Berlusconi e Veltroni a Matrix - Live Blogging

11 Aprile, 2008

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Peccato!

6 Marzo, 2008

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La sentenza del Gup di Roma Giulia De Marco, che mi condanna in primo grado a sei mesi di reclusione, mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare: la rinuncia alla candidatura al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto. Non voglio che la mia colpa o miei errori ricadano sul Pdl, ideato da Silvio Berlusconi, alla cui attività politica io continuerò a dedicare l’intelligenza e le capacità di lavoro che mi restano nonostante la mia veneranda età”

Gustavo Selva - fonte: la Repubblica

Selva ha deciso di non seguire il mio consiglio.

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La solita presa per il c..lo

21 Febbraio, 2008

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Bondi esclude dalle candidature del PDL chi ha procedimenti penali in corso, fatto salvo quelli che “hanno un’origine di carattere politico”. Devo ancora sentirne uno della CDL che abbia mai detto: “ho piena fiducia della Magistratura”. Tutti, nessuno escluso, gridano al complotto politico delle “toghe rosse, braccio armato della sinistra”. Quelle di Bondi erano vane parole di chiara natura propagandistica.

Bondi parla di procedimenti “in corso” e quindi semaforo verde ai chi è già un delinquente accertato, uno su tutti …

Ma a proposito … Telecinco … E’ un procedimento in corso? Si
E’ un processo che si può anche lontanamente definire di matrice politica, essendo istruito in un diverso paese da una magistratura che ha già assolto molti dirigenti Mediaset? No.

Insomma, la solita presa per il c..lo adatta a quegli elettori che votano ascoltando gli spot elettorali di Mike Bongiorno o di Sbirulino e che poi tornano all’ovattata narcosi.

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Se il Partito Democratico si presentasse da solo

29 Giugno, 2007

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Esistono ragioni per le quali il Partito Democratico deve presentarsi da solo alle prossime Politiche.

La nascita del PD sta innescando una reazione a catena nello scenario politico italiano: l’ex correntone dei DS sta dando vita in autonomia dagli ex-compagni a un ambizioso progetto unitario a sinistra, Fini spinge per un partito unitario del centro-destra, qualcuno cerca di ricostruire un anacronistico centro cattolico, un soggetto nuovo nasce con la benedizione e l’impegno fattivo di Beppe Grillo, Marco Travaglio, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi, Elio Veltri e altri grossi calibri.

Un profondo cambiamento è in atto anche grazie alla candidatura di Veltroni, che da anni attendo.
Il centro-destra mai come dopo questa candidatura ha dato segni di nervosismo: gran parte dei maggiori esponenti del centro destra si è affrettato a commentarla negativamente, a improvvisare fantasiose esegesi del suo discorso al Lingotto, a minimizzarne la portata politica. Qualcuno ha addirittura avuto una crisi isterica.
Il Premiato Bufalificio “Il Giornale” in 2 giorni dopo il discorso al Lingotto ha prodotto ben otto articoli in proposito, sui quali sorvolo, poiché penso ne conosciate già il registro ;)
Fini preme per il partito unitario del centro destra. Pur non avendo un progetto unitario, ma molte differenze con gli altri soggetti alleati, anche Fini sente la necessità di reagire a questo nuovo elemento e a questo candidato.

Anche a sinistra c’è fermento: si testimonia al PD e a Veltroni alleanza e si chiede confronto. Più di un esponente della sinistra democratica si è definito “alleato”.

La Senatrice Finocchiaro ha da poco presentato in commissione Affari costituzionali un ddl in cui si propone il doppio turno alla francese come proposta per la legge elettorale.
In breve, il doppio turno alla francese richiede che un partito superi la soglia del 50% più uno per poter governare. Qualora questo evento non accadesse al primo turno, i partiti che superano la soglia di sbarramento del 12.5% partecipano al secondo turno e di solito i partiti vicini o alleati appoggiano compatti un solo candidato.

Con un assetto simile sarebbe possibile e utile presentarsi senza alleati, ma non è la conta dei seggi il motivo per il quale penso che si debba correre da soli.

Il Partito Democratico deve abbracciare convintamente la vocazione maggioritaria e portare in atto in Italia un cambiamento della cultura politica, poichè ne ha i mezzi e i presupposti.

Non ho pregiudizi nè verso la sinistra estrema, nè verso l’ex-correntone, anzi, li vedo come soggetti con il quale il dialogo è agevole, ma ciò che il PD può e deve fare è incarnare il principale attore del rinnovamento della cultura politica italiana.
Il PD deve fare una scelta coraggiosa e distinguersi come un moderno partito a vocazione maggioritaria e libero da vincoli ideologici, sia a sinistra, sia al centro.

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