La moglie di Berlusconi, a San Valentino, scrive al Corriere

15 Febbraio, 2008

Postato in Politica, Politica Interna | 3 Commenti »

Veronica Lario, la moglie di Berlusconi, ha sempre mantenuto un profilo molto basso; non si è vista spesso in pubblico; non è una presenzialista, anzi, sembra voler mantenere una certa distanza dai media. L’ultima volta che ha scritto a un giornale, lo ha fatto su Repubblica per sollecitare pubbliche scuse da parte del marito.

Ora, a San Valentino e nel mezzo della campagna elettorale, scrive un’appassionata lettera al Corriere della Sera, in cui dà una gran bordata all’uomo di “immagine di successo, potere, denaro e carriera”. Un profilo che si avvicina molto a …
Poi parla delle donne ridotte a merce, come quelle che si vedono nelle TV di …
Che fosse un messaggio per … ?

Berlusconi ha detto che ci saranno più donne nel suo governo …

Un’altra domanda mi pongo: Veronica Lario è l’editore del Foglio. Perché queste cose le scrive sui giornali altrui? Perché in quelli orientati a sinistra? Perché sul Corriere che è il giornale più letto in Italia?

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Solidarietà ai docenti della “Sapienza”

20 Gennaio, 2008

Postato in La Santa Inquisizione, Rubriche | 6 Commenti »

Il caro Giuseppe Regalzi di Bioetica mi segnala una petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica e al Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, per esprimere solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere, per stigmatizzare il vergognoso linciaggio morale da parte della politica e dei media al quale sono stati sottoposti i docenti che hanno de facto supplito ai compiti di garanzia che spettavano al Rettore.
Riporto il testo:

Esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra gratitudine ai docenti firmatari dell’appello affinché la partecipazione di Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico venisse annullata.

Apprezziamo la sensibilità del Papa per aver declinato l’invito; non altrettanto si può dire del Rettore Renato Guarini, che si è mostrato inadatto al ruolo che ricopre, incapace di tutelare la laicità dell’Università e il dialogo universale. Inadempiente alle sue responsabilità di garante, ha posto i firmatari del suddetto appello nella scomoda posizione di dover supplire ai compiti di garanzia che gli sarebbero stati propri e determinato una spiacevolissima situazione.

Siamo inoltre stupiti ed amareggiati per la superficialità con cui esponenti politici e istituzionali di primo piano, tra cui dispiace in particolar modo dover annoverare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro dell’Università Fabio Mussi, si sono uniti al linciaggio morale cui i firmatari dell’appello sono stati e sono tuttora sottoposti.

Infine, ci dichiariamo esterrefatti dalla devastante superficialità ed incompetenza di gran parte della stampa, che si è lanciata alla ricerca dello scoop nel migliore dei casi, o della strumentalizzazione politica nel più frequente. In particolare, è stato completamente stravolto il significato dell’appello, non certo inteso a tacitare una voce e a impedire il dialogo e il confronto, ma a tutelare il profondo significato storico e morale dell’inaugurazione dell’anno accademico, la più solenne cerimonia accademica, nella quale l’università celebra la libertà del sapere universale, idealmente libera da qualunque condizionamento e patronato.

La stragrande maggioranza dei media e dei politici stanno attuando una oscena propaganda, facendo passare l’idea che l’azione degli insegnanti sia stata un illegittimo gesto di prevaricazione e censura, quando si sa che il pontefice, oltre che disporre della facoltà di parlare a reti e giornali unificati, urbi et orbi, ha spontaneamente rinunciato alla visita, per lo più per motivi di immagine.
Firmare e diffondere questo appello, esprimendo solidarietà a questi insegnanti lasciati soli contro tutti a difendere una roccaforte sempre più in pericolo è un gesto auspicabile, se non altro per amor di verità.

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Ecco la razza padrona, nel neo-medioevo pre-fascista del Nord-est

24 Luglio, 2007

Postato in Società | 22 Commenti »

Ho provato profonda rabbia, leggendo la notizia della famiglia che si allontana con indifferenza dopo che un extracomunitario annega per salvarle i figli.
La rabbia di chi non può fare nulla contro ottusi fomentatori di odio e intolleranza, la rabbia di chi è impotente di fronte alla bieca ignoranza di quelli che credono di essere un popolo ma che, in realtà, sono solo un’ orda di nuovi barbari carichi di odio e inciviltà.

La realtà del nord-est è un bacino elettorale per le più abbiette idee politiche, specchio di una società da sempre politicamente analfabeta.

E’ la fucina di una nuova e pericolosa dittatura.
E’ qui che sta incubando il seme del nuovo regime xenofobo.
E’ questo il bozzolo in cui la larva del totalitarismo sta lentamente ma inesorabilmente terminando la sua metamorfosi, nutrita dalla diffusa ignoranza e da chi sistematicamente instilla odio razziale per poi cavalcarlo a ridosso delle elezioni.

Vi faccio notare come in questi articoli venga bellamente omesso ogni riferimento all’indifferenza manifestata dalla famiglia dei bambini tratti in salvo dal bosniaco morto annegato e dal marocchino.

Non posso credere che nella redazione del Gazzettino non giungano i comunicati ansa, o adnkronos e comunque non ci sia uno straccio di connessione a internet. Non posso credere che la Repubblica, che non è presente nel territorio, sia a conoscenza di fatti avvenuti a Cortellazzo più del Gazzettino.
Perché si omette la notizia della famiglia veneta che si allontana ignorando l’extracomunitario che ha salvato i bambini e la famiglia in lacrime dell’altro extracomunitario che ha dato la vita per la medesima ragione? Potrebbe questa notizia insinuare il dubbio che anche, per dirla alla Borghezio, un “porco extra-comunitario musulmano” possa darci lezioni di civiltà? Farebbe male all’elettorato della Lega guardare in faccia un’altra umanità, di gran lunga più umana del “glorioso popolo veneto”?

Vi dico questo: vi prometto che sono privo di odio razziale

Adolf Hitler
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L’ocse non bastona nessuno

5 Giugno, 2007

Postato in Economia, Politica, Politica Interna | 2 Commenti »

Il Giornale Della SeraRispondo al post di un blogger dichiaratamente di destra che spesso seguo.
Spesse volte il poco tempo che possiamo dedicare ad approfondire i temi che ci appassionano, insieme a convinzioni personali alle quali aderiamo, ci porta a letture superficiali e sbrigative, senza contare la naturale tendenza a recepire solo ciò che vogliamo recepire.

Mi sono permesso di tradurre L’economic outlook dell’OCSE, e, come noterai, la frase alla quale Il Corriere fa riferimento recita:

Un impressionante risanamento fiscale è stato ottenuto nel 2006 e nel 2007, anche se al costo di un salto di 2 punti percentuali nel rapporto tassazione/PIL, il quale, se mantenuto, potrebbe avere conseguenze dannose alla crescita nel medio termine.

Come si può notare, applicando una lettura analitica e non partigiana, l’ocse scrive principalmente di un “impressionante risanamento fiscale“, e parla di ipotetiche ed eventuali conseguenze dannose, ma solo se mantenuto. Le “conseguenze dannose” sono predicato di un periodo ipotetico sia nella versione in Inglese che in quella Francese.

Vorrei addentrarmi nel tema economico ed esporre come un eccessivo debito pubblico sia potente freno alla crescita economica e come una questa finanziaria sia una buona premessa a successivi interventi, più profondi, meno di emergenza e più di indirizzo, ma ciò che mi premeva comunicare in questo post è come, talvolta, anche la lettura di un giornale equilibrato come il Corriere può diventare fuorviante. Menchemmai il titolo e parte del contenuto del post al quale rispondo, decisamente inesatto.
In particolare: non “si rivelerà negativo con il passare dei mesi” ma “potrebbe rivelarsi negativo se …“, come, tra l’altro, scrive anche il Corriere (fedele al testo).

Comunque è apprezzabile come tu sia riuscito a fare la versione “Il Giornale” di un articolo del Corriere :P

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Il Papa ostruì un indagine su abusi sessuali (observer.co.uk)

2 Giugno, 2007

Postato in Politica Estera, Traduzioni | Commenta questo articolo »

the observerTraduzione di un articolo dell’ Observer, in cui si fa riferimento alla lettera del cardinale Ratzinger la quale estendeva il crimen sollicitationis.
L’Observer sembra avvallare le ipotesi della BBC presentate nel documentario “Sex crimes and the Vatican“.
Sono alla ricerca dell’intervista rilasciata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone per poterla pubblicare.

Il Papa ostruì un indagine su abusi sessuali

Una lettera di carattere confidenziale rivela che Ratzinger ordinò ai vescovi di mantenere segrete le accuse

Papa Benedetto XVI la scorsa notte venne esposto alle accuse di aver “ostacolato le indagini”, dopo che emerse il fatto che egli inviò un ordine in cui si assicura alle indagini della chiesa in tema di accuse di abusi sessuali, lo svolgimento in regime di segretezza.

L’ordine venne impartito attraverso una lettera, ottenuta dall’Observer, la quale venne inviata a ogni vescovo Cattolico nel Maggio del 2001.

Essa sosteneva il diritto della chiesa a svolgere le proprie indagini a porte chiuse e a mantenere confidenziali le prove fino a 10 anni dopo il raggiungimento dell’età adulta da parte della vittima. La lettera portava la firma del cardinale Joseph Ratzinger, che venne eletto successore di Giovanni Paolo II la scorsa settimana.

Gli avvocati che agivano in nome delle vittime di abuso sostengono che essa sia stata concepita allo scopo di evitare alle accuse di diventare pubbliche o di essere oggetto di indagine da parte dalla polizia. Accusano Ratzinger di aver commesso una “chiara ostruzione della giustizia“.

La lettera, “De Delictis Gravioribus” (riguardo ai peccati più gravi), venne inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ufficio vaticano che una volta gestiva l’Inquisizione e che era controllato da Ratzinger.

Essa rendeva esplicita ai vescovi la posizione della chiesa in merito a numerose questioni che spaziavano dalla celebrazione dell’eucarestia con un non Cattolico agli abusi sessuali compiuti da un clerico “con un minore di 18 anni”. La lettera di Ratzinger dichiara che la chiesa può rivendicare la giurisdizione nei casi nei quali l’abuso viene “perpetrato con un minore da un clerico”.

La lettera afferma che la giurisdizione della chiesa “inizia ad aver luogo quando il minore abbia compiuto il diciottesimo anno di età” e si protrae per 10 anni.

Essa ordina che le “indagini preliminari” in merito a qualsiasi accusa di abuso debbano essere inviate all’ufficio di Ratzinger, il quale ha l’opzione di inoltrarle a tribunali privati, nei quali la “funzione di giudice, promotore di giustizia, notaio e legale rappresentante possono essere validamente assunte, in questi casi, solo da preti“.

“Casi di questo genere sono soggetti al segreto pontificio“, conclude la lettera di Ratzinger. Infrangere il segreto pontificio in un qualsiasi momento dei 10 anni in cui la giurisdizione ha effetto comporta sanzioni, compreso il pericolo di scomunica.

Alla lettera fanno riferimento documenti relativi ad una causa legale intentata precedentemente durante quest’ anno nei confronti di una chiesa in Texas e nei confronti di Ratzinger da due presunte vittime di abuso. Inviando la lettera, gli avvocati, agendo in nome delle presunte vittime, sostengono che il cardinale ha cospirato per intralciare la giustizia.

Daniel Shea, l’avvocato delle due presunte vittime, il quale ha scoperto la lettera, ha detto: “Parla da sola. Vi dovete chiedere: perche non fate iniziare la conta degli anni fino a quando il bambino non ha 18 anni? E’ un’ostruzione alla giustizia.”

Padre John Beal, professore di diritto canonico alla Catholic University of America (università cattolica d’America), rilasciò una deposizione giurata l’8 Aprile dell’anno scorso, nella quale ammise a Shea che la lettera estendeva la giurisdizione e il controllo da parte della chiesa ai crimini di violenza sessuale.

La lettera di Ratzinger era controfirmata dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone, che rilasciò un’intervista due anni fa, nella quale lasciò intendere l’opposizione della chiesa a consentire ad agenzie esterne indagini in merito ad accuse di abusi.

“Secondo me, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che ha ammesso il crimine di pedofilia è priva di base“, ha detto Bertone.

Shea criticò l’ordine per il quale le accuse di abusi debbano essere investigate solo all’interno di tribunali segreti. “Stanno imponendo procedure e segretezza su questi casi. Se le autorità scoprono il caso, possono occuparsene. Ma non si può indagare un caso, se non lo hai mai scoperto. Se si riesce a mantenerlo segreto per 18 anni più 10 il prete ha il tempo di farla franca“, aggiunge Shea.

Un portavoce dell’ufficio stampa del Vaticano, una volta messo al corrente dei contenuti della lettera, si è rifiutato di commentare. “Questo non è un documento pubblico, perciò non vorremmo parlarne”

Jamie Doward, corrispondente in affari religiosi
Domenica 24 Aprile, 2005
Traduzione di anonimo italiano
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Sex crimes and the Vatican e l’Avvenire

1 Giugno, 2007

Postato in Avvenire, Società, Stampa | Commenta questo articolo »

padre o’gradyTra le varie risposte al famoso Sex crimes and the Vatican, il video in cui vengono discussi i casi di crimini a sfondo sessuale nei confronti di minori da parte di prelati e di come la Chiesa insabbiasse queste sozzure, mi sono imbattuto nell’articolo del buon Andrea Galli il quale, comicità involontaria a parte, mi fa riflettere e mi inquieta, a cominciare dal titolo: “Infame calunnia via Internet”. Non ti sembra un po’ sopra i toni?
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