Una grande occasione per la Spagna, un’idea per l’Italia
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La fiducia riconfermata e cresciuta nei confronti del premier spagnolo che ha legiferato su aborto, divorzio, matrimoni omosessuali e ora di religione, introducendo in Spagna una ventata di aria fresca che il paese ha apprezzato, dovrebbe essere vista dalla classe dirigente italiana come una traccia. Ora che Zapatero è di nuovo alla guida del paese, la Spagna avrà una grande occasione: consolidare i valori della laicità nel comune sentire del popolo spagnolo.
Mi auguro che anche il nostro centro-sinistra, coadiuvato dall’esperienza Radicale, inizi questo percorso e che riesca a spostare lo zeitgeist italiano verso una maggiore indipendenza etica e politica: vorrei svegliarmi in un paese in cui un candidato possa dire: “anche i vescovi devono rispettare la legge” e che questa legge non preveda l’attuale gestione dell’8×1000, l’esenzione dall’ICI, gli insegnanti delle scuole pubbliche nominati dai vescovi e tutti quei privilegi che l’eccellente Curzio Maltese ci ha illustrato su Repubblica. Spero in una legge chiara su coppie di fatto e unioni omosessuali, spero in una regolamentazione inequivocabile riguardo a RU486 e pillola del giorno dopo, spero in norme precise in materia di eutanasia e testamento biologico, spero in punizioni esemplari per contrastare discriminazione e omofobia.
Zapatero ce lo ha confermato: “Si può fare”. Si può vincere senza Bertone e senza Binetti. Si può vincere anche senza il placet del Vaticano. Si può legiferare in aperto contrasto con ciò che la CEI ci vuole imporre e lo si può fare guadagnando consenso.
In democrazia, anche il papa è solo uno degli interlocutori: siamo un paese democratico e abbiamo bisogno di una politica libera che tuteli i diritti dei più deboli e non di un monarca assoluto designato da Dio che decida della legge a prescindere da chi sieda in Parlamento.
Ridate a Cesare quel che è di Cesare
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90.000 immobili, tra i quali costosissimi collegi e scuole private, palazzoni affittati a prezzi stratosferici, cliniche, case di riposo, ostelli di lusso e bed & breakfast per un valore di decine di MILIARDI di euro.
La chiesa possiede circa un quinto degli immobili italiani.
Se al Vaticano non fossero concessi i privilegi fiscali dei quali attualmente gode (dogana, esenzione imposta persone giuridiche, esenzione ICI, 8×1000, …), lo stato italiano recupererebbe una somma che ammonta a quasi la metà della finanziaria 2006.
Dobbiamo aspettare l’intervento dell’UE per riavere i nostri soldi?
Devo per forza pagare il doppio delle tasse per finanziare una ONG che persegue scopi che non condivido?



