cambio di un favore che costerebbe all’Italia intera una crisi di governo.
Tutto ciò, a prescindere dalla rilevanza penale, è un classico gioco di palazzo messo in atto da chi si scaglia a parole contro la politica politicante, fatta di accordi sottobanco e operazioni non trasparenti.
Fosse stato un politico con etica e senso dello stato, con un progetto e una visione del Paese, Berlusconi avrebbe convinto esponenti del centro-sinistra a “cambiare cavallo” con la forza delle proposte, alla luce del sole, in parlamento, proponendo in maniera trasparente idee e soluzioni e non soldi e poltrone sottobanco, ma il mentore di Berlusconi, lo sappiamo tutti chi è stato. Da quelle basi cosa possiamo aspettarci?
Bonaiuti paragona l’Italia di oggi al Cile di Pinochet, ma a me sembra molto di più l’Italia di Craxi e Forlani: storicamente più vicina e culturalmente più compatibile con la nostra deteriore tradizione politica, alla quale Berlusconi fa implicitamente riferimento.
Tags: berlusconi, bettino_craxi, cdl, centro_destra, corruzione, craxi, destra, Politica, prima repubblica, randazzo, silvio_berlusconiGrazie Rita
Postato in Politica, Politica Interna | 7 Commenti »
Il premio nobel Rita Levi-Montalcini scrive una lettera a Repubblica per far sapere a Storace che le stampelle, assieme al fascio littorio, se le può infilare ….. va beh ….
Interessante notare come nelle pagine di wikipedia dedicate alla dottoressa Levi-Montalcini, sia in italiano che in inglese siano elencate le onorificenze, mentre in quella di Storace siano indicati i provvedimenti giudiziari.
Se come referenza per un senatore sia meglio un nobel o un avviso di garanzia dovrebbe essere chiaro anche agli elettori di destra.
Tags: casa-delle-libertà, cdl, destra, francesco-storace, lettera-repubblica, levi-montalcini, rita-levi-montalcini, senatori-a-vita, stampelle, storaceCi facciamo sempre riconoscere
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Mario Borghezio ha inanellato una sfolgorante carriera politica che, da membro di Ordine Nuovo, il movimento neo-fascista di Rauti lo ha visto diventare presidente del parlamento dell’autoproclamata Repubblica Padana e subito dopo eurodeputato.
- Nel 1993 prende una multa per aver picchiato un bambino Marocchino (!)
- Nel 2000, scortato a un manipolo di “coraggiose” camice verdi, sale su un treno e si mette a disinfettare dei sedili occupati da delle donne nigeriane.
- Nel 2002 viene condannato prima a 8 mesi di carcere, che in cassazione sono diventati 2 mesi e 20 giorni commutati in multa, perché assieme a un altro prode manipolo è andato a dare fuoco ai pagliericci di alcuni disperati che dormivano sotto al ponte Principessa Clotilde a Torino.
- Nel 2005, nonostante la polizia glielo avesse caldamente sconsigliato, prende l’intercity Torino-Milano, rigonfio di no-global che rientrano da una manifestazione no-tav, i quali lo legnano di santa ragione, tanto che finisce in ospedale.
- Nel 2006 va a Livorno, e giù botte.
Che questo delinquente sia uno che se le tira addosso, lo capirebbe anche una mente mediocre.
A fronte di questa banale riflessione, mi chiedo: “Tra tutti i posti possibili al mondo proprio a Bruxelles dovevamo mandarlo a fare rissa? Proprio mentre rappresenta l’Italia in Europa? Perché dobbiamo farci sempre riconoscere?”
La Farnesina non dovrebbe chiedere spiegazioni, ma dovrebbe scusarsi, perché li, a violare la legge belga e a farsi arrestare assieme a una trentina di giovanotti con bomber, anfibi e testa rasata, guidati da un esaltato con un crocifisso in mano, ce lo abbiamo mandato noi.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una e-mail di scuse indirizzandola al presidente della Commissione Europea, Pöttering, al sindaco di Bruxelles, Thielemans, e, per conoscenza, al ministro D’alema.
Se volete che vi aggiunga alla lista dei mittenti, fatemelo sapere.
Dear President and dear Mayor,
I wish to apologize, as an Italian, for the unbecoming behavior of Mario Borghezio and to convey my personal esteem and approval to the action undertook by local police.Sorry for we have voted for Member of the European Parliament someone who came and break your law, as he repeatedly did with our one.
Even though I didn’t vote such a scumbag, I feel partially responsible for this regrettable circumstance and I sincerely hope that the immunity granted to the Members, that in my humble opinion should not apply for individuals caught in the act of common crimes, could be in this case bypassed and that Belgian justice will do where Italian common sense failed.
Tags: arrestato, bruxelles, casa-delle-libertà, centro_destra, destra, lega, lega_nord, mario_borghezio, ordine_nuovo, xenofobiaGentile Presidente e gentile Sindaco,
Come italiano desidero porgere le mie scuse per il disdicevole comportamento del nostro parlamentare Mario Borghezio e per testimoniare la mia personale stima e approvazione per l’azione messa in essere dalla polizia locale.Scusateci per aver eletto a parlamentare europeo una persona che è venuta a violare la vostra legge, cosi’ come ha già ripetutamente fatto con la nostra.
Anche se non ho votato per tale farabutto, mi sento parzialmente responsabile per questa spiacevole circostanza e spero sinceramente che l’immunità garantita agli eurodeputati, che a mio modesto parere non dovrebbe applicarsi di fronte a individui colti in flagranza di reati comuni, possa essere in questo caso evitata e che la giustizia Belga riesca dove il buon senso Italiano ha fallito.
Come promuovere un partito come se fosse l’iPhone
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Cosa accomuna il Partito delle Libertà all’iPhone?
Considera questa sequenza di avvenimenti:
- La Stampa dà la notizia, a mio parere fatta filtrare con maestria, al momento giusto dal posto giusto, in cui “personaggi autorevoli a lui molto vicini” danno imminente la nascita del Partito delle Libertà con Berlusconi presidente e Maria Vittoria Brambilla segretario.
- Il giorno stesso Bonaiuti smentisce ca-te-go-ri-ca-men-te parlando di “fantasie ferragostane”.
- Il giorno dopo l’Ansa passa la notizia, proveniente da “fonti autorevoli di Fi”, di Berlusconi che si accinge a registrare il logo e il nome presso un notaio.
- Sbuca fuori dalla torta la Brambilla che ha già registrato il logo e il nome presso l’Ufficio Armonizzazione Marchi dell’Ue per conto di Berlusconi e tutti, ma proprio tutti, cominciano a parlarne. Chi prende le distanze, chi ironizza, chi si smarca, chi respinge inviti, chi li accetta con riserva, chi si sente scavalcato … insomma, tutti ne parlano.
Che cosa è successo?
Ti invito a leggere attentamente l’articolo “Il marketing dell’assenza” e a provare a fare un parallelo.
Se Vittorio parla di ghost-marketing, penso che, in questi giorni, sia iniziata una ghost-campaign.
La Lega è pericolosa e va fermata
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Oggi il sindaco in nero di Treviso si è esibito in un’altra oscenità.
Al parcheggio dell’ospedale “Ca’ Foncello” di Treviso, gli scambisti sono per lo più eterosessuali, tant’è che la denuncia dei cittadini parlava di prostitute e scambisti, perciò le becere parole del sindaco hanno chiaramente carattere propagandistico.
Mi spiego meglio: avesse detto che si sarebbe occupato delle coppiette e delle prostitute, la cosa non avrebbe fatto notizia e non sarebbe finita sui quotidiani nazionali, poiché scambisti e prostitute si trovano ovunque in Italia.
No! Egli ha preferito parlare di “pulizia etnica contro i culattoni”.
Se qualcuno ha qualche dubbio sul significato dell’espressione “pulizia etnica”, questo filmato può aiutare a capire.
Questi sono gli scenari di cui parla la Lega.
Questi sono i bassi istinti che questi irresponsabili solleticano nell’elettorato analfabeta del Veneto: l’omofobia, la violenza, la xenofobia, l’odio razziale.
L’odio è il vero carburante elettorale di questa ottusa fazione politica, inconsapevole di invocare spettri che nessuno vorrebbe mai più vedere.
Dei rischi legati a questa sottocultura ne ho già parlato, ma più li guardo e più mi ricordano orribili incubi del passato.
Dobbiamo fermarli.
Tags: bassi_istinti, carroccio, cdl, centro_destra, culattoni, destra, gentilini, giancarlo_gentilini, lega, lega_nord, nordest, omofobia, populismo, pulizia_etnica, treviso, xenofobia« Post Precedenti




