Italia: l’ombra del fascismo

31 marzo, 2009

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Vi propongo la traduzione completa dell’articolo del Guardian: Italy: Fascism’s shadow, affinchè riflettiate su quanto serio sia il rischio che la nostra nazione sta correndo.

I neretti sono miei.

Italia: l’ombra del fascismo

tradotto da Italy: Fascism’s shadow – The Guardian

L’obbiettivo centrale di Silvio Berlusconi come Primo Ministro Italiano è a lungo apparso smaccatamente e vergognosamente ovvio. Fin dal momento in cui si è fatto strada nel vuoto politico creato nel 1993 dallo scandalo della corruzione politica a destra e dal simultaneo collasso dei comunisti Italiani a sinistra, Berlusconi ha usato la sua posizione politica e il suo potere per proteggere dalla legge sé stesso e il suo impero mediatico. Durante il più lungo dei suoi mandati come Presidente del Consiglio, Berlusconi non solo ha consolidato il suo già forte controllo nell’industria mediatica Italiana – ne possiede circa la metà – ma ha anche approvato leggi che gli garantiscono immunità dall’azione legale. Poi, quando quella legge venne giudicata incostituzionale, Berlusconi, nuovamente eletto, la ripropose l’anno scorso sotto altra forma e riuscì a farla promulgare come legge.

Il successo di Berlusconi deve qualcosa alla sua personale audacia e molto alla sempre più intensa debolezza dei suoi avversari. La sinistra Italiana, in particolare, non è riuscita a costruire un’opposizione efficace. Tuttavia l’ultima iniziativa di Berlusconi – la fusione nel suo nuovo movimento, Il Popolo della Libertà, formalizzata ieri, del suo partito, Forza Italia, con Alleanza Nazionale, che deriva direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolini – potrebbe lasciare un segno nella vita pubblica Italiana più duraturo di ogni altra cosa fatta dal magnate populista.

A differenza della Germania postbellica, l’Italia postbellica non si è mai propriamente confrontata con il suo retaggio fascista. Il risultato è che, mentre il neofascismo non è mai seriamente riaffiorato in Germania, in Italia ci sono state importanti continuità – tra le quali le leggi ereditate dell’era mussoliniana e la rinascita postbellica del partito Fascista, sotto nuovo nome – nonostante la formale pubblica cultura antifascista Italiana. Queste continuità sono ora diventate più forti. E’ un giorno di vergogna per l’Italia.

Tuttavia AN ha intrapreso importanti cambiamenti in 60 anni. Il suo leader, Gianfranco Fini, ha dismesso la vecchia veste politica e ha condotto il partito verso il centro. Ha lavorato per 15 anni come alleato di Berlusconi.Parla della necessità di dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo e sostiene la causa di un’Italia multietnica – posizioni che Berlusconi fa fatica a conciliare con le sue campagne populistiche contro zingari e immigrati e con la sua predilezione al razzismo morbido.

Nonostante le sue distanti origini liberali, l’Italia moderna è un paese di destra.Tuttavia è un pensiero scioccante che ci sarà un capo di governo tra i 20 leader mondiali al summit economico di Londra di questa settimana che ha ricostruito la sua base elettorale sulle fondamenta poste dai fascisti e che sostiene che, come risultato, la destra sarà probabilmente al potere per generazioni.

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Ti ricordi quella piazza?

19 marzo, 2009

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Il Ministro Brunetta sostiene che gli studenti dell’Onda sono dei “guerriglieri, e verranno trattati come guerriglieri”.

Piazza Tiananmen

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Ancora sul SISMI che spiava la Magistratura

6 luglio, 2007

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Oggi Mastella annuncia che verrà istituita una commissione d’inchiesta per fare luce su alcune questioni, come ad esempio se qualcuno diede ordine al SISMI, a Pollari, a Pompa di spiare e fare attività di dossieraggio e intimidazione nei confronti di magistrati e stampa ‘nemica del governo’ allora in carica e per quali ragioni.

Contemporaneamente Berlusconi assicura che lui non ha fatto nulla, anche se stavolta non lo ha giurato sui suoi figli, e ha anche minacciato “ferma risposta in tutte le sedi a qualsiasi illazione”. Meglio tamponare eventuali voci che potrebbero sostenere la tesi, anzi, il teorema ;) che vede il suo governo che utilizza i servizi segreti per addomesticare quella parte della Magistratura che indagava su alcuni processi a carico suo o dei suoi amici collaboratori, per citarne un paio:

e quella parte della stampa a lui ostile.

Data la minaccia, al fine di evitare ritorsioni, mi allineo: per i comandanti dei servizi segreti è assolutamente plausibile rischiare la faccia, la carriera, il carcere, l’onta e commettere reati gravissimi atti a minare l’indipendenza della Magistratura e della stampa. Di solito lo fanno autonomamente, anzi, spontaneamente.

Certo è che se io potessi controllare la Magistratura, la stampa, i media e nello stesso tempo fossi Presidente del Consiglio con una maggioranza blindata e asservita, sul lungo termine, un pensierino sull’autoproclamarmi Grande Puffo ce lo farei.

Gli Italiani non sanno andare a destra senza finire al manganello

Indro Montanelli
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Tentativo di eversione

6 luglio, 2007

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Se ciò che ora ci sembra verosimile corrisponde a realtà, sarebbe stata scritta una pagina avvilente nella nostra storia, davvero inquietante e avvilente.
L’ex-capo del Sismi, Pollari, potrebbe aver spiato magistrati e giornalisti durante il governo Berlusconi.
Il Sismi è direttamente controllato dal ministero degli interni. Ai tempi, il ministro era Antonio Martino.
Uno dei collaboratori dell’ex-capo del sismi era Pio Pompa, il quale, appena nominato scrive a Berlusconi un fax con uno stucchevole ringraziamento, fuori luogo nei toni e nel merito.
I magistrati fatti oggetto di spionaggio, di dossier discreditanti (scoperti nell’archivio di via nazionale), di piani per “azioni traumatiche” a scopo intimidatorio e altre simili amenità erano spesso attivi in processi che vedevano coinvolti esponenti del centro destra: Bruti Liberati, Caselli, Colombo, D’Ambrosio, Bocassini, Davigo, gran parte del pool di Milano, assieme ad altri magistrati delle procure di Torino, Roma e Palermo.
Questo tipo di attività non rientra nei compiti del servizio segreto militare.
Repubblica ha pubblicato alcuni dei documenti scoperti, ai quali rimando per approfondire la gravità dei fatti.
Se le accuse saranno confermate, saremmo di fronte a un tentativo clamoroso di eversione, un colpo di stato silenzioso, una cospirazione ai danni della democrazia in Italia, messa in essere da coloro i quali portano la parola “Libertà” nel nome. Sarebbe davvero ironico che chi si è riempito la bocca di libertà ora venga scoperto responsabile di uno scandalo volto a imbavagliare magistratura e stampa.
C’è tutto: c’è il movente, cioè il consolidare il potere; la canna fumante, cioè i dossier, gli appunti, i documenti, le intercettazioni e tutto ciò che si è ritrovato o conosciuto, e c’è anche il corpo: la democrazia.

Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.

Silvio Berlusconi (allora presidente del consiglio)
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Scampagnata al Colle

22 giugno, 2007

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La sovrapposizione di un evento degli ultimi giorni con altri fatti più rilevanti non ci ha dato modo di coglierne la preziosità.
Per brevità e chiarezza lo presento sotto forma di dialogo aggiungendo qualche didascalia e sintetizzando o parafrasando dove necessario.

Scena1: poco prima delle provinciali

Scena 2: il centro-sinistra vince a Genova e Berlusconi annuncia che salirà al colle.

Scena 3: I nostri eroi escono dall’ufficio del Presidente Napolitano ostentando spavalderia, come se gliele avessero cantate.

Scena 4: il Presidente della Repubblica risponde

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Perché Berlusconi salirà al Colle anche dopo aver perso a Genova

11 giugno, 2007

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sbirulinoAvete mai notato che ogni volta che la cdl non è al governo, il nano dalla bocca larga, probabilmente mal consigliato dal suo visagista, sbraita, sbuffa e si produce in una cantilena che suona più o meno così: “elezioni, elezioni, elezioni“?

Ha sbraitato per mesi quando, durante il suo primo governo, Bossi il Raffinato gli tolse la fiducia e passammo al governo Dini: ogni intervento, intervista, dichiarazione, documento, intervento alle camere, suo o dei suoi alleati, conteneva le parole “ribaltone” ed “elezioni“.
Non passava giorno in cui non si sentiva un membro della destra chiederle.

Stesso accadde quando Prodi perse la fiducia di Rifondazione: ribaltone, elezioni.
Accade anche in questi giorni: qualsiasi cosa succeda il letimotif, oggi come allora, è quello: elezioni subito.

Il premiato bufalificio “Il Giornale”, proprietà di famiglia, monta una campagna diffamatoria?
Elezioni! Chissà perchè il pluricondannato, pluriindagato, pluriprescritto non si dimise a fronte di, giusto per citarne qualcuna:

Al Senato si perde una votazione?
Elezioni! Non importa che il primo governo Miconsenta non avesse la maggioranza al Senato e se ne strafregò.

Regionali e provinciali registrano un calo per l’Unione?
Elezioni! Ovviamente, durante l’ultimo governo Miconsenta, il pelato neanche si sognò di rimettere il mandato, nemmeno a fronte di sconfitte sonore come il famoso 12 a 2 alle regionali, anzi, rimase dove era fino al punto di entrare in conflitto con il Presidente della Repubblica in merito alla data in cui sciogliere le camere, pur di grattare qualche giorno.

Ricordiamoci che il target della comunicazione del nano sono per lo più le classi medio basse, scarsamente scolarizzate e/o facilmente pilotabili, le quali, dopo essere state lobotomizzate a dovere da anni di tv insulsa, si sono fatti convincere a votarlo da Mike Buongiorno e da Sbirulino perchè sennò sarebbero arrivati i comunisti con i carrarmati a espropriarti la casa!

Tutto questo bestiame deve essere mantenuto “caldo”, arrabbiato e teso. Devono continuare a considerare il centro-sinistra come illegittimo, immorale, liberticida, dittatoriale. Devono continuare a desiderare che il centro sinistra se ne vada.

Il nano ha perso alle provinciali di Genova, ma salirà al Colle ugualmente, pur sapendo bene che non rientra nei poteri del Presidente della Repubblica il poter cassare un governo e che il suo gesto non porterà a nulla di concreto, semplicemente per dare un altro stimolo allo zoccolo duro del suo elettorato, per mantenere il clima da guerra civile, da resistenza contro il pericolo comunista in nome della libertà.

Questa è una perfetta strategia, ma purtroppo danneggia la democrazia: il bestiame non è avvezzo a considerare obbiettivamente l’operare del mandriano, e guai a farglielo fare! Potrebbe cominciare a pensare con la propria testa e scieglierse di vivere allo stato brado, in altre parole, in libertà, quella vera.

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Nessuno aderirebbe a uno sciopero fiscale

6 giugno, 2007

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10 belusca rupieLo sciopero fiscale, spesso agitato dalla destra populista, è una forma di protesta che rientra nella grande famiglia della disobbedienza civile. Questa forma di protesta consiste nell’infrangere consapevolmente e pubblicamente una legge e rendersi perseguibili a norma della stessa. Ad esempio, poniamo che io sia contrario al divieto di fumo nei locali pubblici. Se volessi attuare una disobbedienza civile per sensibilizzare l’opinione pubblica o la classe dirigente, dovrei pubblicamente fumare in un locale, avvertire l’autorità, farmi pubblicamente multare, non pagare la multa, andare in galera e così via.
Ciò che renderebbe differente un eventuale sciopero fiscale da una più prosaica evasione fiscale e’ appunto il carattere pubblico e la sottomissione alla pena conseguente.

L’esempio più autorevole di disobbedienza civile venne messo in atto dal Mahatma Ghandi, il quale servì volontariamente molti anni in carcere, in India e in Sudafrica.
A parte il fatto che non vedo Berlusconi nolto incline ad andare in carcere, visto che non sembra gradire molto nemmeno il comparire in tribunale, francamente non vedo alcuna possibilità che un simile gesto possa essere messo in atto, per vari motivi:

La vera ragione per la quale si è parlato di sciopero fiscale è molto banale: piace. Alle orecchie degli elettori meno informati, meno colti o più facilmente influenzabili viene percepito come : “Non si pagano le tasse”. Stupendo! Qualsiasi boccalone ci metterebbe la firma. Evviva il Salvatore che ci libera dalle tasse!
Un chiaro gesto atto ad agitare la folla, a creare un clima da guerra civile, a esasperare la contrapposizione, a inferocire le bestie, perchè bestie sono coloro i quali si fanno inferocire.

L’idiozia di questa destra populista è paragonabile solo alla sua scarsa cultura politica.

Ciò che Berlusconi si guarda bene dal dire è ciò che lo sciopero fiscale farebbe ricadere su coloro i quali lo mettessero in atto: sanzioni pecuniarie, riscossioni coercitive, carcere, il quale il resto della popolazione non aderente a codesto sciopero esigerebbe severamente. Io sarei il primo a scendere in piazza con il forcone se tutti i soldi dovuti allo stato (cioè a me) non fossero riscossi fino all’ultimo centesimo e le sanzioni inflitte a coloro i quali hanno danneggiato lo stato (cioè me) non venissero rigorosamente incassate.
Cosa comporterebbe tutto ciò? La risposta è semplice e brutale: una spirale di violenza.
Chi ha votato tali irresponsabili? Ma allora è vero che siamo un popoluccio?
Secondo voi Berlusconi aderirebbe allo sciopero fiscale da egli stesso indetto?

Parla solo quando ciò migliora il silenzio.

Mahatma Ghandi

Buffone! Fatti processare! Rispetta la legge!

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