Gli squadroni della morte della Lega Nord

25 dicembre, 2007

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Alla voce “Squadrone della Morte”, Wikipedia scrive:

Con squadrone della morte viene indicato un gruppo di persone armate che agiscono con il fine di assassinare civili, solitamente inermi, perseguendo, usualmente, fini politici.

Il termine viene spesso ricondotto ad organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature o regimi basati sulla repressione e l’autoritarismo. Gli obiettivi degli squadroni della morte possono essere gruppi, esponenti o autorità politiche, religiose, istituzionali o sindacali, così come dissidenti, ribelli, gruppi etnici o sociali, ma anche bambini di strada, attivisti, operatori sociali e tante altre categorie di civili. I metodi di queste esecuzioni arbitrarie e extragiudiziali di solito si contraddistinguono per ferocia e brutalità, includendo torture, stupri, rapimenti e sequestri.

Semplificando, per essere uno squadrone della morte, bisogna:

Ciò che manca alle squadre armate di vigilantes, che la Lega sta istituendo a Musile di Piave, è solo il terzo punto.

E’ abbastanza prevedibile che non mancheranno occasioni per superare questo dettaglio, dato che in quelle zone il 10% della popolazione è costituita da extracomunitari e che la Lega, a scopo elettorale, sta diffondendo una sottocultura che fomenta odio e accanimento verso chi si percepisce diverso o estraneo come chi ha la pelle di colore diverso, come chi è omosessuale o come chi parla un’altra lingua.
Il sindaco di Musile di Piave si chiama “Forcolin”, nomen omen.

Un altro splendido esempio di questa vergogna, tanto per cambiare, ce lo fornisce il sindaco in nero Giancarlo Gentilini che, con una scusa, fa sgombrare da un luogo privato alcuni fedeli musulmani mentre stavano pregando e giustifica lo scempio dicendo:

Era un tumore che poteva degenerare in metastasi, noi l’abbiamo estirpato

Giancarlo Gentilini – fonte : La Republica

.

Immagina una persona semplice, carica di sentimenti ostili, in un contesto culturale che instilla odio xenofobo e tende a minimizzare, se non a giustificare, gli episodi di violenza (verbale, mentale e anche fisica, vedi Borghezio che da fuoco ai pagliericci e che picchia un bambino extracomunitario) quando viene perpetrata nei confronti degli immigrati, immaginalo con un manganello o una pistola in mano, immaginalo in branco con altri soggetti di comuni vedute, immaginalo legittimato da una divisa e da un distintivo, immagina che di notte incroci un extracomunitario, magari ubriaco, o semplicemente triste o arrabbiato, metti che volino due parole in più, metti che comincino a litigare.
Anche una persona di mediocre intelligenza può dedurre come possa andare a finire.

Veneti, è questa la cultura che rivendicate come eredità della Serenissima? Le squadracce? I manganellatori? Gli ultras della xenofobia legalizzati e armati a spese del contribuente? Gli squadroni che ti macchiano la porta con un segno in codice?

Come siete caduti in basso …

La Lega continua a realizzare questa lurida strategia di consenso alimentando i sentimenti meschini d’odio, inciviltà e violenza, mentre il Nord Italia sembra sempre meno simile all’Europa e sempre più preoccupantemente indirizzato verso l’Iran degli omosessuali impiccati, il Sudafrica degli scontri di Soweto e il Cile della Carovana della Morte di Pinochet.

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Ci facciamo sempre riconoscere

13 settembre, 2007

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europa padaniaMario Borghezio ha inanellato una sfolgorante carriera politica che, da membro di Ordine Nuovo, il movimento neo-fascista di Rauti lo ha visto diventare presidente del parlamento dell’autoproclamata Repubblica Padana e subito dopo eurodeputato.

Che questo delinquente sia uno che se le tira addosso, lo capirebbe anche una mente mediocre.

A fronte di questa banale riflessione, mi chiedo: “Tra tutti i posti possibili al mondo proprio a Bruxelles dovevamo mandarlo a fare rissa? Proprio mentre rappresenta l’Italia in Europa? Perché dobbiamo farci sempre riconoscere?

La Farnesina non dovrebbe chiedere spiegazioni, ma dovrebbe scusarsi, perché li, a violare la legge belga e a farsi arrestare assieme a una trentina di giovanotti con bomber, anfibi e testa rasata, guidati da un esaltato con un crocifisso in mano, ce lo abbiamo mandato noi.

Per questo motivo ho deciso di scrivere una e-mail di scuse indirizzandola al presidente della Commissione Europea, Pöttering, al sindaco di Bruxelles, Thielemans, e, per conoscenza, al ministro D’alema.
Se volete che vi aggiunga alla lista dei mittenti, fatemelo sapere.

Dear President and dear Mayor,
I wish to apologize, as an Italian, for the unbecoming behavior of Mario Borghezio and to convey my personal esteem and approval to the action undertook by local police.

Sorry for we have voted for Member of the European Parliament someone who came and break your law, as he repeatedly did with our one.

Even though I didn’t vote such a scumbag, I feel partially responsible for this regrettable circumstance and I sincerely hope that the immunity granted to the Members, that in my humble opinion should not apply for individuals caught in the act of common crimes, could be in this case bypassed and that Belgian justice will do where Italian common sense failed.

Gentile Presidente e gentile Sindaco,
Come italiano desidero porgere le mie scuse per il disdicevole comportamento del nostro parlamentare Mario Borghezio e per testimoniare la mia personale stima e approvazione per l’azione messa in essere dalla polizia locale.

Scusateci per aver eletto a parlamentare europeo una persona che è venuta a violare la vostra legge, cosi’ come ha già ripetutamente fatto con la nostra.

Anche se non ho votato per tale farabutto, mi sento parzialmente responsabile per questa spiacevole circostanza e spero sinceramente che l’immunità garantita agli eurodeputati, che a mio modesto parere non dovrebbe applicarsi di fronte a individui colti in flagranza di reati comuni, possa essere in questo caso evitata e che la giustizia Belga riesca dove il buon senso Italiano ha fallito.

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La Lega è pericolosa e va fermata

10 agosto, 2007

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Oggi il sindaco in nero di Treviso si è esibito in un’altra oscenità.


Al parcheggio dell’ospedale “Ca’ Foncello” di Treviso, gli scambisti sono per lo più eterosessuali, tant’è che la denuncia dei cittadini parlava di prostitute e scambisti, perciò le becere parole del sindaco hanno chiaramente carattere propagandistico.

Mi spiego meglio: avesse detto che si sarebbe occupato delle coppiette e delle prostitute, la cosa non avrebbe fatto notizia e non sarebbe finita sui quotidiani nazionali, poiché scambisti e prostitute si trovano ovunque in Italia.

No! Egli ha preferito parlare di “pulizia etnica contro i culattoni”.
Se qualcuno ha qualche dubbio sul significato dell’espressione “pulizia etnica”, questo filmato può aiutare a capire.


Questi sono gli scenari di cui parla la Lega.
Questi sono i bassi istinti che questi irresponsabili solleticano nell’elettorato analfabeta del Veneto: l’omofobia, la violenza, la xenofobia, l’odio razziale.
L’odio è il vero carburante elettorale di questa ottusa fazione politica, inconsapevole di invocare spettri che nessuno vorrebbe mai più vedere.

Dei rischi legati a questa sottocultura ne ho già parlato, ma più li guardo e più mi ricordano orribili incubi del passato.

Dobbiamo fermarli.

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Ecco la razza padrona, nel neo-medioevo pre-fascista del Nord-est

24 luglio, 2007

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Ho provato profonda rabbia, leggendo la notizia della famiglia che si allontana con indifferenza dopo che un extracomunitario annega per salvarle i figli.
La rabbia di chi non può fare nulla contro ottusi fomentatori di odio e intolleranza, la rabbia di chi è impotente di fronte alla bieca ignoranza di quelli che credono di essere un popolo ma che, in realtà, sono solo un’ orda di nuovi barbari carichi di odio e inciviltà.

La realtà del nord-est è un bacino elettorale per le più abbiette idee politiche, specchio di una società da sempre politicamente analfabeta.

E’ la fucina di una nuova e pericolosa dittatura.
E’ qui che sta incubando il seme del nuovo regime xenofobo.
E’ questo il bozzolo in cui la larva del totalitarismo sta lentamente ma inesorabilmente terminando la sua metamorfosi, nutrita dalla diffusa ignoranza e da chi sistematicamente instilla odio razziale per poi cavalcarlo a ridosso delle elezioni.

Vi faccio notare come in questi articoli venga bellamente omesso ogni riferimento all’indifferenza manifestata dalla famiglia dei bambini tratti in salvo dal bosniaco morto annegato e dal marocchino.

Non posso credere che nella redazione del Gazzettino non giungano i comunicati ansa, o adnkronos e comunque non ci sia uno straccio di connessione a internet. Non posso credere che la Repubblica, che non è presente nel territorio, sia a conoscenza di fatti avvenuti a Cortellazzo più del Gazzettino.
Perché si omette la notizia della famiglia veneta che si allontana ignorando l’extracomunitario che ha salvato i bambini e la famiglia in lacrime dell’altro extracomunitario che ha dato la vita per la medesima ragione? Potrebbe questa notizia insinuare il dubbio che anche, per dirla alla Borghezio, un “porco extra-comunitario musulmano” possa darci lezioni di civiltà? Farebbe male all’elettorato della Lega guardare in faccia un’altra umanità, di gran lunga più umana del “glorioso popolo veneto”?

Vi dico questo: vi prometto che sono privo di odio razziale

Adolf Hitler
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Attenti allo sceriffo!

25 giugno, 2007

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the good the bad and the ugly“Lo Sceriffo” è il soprannome del sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, anzi, dell’ex-sindaco, attualmente “pro-sindaco” e, se vogliamo, anche “facente vece di sindaco“. Mi spiego meglio: a Treviso c’è un signore che tutti chiamano “sindaco”, che si comporta come se fosse il sindaco e che prende le decisioni che dovrebbe prendere il sindaco. L’unico dettaglio anomalo è che questo signore non è il sindaco!

Tutto ciò è frutto di un’operazione ai limiti della legalità compiuta dal Carroccio di Treviso per poter mantenere il suo candidato “caldo”, a sfregio della legge che prescrive l’impossibilità a candidarsi dopo due mandati consecutivi, proprio per evitare quello che sta succedendo li. Vi giuro che non sto scherzando.
D’altronde come non dare atto ai trevigiani che un sindaco così dovrebbe inorgoglirli?
Dopo aver fatto togliere le panchine dal parco per evitare che gli immigrati vi sedessero, dopo aver solennemente dichiarato in consiglio comunale: “el buso se buso” (’il buco è buco’) mentre si parlava di stupri, si è da poco prodotto in un’ordinanza comunale che vieta l’esposizione delle lanterne rosse ai ristoranti cinesi, motivando la decisione con una perla di cultura politica:

Le lanterne non c’entrano nulla con Treviso.
Treviso è una città veneta e padana, non è una città orientale.

Mi domando come mai non se la prenda con McDonald’s, pur non essendo Treviso una città americana. Che sia per motivi di DINERO? … naaa …
Andiamo altrove … prendiamo l’autostrada … A proposito, Gentilini, siccome, parlando delle lanterne, hai tirato in ballo il decoro della città, per quale ragione nessuno ha ancora cancellato la scritta “Bravo Zaia” dal cavalcavia che conduce alla tangenziale? Se non sbaglio, quella scritta è lì, in una zona ad alta visibilità, da più di due anni. Se ci fosse stato scritto “Bravo Maradona”, la scritta si troverebbe ancora li, intatta, come quella che tuttora continua a fare propaganda al Presidente della Provincia della tua area politica?

OK … prendiamo l’autostrada e andiamo a Parma, dove un’altra perla ci attende: il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, e il Commissario cittadino, sempre del Carroccio, Zorand hanno messo una taglia(!) di mille euro su uno scippatore.
Una taglia! Come nei film di cowboys!
A Parma non mi fermo nemmeno: non vorrei essere preso di mira da qualche cacciatore di taglie. Corvo Verde non avrà il mio scalpo.

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Scampagnata al Colle

22 giugno, 2007

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La sovrapposizione di un evento degli ultimi giorni con altri fatti più rilevanti non ci ha dato modo di coglierne la preziosità.
Per brevità e chiarezza lo presento sotto forma di dialogo aggiungendo qualche didascalia e sintetizzando o parafrasando dove necessario.

Scena1: poco prima delle provinciali

Scena 2: il centro-sinistra vince a Genova e Berlusconi annuncia che salirà al colle.

Scena 3: I nostri eroi escono dall’ufficio del Presidente Napolitano ostentando spavalderia, come se gliele avessero cantate.

Scena 4: il Presidente della Repubblica risponde

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Discussione al Senato sulla rimozione di Speciale

7 giugno, 2007

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CalderoliScene vergongose al senato. Senatori pagati da noi che si fanno sentire in diretta televisiva mentre fanno il tifo, guardando una partita di calcio.Scene di senatori che espongono striscioni, che urlano, che insultano, che fanno cori da stadio, che danno spettacolo indecente di se e del Senato.

Il senatore Calderoli, autore per sua stessa ammissione di leggi-porcata, che già ci ha ha fatto profondamente vergognare di essere italiani quando ha parlato della nazionale francese di calcio come una squadra, cito testualmente, di “negri, musulmani e comunisti“, che già ci ha fatto profondamente vergognare di essere italiani quando, da ministro della Repubblica, si è mostrato con una maglietta con disegnate le vignette su Maometto che già avevano offeso i mussulmani e che fu costretto a dimettersi (nemmeno Berlusconi lo ha più voluto, peggio di Previti) mentre la polizia libica sparava sulla folla di manifestanti che protestava davanti all’Ambasciata Italiana a Bengasi, ci ha fatto profondamente vergognare di essere italiani ancora una volta producendo in un ordine del giorno che è uno sputo in faccia all’istituzione della quale fa parte:

Il Senato, udito il dibattito odierno, esprime fiducia sull’operato del vice ministro Visco e impegna il Governo ad intraprendere iniziative amministrative contro gli ufficiali della Guardia di finanza che, nell’ambito dell’autonomia loro garantita, non si dimostrino asserviti alle direttive dell’Esecutivo

Dopodichè, per richiamarne il contenuto prima della votazione, lo illustra in questo modo:

… questo è l’ordine del giorno che esprime la fiducia al vice ministro Visco. Voglio vedere se i colleghi della maggioranza confermano o meno tale fiducia …

Dixit.
La fiducia a Visco?! Asserviti?! Vuole vedere se la maggioranza lo vota o no?!
Ma cosa sta succedendo?!
Calderoli dovrebbe essere rispedito a Bergamo a fare il dentista, che già è un’attività troppo nobile per tale elemento.

E’ ora che la finiamo di farci prendere per il c..lo da questa feccia che invece di fare il proprio dovere di senatore spreca tempo e danaro pubblico per scrivere immondizia e per pronunciare spropositi!

Questa gente offende la nostra intelligenza e ci deruba percependo stipendi da senatore che noi paghiamo per fare giochetti quando dovrebbe occuparsi dei problemi del Paese.

Il lavoro del parlamentare, come dice la parola stessa, è parlare, convincere, far cambiare idea, trovare soluzioni, discutere i problemi nel merito e con trasparenza, spostare opinioni e non fare giochetti di parole, tendere tranelli e impantanare i lavori del parlamento presentando mozioni e ordini del giorno sciocchi, assurdi, ridicoli o, peggio, strumentali, rendendo così la politica oscura e farraginosa.

La strategia dell’opposizione è chiara: gioco allo sfascio. Dall’inizio legislatura non c’è stata una sola iniziativa da parte dell’opposizione rivolta al bene del Paese. Ogni singolo gesto è stato perpetrato allo scopo di rallentare, ostacolare, impedire l’andamento dei lavori, il tutto a spese nostre.
Sono disgustato dal vedere questi farabutti mentre si ingozzano a sbafo di danaro pubblico come porci attorno a un trogolo per perseguire gli interessi di una piccola parte.

Sbaglia l’opposizione quando dice che in Senato si lavora poco, sbaglia la maggioranza quando dice che si lavora: la realtà è che il Senato non fa niente.

Roberto Calderoli

Il primo bene di un popolo è la sua dignità

Camillo Benso Conte di Cavour
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