La CEI detta la linea
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Nonostante boss e padrini si siano sempre professati devoti, fedeli e praticanti, la CEI reputa la lotta alla mafia una priorità per lo stato italiano. Dopo aver letto il libro “Le Sagrestie di Cosa Nostra“, dell’eccellente Vincenzo Ceruso, penso che il problema sia comune.
I vescovi vogliono che la politica italiana sia attenta alle famiglie. Se sta a cuore la famiglia italiana, perché non ci restituiscono i soldi dell’8×1000 e tutti i finanziamenti diretti e indiretti, permettendo di dimezzare le tasse a queste famiglie?
Uno stato nel quale non si sono mai svolte libere elezioni critica la nostra legge elettorale. Il porcellum è una legge impresentabile, ma sempre meglio di un’oligarchia che elegge di un teocrate a vita.
Perché nessuno si alza in piedi e dice “Basta”? Vogliamo continuare a subire l’egemonia di uno stato anacronistico e oscurantista mentre continuiamo a finanziare l’impunità dei pedofili?
Tags: 8x1000, CEI, chiesa, famiglia, fede, ingerenza, italia, legge-elettorale, mafia, Politica, porcellum, vaticanoBerlusconi, la precaria e “Der Witz und seine Beziehung zum Unbewußten”
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Ovvero “Il Motto di Spirito in Relazione all’Inconscio“, un saggio di Sigmun Freud in cui si sostiene che le battute siano proiezioni di pulsioni inconsce, incapsulate in un linguaggio simbolico, un po’ come capita nei sogni.
Chi fa una battuta codifica un elemento subcosciente della propria personalità e l’interlocutore, ricodificandolo all’indietro, da simbolico a subcosciente, viene emotivamente coinvolto, sempre che i due soggetti condividano la pulsione “sublimata” nella battuta stessa. Ecco perché le barzellette razziste non mi fanno ridere, ma magari Borghezio le apprezza.
Freud teorizzava che, analizzando i motti di spirito, si potessero osservare alcuni tratti subconsci di un soggetto.
Facciamo accomodare il paziente e prendiamo in considerazione la battuta con la quale Berlusconi risponde a una studentessa che chiede come si possa formare una famiglia quando si ha un lavoro precario:
Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun’altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo
Una cosa emerge in maniera inequivocabile: Berlusconi, consciamente o meno, non confida della soluzione che egli stesso propone. Tuttavia la cosa non lo tocca poi tanto: le centinaia di migliaia di persone che hanno questi problemi possono essere facilmente sostituite e relegate dopo un congiuntivo. Osserva come utilizza i tempi verbali.
Berlusconi conclude facendo un complimento alla fisicità della studentessa … e qui Freud avrebbe detto che il figlio è una rappresentazione simbolica di se stesso, una estensione del proprio fallo, ma non serve scomodare il buon Sigmund per capire che questo signore ha un problema, come può capitare alla sua età.
Nemmeno in diretta al tg2, a ridosso delle elezioni, è riuscito a tenere chiuso l’impermeabile ed evitare di fare il tacchino. Quando vede una ragazza giovane e graziosa, il nostro, va in avvitamento.
Berlusconi si è difeso accusando chi lo attaccava di mancanza di humor. Ho trovato questa battuta ripugnante, non perché manchi di spirito, ma probabilmente perché sono antropologicamente diverso… o magari lo è lui.
Tags: berlusconi, elezioni, famiglia, pdl, precariatoGay Pride e partito democratico: non possumus
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Sono amareggiato da tutti i distinguo provenienti da sinistra relativi al Gay Pride di Sabato.
Non credo che saluterò con gioia la nascita del partito democratico, se le posizioni di cattolici militanti saranno così rilevanti da impedire un forte, sentito, fermo e positivo sostegno da parte della sinistra a manifestazioni come quella di Sabato.
La destra è da sempre sorda e cieca di fronte ai legittimi diritti rivendicati dagli omosessuali. Peccato non sia anche muta, anzichè prodursi nel dichiarare stupidaggini e volgarità, al di là di una eccezione, l’unica che abbia mai conosciuto.
Se anche la sinistra comincierà a dimenticarsi del proprio passato di attenzione ai diritti dei più deboli per compiacere un potere forte come la chiesa, si aprirà una ferita nella società e un profondo senso di disorientamento coglierà chi conta sulla laicità dello stato come uno dei principi cardine della democrazia.
La democrazia, per definizione, è aperta a molte verità. Se una verità prevale sull’altra, se accettiamo che uno stato estero imponga la propria verità a scapito di chi, come il popolo del Gay Pride, scende in piazza in centinaia di migliaia per chiedere diritti elementari a lungo negati, il costituendo partito, manca di un elemento fondamentale per potersi definire democratico: la non organicità a poteri alieni allo stato.
A fronte dell’idea che esistano “temi non negoziabili” riguardo ai quali i parlamentari debbano “agire da cinghia di trasmissione” di voleri supremi, o, più prosaicamente, di chi se ne autoproclama unico interprete, a fronte di invasioni di campo come il famoso “spartiacque che inevitabilmente peserà sul futuro della politica italiana“, pessimo lapsus che rivela la certezza e la consapevolezza di poter “pesare”, a fronte di ciò che non possunt et numquam poterunt è necessario affermare inequivocabilmente ciò che non potrà essere accettato entro i confini di un partito che deve essere, per definizione e per cultura politica, laico.
Invito fin d’ora gli iMille a esprimere il loro non possumus laico.
Il partito democratico non potest:
- Soprassedere su diritti fondamentali come quello di potersi creare una famiglia a prescindere dal proprio orientamento sessuale
- Accettare verità dogmatiche come inconfutabili o incontrovertibili, poichè la democrazia è continua ricerca del bene comune
- Tollerare nè privilegi, nè fenomeni di discriminazione dovuti a religione, orientamento sessuale, colore, lingua, opinione politica, origine: siamo tutti uguali, come predicava un grande rabbi/buddah/messia/profeta/uomo
Per favore, pronunciatelo.
Tags: cardinale_ratzinger, cattolici, chiesa, chiesa-cattolica, coppie-di-fatto, dico, famiglia, gay_pride, imille, joseph_ratzinger, papa_benedetto_xvi, partito-democratico, roma, vaticanoMastella il buon (demo)cristiano
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Sono curioso di sapere quali sono, nell’opinione dell’on.Mastella i limiti di reddito entro i quali è legittimo “prendersela con la politica”.
Mi sto riferendo alle recenti esternazioni del ministro del attuale governo Prodi ed ex-ministro del governo Berlusconi relative alla polemica recentemente montata attorno a una puntata di Annozero, in cui il ministro rimproverava polemicamente a Michele Santoro di, appunto, “prendersela con la politica” pur avendo un reddito annuo elevato. Francamente non vedo il nesso: se la politica fa male il proprio lavoro, rivendico il diritto e il dovere di criticarla a prescindere dal mio reddito.
All’uopo, poichè il mio reddito mi consente di prendermela a morte con la politica, citerò Santoro, facendo mio il suo legittimo sfogo:
L’arroganza della politica è diventata insopportabile. Dovete abituarvi di nuovo a discutere con la gente, a parlare con chi vi critica. Basta! E’ insopportabile questa concezione della politica.
Bravo Michele! E’ davvero ora che si riabituino a discutere, che finalmente a domande chiare diano risposte chiare e non monologhi fuorvianti. Mai come ora i cittadini sono distanti dalla politica, e la prepotenza e l’arroganza dimostrata dal ministro, e le successive sparate presso i vari dirigenti della RAI in merito alla questione di certo non depongono a suo favore. Prima eviti le domande scomode e poi te la prendi con il giornalista che te le ha fatte? Ma dico io …
Il Senatore della Repubblica, dopo aver dribblato con democristiana agilità precise e pertinenti domande, ha deciso di guadagnare platealmente l’uscita, probabilmente per evitare di dover rispondere a un ragazzo di 21 anni e dover compiere acrobazie retoriche troppo complesse: l’argomento in causa riguardava la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La dietrologia in questo caso si impone: non credo che sia stata un po’ di satira del buon Vauro a indurlo a questo gesto. Il motivo si trova altrove ed è da cercarsi nel fatto che il ministro era palesemente in difficoltà nel sostenere le proprie tesi, delle quali, secondo me, non ne è convinto neppure lui.
A me è rimasta la curiosità di sentire le risposte ad alcune delle domande poste:
- In virtù di che giurisprudenza una coppia di fatto, eterosessuale od omossessuale, può tutelarsi e vedersi garantiti diritti in merito a questioni di eredità, trattamento sanitario, assistenza ospedaliera, espianto organi, decisioni in merito a trattamenti sanitari, subentro a contratti d’affitto, etc.? Mi spiego meglio: come posso io, convivente non sposato, eterosessuale o meno, vedermi riconosciuto diritti quali assistere il/la mio/a partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciargli/le in eredità il mio patrimonio senza maggiori spese fiscali?
- Come giustifica il fatto che, pur essendo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo molto chiara in merito alla necessità di riconoscere a chiunque diritti, tra i quali anche il diritto a sposarsi, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, l’Italia non mi riconosce nemmeno la facoltà di tenere la mano del/della mio/a compagno/a morente? Se non lo giustifica, come intende adoperarsi per porre fine a questa vergognosa violazione di un diritto universale?
- Il mio diritto a tenere la mano del/della mio/a compagno/a morente di cosa priva la famiglia tradizionale?
Ho appena inviato una mail al ministro, al quale pongo nuovamente queste domande, aggiungendone una personale:
Signor Ministro, lei si definisce un uomo di fede, un uomo che appartiene alla chiesa degli emarginati, alla chiesa dei poveri e ha fatto riferimento a Madre Teresa per citarne un esempio. La figura a cui ogni cristiano si ispira, o dovrebbe ispirarsi, è Gesù. Secondo lei, Gesù e Madre Teresa mi avrebbero consentito di tenere la mano del mio compagno morente? Qualora la sua risposta fosse negativa, la prego di indicarmi il passo del vangelo dal quale lo evince.
Non confido in una risposta, e men che meno in una risposta chiara…
L’amore comincia prendendosi cura delle persone che più ci sono vicine: quelle a casa.
Madre Teresa
Il secondo è questo: ama chi ti è vicino come te stesso. Non esiste legge più grande di questa.
Marco (12:31), tradotto liberamente dal greco
Tags: annozero, chiesa, coppie-di-fatto, dico, famiglia, mastella, rai, santoro“Questo è davvero influente,” disse il Re, rivolgendosi alla giuria. Stavano per iniziare a scriverlo nelle loro lavagnette, quando il Coniglio Bianco interruppe: “Volevate certamente dire INinfluente, Vostra Maestà”, disse in tono rispettoso, ma aggrottando le sopracciglia e facendogli delle smorfie.
“Intendevo ininfluente, naturalmente”, disse il Re in tono astioso, e cominciò a ripetersi sottovoce, “influente–ininfluente–ininfluente–influente–” come se stesse provando quale parola suonasse meglio.
Alcuni membri della giuria scrissero “influente” e altri “ininfluente”. Alice potè vederlo, poichè si trovava abbastanza vicina da sbirciare nelle lavagnette; “ma non importa niente”, pensò tra se e se.
Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”



