Prepariamoci
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Al posto di Prodi, con un’alleanza che andava dai trozkisti a Fisichella e nessun margine numerico tra i due, chi avrebbe saputo fare di meglio? E’ stato un miracolo arrivare fin qui e mettere a segno risultati importanti.
Peccato non essere stati bravi a saperli comunicare.
Peccato che, in una coalizione così poco omogenea, si sia sentito il bisogno di marcare le differenze in cerca di visibilità e strombazzarle ai quattro venti, invece di costruire un bunker, lontano dalle telecamere e acusticamente isolato, dove scannarsi in pace e uscire con risoluzioni condivise.
Peccato che anche un personaggio come Mastella abbia goduto, assieme ad altri 150 senatori, lo stato di insostituibile e sia stato messo a capo di un ministero in cui era incompetente e probabilmente in conflitto di interessi.
Dopo le prossime elezioni, il paese, avviato al risanamento, depurato da molta evasione, nel momento in cui i piani per innescare un inversione di tendenza sul fronte economico stavano cominciando a funzionare, potrebbe venire riconsegnato al dilettantismo politico di Berlusconi, all’alba di una crisi economica mondiale. Una crisi che sarebbe complessa da gestire anche per un professionista dell’economia, figuriamoci per i commercialisti saccenti e ottusi con i quali Berlusconi occupa via XX Settembre.
Governo tecnico o meno, presto saremo in campagna elettorale. Cominciamo a riprendere in mano i numeri di Tremonti.
Un’incompetente gestione vedrebbe gli Italiani con le pentole vuote in piazza, come successe in Argentina.
Una sola cosa mi rode: perché non si è fatto nulla per il conflitto di interessi?
Tags: berlusconi, cdl, clemente_mastella, crisi, Economia, elezioni, italia, mastella, PD, Politica, prodi, senato, silvio_berlusconiTraduzione dell’articolo sull’Italia pubblicato dal New York Times
Postato in New York Times, Stampa, Traduzioni | 15 Commenti »
Siccome oggi ne hanno parlato in molti ( ma io per primo
) di questo insolitamente lungo articolo del New York Times, ma nessuno ha fornito una traduzione completa, mi sono preso la briga di farvela avere.
A prescindere dall’opinione che si possa avere dell’articolo (a essere pignoli, un paio di inesattezze si riscontrano), voglio sottolineare che oggi il presidente della Republica si trova a Washington in veste ufficiale e l’articolo menziona anche lui, il quale ha anche sentito la necessità di rispondere.
Non male questi giornalisti americani, eh?
Con la tremarella, l’Italia canta un Aria di delusione
tradotto da “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment”, New York Times, 13 Dicembre 2007
ROMA - Il mondo intero ama l’Italia perchè è antica ma ancora affascinante. Perché mangia e beve ma è raramente grassa o ubriaca. Perché è il posto dell’Europa iper-regolata dova ancora si discute in perfetta intesa cosa in realtà il rosso ai semafori potrebbe significare.
Tags: berlusconi, casta, centro_destra, centro_sinistra, cina, Economia, EU, italia, malessere, New York Times, Politica, presidente, prodi, USAL’ocse non bastona nessuno
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Rispondo al post di un blogger dichiaratamente di destra che spesso seguo.
Spesse volte il poco tempo che possiamo dedicare ad approfondire i temi che ci appassionano, insieme a convinzioni personali alle quali aderiamo, ci porta a letture superficiali e sbrigative, senza contare la naturale tendenza a recepire solo ciò che vogliamo recepire.
Mi sono permesso di tradurre L’economic outlook dell’OCSE, e, come noterai, la frase alla quale Il Corriere fa riferimento recita:
Un impressionante risanamento fiscale è stato ottenuto nel 2006 e nel 2007, anche se al costo di un salto di 2 punti percentuali nel rapporto tassazione/PIL, il quale, se mantenuto, potrebbe avere conseguenze dannose alla crescita nel medio termine.
Come si può notare, applicando una lettura analitica e non partigiana, l’ocse scrive principalmente di un “impressionante risanamento fiscale“, e parla di ipotetiche ed eventuali conseguenze dannose, ma solo se mantenuto. Le “conseguenze dannose” sono predicato di un periodo ipotetico sia nella versione in Inglese che in quella Francese.
Vorrei addentrarmi nel tema economico ed esporre come un eccessivo debito pubblico sia potente freno alla crescita economica e come una questa finanziaria sia una buona premessa a successivi interventi, più profondi, meno di emergenza e più di indirizzo, ma ciò che mi premeva comunicare in questo post è come, talvolta, anche la lettura di un giornale equilibrato come il Corriere può diventare fuorviante. Menchemmai il titolo e parte del contenuto del post al quale rispondo, decisamente inesatto.
In particolare: non “si rivelerà negativo con il passare dei mesi” ma “potrebbe rivelarsi negativo se …“, come, tra l’altro, scrive anche il Corriere (fedele al testo).
Comunque è apprezzabile come tu sia riuscito a fare la versione “Il Giornale” di un articolo del Corriere ![]()
OCSE Economic Outlook
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Traduco l’economic outlook, redatto dall’OCSE , riferito all’Italia, il primo del 2007.
Il testo conferma una oculata gestione dell’economia, mentre parla di “cifre da record” per la spesa pubblica riferendosi al 2005.
Alla luce di questo rapporto penso che l’abilità della politica dovrà trovarsi nello sciegliere il momento adatto per ridurre le tasse: un taglio troppo prematuro ci lascierebbe affondare di nuovo nelle sabbie mobili del debito, che, al pari di una pressione fiscale troppo elevata, comunque immobilizzerebbe l’economia.
”
La lungamente attesa ripresa si è confermata nel 2006 con la crescita di circa 2% del PIL. Il rialzo dei mercati esteri e miglioramenti qualitativi degli esportatori Italiani ha dato origine a consistenti ricavi nell’export, i quali hanno stimolato la domanda interna e la crescita dell’occupazione. La crescita dovrebbe restare forte anche nel 2007 e nel 2008, fintantochè la domanda estera resterà robusta e la ristrutturazione continuerà. L’output gap (il rapporto tra PIL reale e potenziale n.d.t.) si ridurrà rapidamente dato che la potenziale crescita di produttività viene stimata ad essere meno dell’1.5%, e l’inflazione potrebbe lievemente salire.
Un impressionante risanamento fiscale è stato ottenuto nel 2006 e nel 2007, anche se al costo di un salto di 2 punti percentuali nel rapporto tassazione/PIL, il quale, se mantenuto, potrebbe avere conseguenze dannose alla crescita nel medio termine. L’attuale rapporto spesa primaria/PIL è stato stabilizzato nel 2006 attraverso indirizzi d’azione resi necessari dalle cifre da record raggiunte nel 2005; tuttavia, per controllarne la crescita, delle riforme sono essenziali per portare l’avanzo primario al 5% nel 2011, come pianificato. Quando la dinamica del debito sarà migliorata, bisognerà far posto al taglio delle tasse. Allo stesso tempo, la riforma della concorrenza dovrà essere approfondita per consentire un incremento di produttività e di potenziale di crescita.
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