Italia: l’ombra del fascismo
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Vi propongo la traduzione completa dell’articolo del Guardian: Italy: Fascism’s shadow, affinchè riflettiate su quanto serio sia il rischio che la nostra nazione sta correndo.
I neretti sono miei.
Italia: l’ombra del fascismo
tradotto da Italy: Fascism’s shadow – The Guardian
L’obbiettivo centrale di Silvio Berlusconi come Primo Ministro Italiano è a lungo apparso smaccatamente e vergognosamente ovvio. Fin dal momento in cui si è fatto strada nel vuoto politico creato nel 1993 dallo scandalo della corruzione politica a destra e dal simultaneo collasso dei comunisti Italiani a sinistra, Berlusconi ha usato la sua posizione politica e il suo potere per proteggere dalla legge sé stesso e il suo impero mediatico. Durante il più lungo dei suoi mandati come Presidente del Consiglio, Berlusconi non solo ha consolidato il suo già forte controllo nell’industria mediatica Italiana – ne possiede circa la metà – ma ha anche approvato leggi che gli garantiscono immunità dall’azione legale. Poi, quando quella legge venne giudicata incostituzionale, Berlusconi, nuovamente eletto, la ripropose l’anno scorso sotto altra forma e riuscì a farla promulgare come legge.
Il successo di Berlusconi deve qualcosa alla sua personale audacia e molto alla sempre più intensa debolezza dei suoi avversari. La sinistra Italiana, in particolare, non è riuscita a costruire un’opposizione efficace. Tuttavia l’ultima iniziativa di Berlusconi – la fusione nel suo nuovo movimento, Il Popolo della Libertà, formalizzata ieri, del suo partito, Forza Italia, con Alleanza Nazionale, che deriva direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolini – potrebbe lasciare un segno nella vita pubblica Italiana più duraturo di ogni altra cosa fatta dal magnate populista.
A differenza della Germania postbellica, l’Italia postbellica non si è mai propriamente confrontata con il suo retaggio fascista. Il risultato è che, mentre il neofascismo non è mai seriamente riaffiorato in Germania, in Italia ci sono state importanti continuità – tra le quali le leggi ereditate dell’era mussoliniana e la rinascita postbellica del partito Fascista, sotto nuovo nome – nonostante la formale pubblica cultura antifascista Italiana. Queste continuità sono ora diventate più forti. E’ un giorno di vergogna per l’Italia.
Tuttavia AN ha intrapreso importanti cambiamenti in 60 anni. Il suo leader, Gianfranco Fini, ha dismesso la vecchia veste politica e ha condotto il partito verso il centro. Ha lavorato per 15 anni come alleato di Berlusconi.Parla della necessità di dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo e sostiene la causa di un’Italia multietnica – posizioni che Berlusconi fa fatica a conciliare con le sue campagne populistiche contro zingari e immigrati e con la sua predilezione al razzismo morbido.
Nonostante le sue distanti origini liberali, l’Italia moderna è un paese di destra.Tuttavia è un pensiero scioccante che ci sarà un capo di governo tra i 20 leader mondiali al summit economico di Londra di questa settimana che ha ricostruito la sua base elettorale sulle fondamenta poste dai fascisti e che sostiene che, come risultato, la destra sarà probabilmente al potere per generazioni.
Ti ricordi quella piazza?
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Il Ministro Brunetta sostiene che gli studenti dell’Onda sono dei “guerriglieri, e verranno trattati come guerriglieri”.

I frutti dell’incarico – The Economist
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L’Economist snocciola una dietro l’altra alcune recenti iniziative del governo Berlusconi. L’immagine finale risulta inquietante.
Questo è ciò che all’estero traspare dell’Italia nelle pagine di uno dei più autorevoli e popolari magazine di approfondimento politico al mondo: una nazione che, inconsapevolmente, si sta sottomettendo a un regime.
I frutti dell’incarico
Il governo redige nuove leggi per limitare la Magistratura
Traduzione dell’articolo “The fruits of office” – The Economist
Silvio Berlusconi è un uomo perseverante. Due mesi dopo aver vinto le elezioni in Italia, sta cominciando a occuparsi del sistema giudiziario e di coloro che vi operano, con lo stesso vigore con cui lo faceva durante il suo precedente mandato, nel 2001-2006. Durante la campagna elettorale aveva detto che i magistrati dovrebbero essere sottoposti a esami che ne verifichino la salute mentale. Ora ulteriori attacchi alla magistratura e leggi confezionate su misura per proteggere se stesso e i suoi interessi finanziari sembrano essere ancora una volta le priorità.
Il 17 Giugno Renato Schifani, Presidente del Senato, legge una lettera di Berlusconi che supporta un emendamento proposto da due senatori che bloccherebbe per anni tutti i processi per crimini commessi prima del Giugno 2002, esclusi quelli che il governo ritiene essere più gravi. Alcuni critici sostengono che sia incostituzionale, dal momento che interferirebbe con il principio di ragionevole durata e con l’osservazione dei tempi certi. Berlusconi è imputato in un processo a Milano con l’accusa di corruzione giudiziaria, assieme a un avvocato inglese che ha contribuito a costituire una rete di società offshore per l’impero finanziario di Berlusconi. Ora che ci avviciniamo alla sua fine, questo processo rientrerebbe tra quelli che dovranno essere sospesi. L’emendamento è stato approvato dal senato il 18 Giugno.
Nella sua lettera, Berlusconi afferma di essere stato perseguito per fini politici da magistrati di estrema sinistra. Ha anche detto a Schifani di volere una legge che sospenda i processi che coinvolgono chi ricopre le più alte cariche dello stato. Schifani fu il promotore di una simile legge nel 2003, la quale venne dichiarata incostituzionale.
Le intrusioni di Berlusconi nel sistema giudiziario colpiscono anche l’uso delle intercettazioni durante le indagini. Il 13 Giugno il governo ha approvato un disegno di legge per porre un limite a cosa i magistrati possono fare e a cosa i media possono riferire. I casi nei quali le intercettazioni sono proibite includono la bancarotta fraudolenta, abuso di mercato e l’insider trading. Il governo afferma che i casi che riguardano il crimine organizzato e il terrorismo non verranno inclusi. Ma Armando Spataro, pubblico ministero a Milano, ritiene che i limiti posti all’uso delle intercettazioni potrebbero impedire le indagini sul terrorismo. E Franco Roberti, magistrato anti-mafia a Napoli, fa notare che molte indagini sul crimine organizzato partono da crimini ordinari come l’estorsione, l’usura e il contrabbando, per i quali l’ascolto telefonico sarà proibito.
Il disegno di legge imbavaglierà la Magistratura e la stampa, minacciando il carcere ai pubblici ministeri che parleranno dei casi e ai giornalisti che useranno nei loro articoli informazioni raccolte dalle indagini. Un nuovo piano che prevede migliaia di soldati che agiscono come poliziotti in città come Bologna, Trieste e Venezia appare essere una cortina di fumo per nascondere il vero approccio del governo al crimine: duro per certi reati, ma morbido per altri. Dietro alla cortina di fumo, Berlusconi sta ancora raccogliendo i frutti del suo incarico.
Prose a confronto sul processo Mills
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Questa è un estratto della lettera ufficiale che l’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’emendamento al decreto sulla sicurezza presentato da Berselli e Vizzini (condannato in primo grado per la maxitangente Enimont e prescritto in secondo grado) che de facto gli garantirebbe prescrizione e impunità per i fatti riguardanti il processo Mills. Il testo completo è disponibile sul Corriere della Sera.
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I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.
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Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.
…
E’ davvero, il Presidente del Consiglio, “ingiustamente e incredibilmente” coinvolto in un “fantasioso processo”, intentato da “magistrati di estrema sinistra” per “fini mediatici e politici” oppure esistono concreti e reali elementi in base ai quali è stato istruito il processo Mills?
I consulenti fiscali britannici devono aderire a un codice etico che impone loro di informare l’autorità qualora si trovassero di fronte a presunti reati compiuti dai loro clienti.
Eccovi la traduzione integrale della lettera che l’avvocato Mills aveva inviato al suo consulente fiscale, Bob Drennan, della Rawlinson & Hunter, e che quest’ultimo, trovandosi di fronte a un presunto reato, ha consegnato alla polizia londinese. Chi sono gli estremisti di sinistra? Il consulente fiscale inglese? Scotland Yard? Il Serious Fraud Office di Londra?
Testo originale su The Guardian.
Caro Bob,
Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.
Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B, al netto di spese e imposte.
Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.
Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).
Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.
Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.
Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.
Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.
Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.
Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.
Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.
(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)
Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.
Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.
Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).
Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.
Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.
Ti allego i documenti rilevanti.
Cordialmente, David Mills
Ecco un po’ di link di giornali britannici che trattano la vicenda.
- Focus: The minister and the £350,000 gift – Sunday Times
- Supping with Mr B – Telegraph
- British Cabinet Minister’s estranged husband is a no-show at Italian corruption trial – Daily Mail
- Jowell’s husband criticised for absence from court hearing – The Guardian
- Jowell’s husband to ‘clear name’ – BBC
La prostituzione e la politica della procrastinazione dei problemi
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A quella parte dei miei lettori che pensa che il mestiere più antico del mondo sia dare la caccia ai dinosauri devo fare una rivelazione sconvolgente …
I relatori del decreto sicurezza, Vizzini e Berselli, hanno proposto di equiparare a “soggetti pericolosi” le prostitute che esercitano sulla strada, includendole tra i soggetti passibili di reato punibile con il carcere e con il rimpatrio coatto.
Le prostitute sulle strade sono l’effetto visibile di un traffico illecito che cercherò di sintetizzare in due parole: molto spesso queste ragazze sono state attratte in Italia da paesi poveri con promesse di occupazione e, una volta varcato il confine, sono state private dei documenti, malmenate, stuprate e ridotte in uno stato che possiamo definire di schiavitù attraverso ricatti e minacce, spesso nei confronti dei familiari più prossimi.
L’effetto diretto di questo emendamento, ammesso che possa essere applicato, sarà un maggiore turn over di ragazze, perché i clienti ci saranno sempre, così come ci sono sempre stati fin dall’inizio della storia, e gli sfruttatori di certo non riconvertiranno la loro attività a fronte di una legislazione che colpisce le vittime di questo traffico.
Molte ragazze verranno espatriate e perciò gli sfruttatori avranno bisogno di nuova “merce”, il che significa più ragazze rapite e schiavizzate. In poche parole, a seguito di questo decreto, vedremo come al solito le prostitute nei viali, ma i volti di queste tragedie cambieranno spesso.
Ovviamente il problema non verrà risolto: la prostituzione non si può abolire, al massimo si può togliere dal cono d’ombra dell’illegalità, regolamentandola.
Prostitute sempre ce ne sono state e sempre ce ne saranno, così come sempre ci saranno i loro clienti.
La situazione rimarrà tale e si continuerà a percepire il bisogno di quelli che adottano questo finto e ostentato pugno di ferro che si abbatte sempre sul più debole e lascia intonse le vere cause del problema, che si potranno riutilizzare nella prossima campagna elettorale.
“Immigrants’ Italy Problem” – Traduzione dell’articolo del Wall Street Journal
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Un articolo che dice un sacco di ovvietà che, a quanto pare, per gli Italiani non sono poi così ovvie. Ronde, vigilantes, roghi, … queste parole mi richiamano alla mente immagini raccapriccianti. Spero che questa isteria collettiva passi in fretta, prima che si inneschi una spirale di violenza.
A proposito, pare che la storia del Rom che tenta di rapire una bimba fosse una montatura.
Il problema Italiano degli immigranti
L’Italia è ancora infiammata dalla retorica anti-immigrato e dalla violenza. Alcuni recenti attacchi ai Rom, meglio noti come Zingari, sono un’importante prova per l’allargamento dell’UE e per le politiche dell’immigrazione, cosi come lo sono per il nuovo governo di Silvio Berlusconi.
A Napoli, alcuni residenti arrabbiati hanno incendiato due campi Rom, costringendo chi era accampato a fuggire e mettersi in salvo. La causa scatenante è stata il tentativo da parte di un giovane Zingaro di rapire una bambina Italiana. Ma i vigilantes sembrano convinti che i Rom siano tutti dei criminali incalliti – convinzione che i politici sembrano semplicemente troppo felici di assecondare. Tutto ciò avviene in una città così sfregiata dalla mafia da vedere immondizia non raccolta che si accatasta per mesi nelle strade.
Le reazioni violente nei confronti dei nuovi arrivati si estende a Roma, Milano e in altre parti d’Italia. In tutta la nazione la Polizia ha usato la mano pesante nei confronti degli immigrati clandestini, che Berlusconi, che non si è mai lasciato sfuggire un’occasione per cavalcare l’onda del populismo, ha paragonato a un “esercito del male”.
Gli Zingari non sono l’unico gruppo perseguitato. Anche i Romeni – che si sono trasferiti in Italia in massa prima e dopo che la loro nazione entrasse a far parte dell’UE, l’anno scorso, e che ora costituiscono l’1% della popolazione – sono stati presi di mira. Nelle scorse settimane sono riemerse tensioni e Bucharest ha inviato il Ministro degli Interni a Roma lo scorso Giovedì per ricordare a Berlusconi che la libera circolazione delle persone è un diritto di tutti i cittadini dell’UE.
Intanto, il nuovo Ministro degli Esteri Italiano, Franco Frattini, precedentemente Commissario europeo alla Giustizia (il che include anche le Politiche dell’Immigrazione), ha sostenuto che l’UE deve ripensare le proprie politiche sui confini aperti. In un’intervista con il quotidiano La Stampa che risale al mese scorso, Frattini ha ammesso che “la libertà di circolazione … è sacrosanta” ma ha anche suggerito una revisione della legge del 2004 che liberalizza le richieste di residenza per i cittadini di uno stato membro che desiderino vivere in un altro stato membro.
In un’intervista successiva rilasciata al Messaggero, Frattini ha detto che l’Italia potrebbe supportare la rilevazione delle impronte digitali per i cittadini dei paesi UE non inclusi nell’area-Schengen. Questa proposta equivarrebbe a un non molto sottile tentativo di escludere la Romania, che non può aderire al trattato di Schengen fino ad almeno il 2011.
Ma la selettività in merito a quali statuti europeo un membro vuole aderire, o nei confronti di quali stati essere amichevoli non dovrebbe essere in discussione. L’Italia, che si definisce uno dei più grandi sostenitori e beneficiari del progetto Europeo, deve usare cautela in questo frangente.
Anche se l’applicazione della legge è uno dei doveri principali del governo, non c’è ragione di perseguire i criminali stranieri più di quanto non si perseguano i malfattori locali. Far finta che un giro di vite solo sugli immigrati renderà l’Italia più sicura da ai cittadini un falso senso di riforma. O forse gli Italiani non si aspettano molto di più da Berlusconi, visti i magri risultati dei suoi primi due mandati a Palazzo Chigi.
Dal canto suo, troppo spesso l’UE è lenta nel dare corpo alle libertà promesse nel Trattato di Roma in cui si è fondata nel 1957. (Vengono in mente le tardive e annacquate liberalizzazioni dei servizi). Tuttavia raramente ha fatto passi indietro dopo aver perfezionato la libertà di circolazione di persone, servizi, merci o capitali.
Più delle cameriere Slovacche a Londra o degli idraulici Polacchi a Parigi, le frizioni politiche causate dalla recente onda di immigrazione verso l’Italia si accingono ad essere una prova della devozione dell’UE a uno dei suoi principi cardine. La gente di Roma propone di decidere che alcuni Europei sono più uguali di altri. E’ stato un gesto decisamente poco Europeo.
Originale : “Immigrants’ Italy Problem” – Wall Street Journal
Grazie a Luca per aver segnalato l’articolo (era dai tempi del cambio di proprietario che non leggevo più il WSJ) e l’ipotesi del finto rapimento.
Solidarietà ai docenti della “Sapienza”
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Il caro Giuseppe Regalzi di Bioetica mi segnala una petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica e al Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, per esprimere solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere, per stigmatizzare il vergognoso linciaggio morale da parte della politica e dei media al quale sono stati sottoposti i docenti che hanno de facto supplito ai compiti di garanzia che spettavano al Rettore.
Riporto il testo:
Esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra gratitudine ai docenti firmatari dell’appello affinché la partecipazione di Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico venisse annullata.
Apprezziamo la sensibilità del Papa per aver declinato l’invito; non altrettanto si può dire del Rettore Renato Guarini, che si è mostrato inadatto al ruolo che ricopre, incapace di tutelare la laicità dell’Università e il dialogo universale. Inadempiente alle sue responsabilità di garante, ha posto i firmatari del suddetto appello nella scomoda posizione di dover supplire ai compiti di garanzia che gli sarebbero stati propri e determinato una spiacevolissima situazione.
Siamo inoltre stupiti ed amareggiati per la superficialità con cui esponenti politici e istituzionali di primo piano, tra cui dispiace in particolar modo dover annoverare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro dell’Università Fabio Mussi, si sono uniti al linciaggio morale cui i firmatari dell’appello sono stati e sono tuttora sottoposti.
Infine, ci dichiariamo esterrefatti dalla devastante superficialità ed incompetenza di gran parte della stampa, che si è lanciata alla ricerca dello scoop nel migliore dei casi, o della strumentalizzazione politica nel più frequente. In particolare, è stato completamente stravolto il significato dell’appello, non certo inteso a tacitare una voce e a impedire il dialogo e il confronto, ma a tutelare il profondo significato storico e morale dell’inaugurazione dell’anno accademico, la più solenne cerimonia accademica, nella quale l’università celebra la libertà del sapere universale, idealmente libera da qualunque condizionamento e patronato.
La stragrande maggioranza dei media e dei politici stanno attuando una oscena propaganda, facendo passare l’idea che l’azione degli insegnanti sia stata un illegittimo gesto di prevaricazione e censura, quando si sa che il pontefice, oltre che disporre della facoltà di parlare a reti e giornali unificati, urbi et orbi, ha spontaneamente rinunciato alla visita, per lo più per motivi di immagine.
Firmare e diffondere questo appello, esprimendo solidarietà a questi insegnanti lasciati soli contro tutti a difendere una roccaforte sempre più in pericolo è un gesto auspicabile, se non altro per amor di verità.
Il grillo non-parlante?!
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Leggo di Alessandro che tenta di intervistare Grillo. Le reazioni del comico sono paragonabili a quelle di Mastella ad Annozero.
Ma allora è vero che si è ammastellato!
Gli squadroni della morte della Lega Nord
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Alla voce “Squadrone della Morte”, Wikipedia scrive:
Con squadrone della morte viene indicato un gruppo di persone armate che agiscono con il fine di assassinare civili, solitamente inermi, perseguendo, usualmente, fini politici.
Il termine viene spesso ricondotto ad organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature o regimi basati sulla repressione e l’autoritarismo. Gli obiettivi degli squadroni della morte possono essere gruppi, esponenti o autorità politiche, religiose, istituzionali o sindacali, così come dissidenti, ribelli, gruppi etnici o sociali, ma anche bambini di strada, attivisti, operatori sociali e tante altre categorie di civili. I metodi di queste esecuzioni arbitrarie e extragiudiziali di solito si contraddistinguono per ferocia e brutalità, includendo torture, stupri, rapimenti e sequestri.
Semplificando, per essere uno squadrone della morte, bisogna:
- Essere un gruppo di persone armate da poteri politici o religiosi
- Avere come obbiettivo un gruppo etnico, religioso, politico o sociale
- Uccidere civili inermi per fini politici, possibilmente in modo feroce e brutale
Ciò che manca alle squadre armate di vigilantes, che la Lega sta istituendo a Musile di Piave, è solo il terzo punto.
E’ abbastanza prevedibile che non mancheranno occasioni per superare questo dettaglio, dato che in quelle zone il 10% della popolazione è costituita da extracomunitari e che la Lega, a scopo elettorale, sta diffondendo una sottocultura che fomenta odio e accanimento verso chi si percepisce diverso o estraneo come chi ha la pelle di colore diverso, come chi è omosessuale o come chi parla un’altra lingua.
Il sindaco di Musile di Piave si chiama “Forcolin”, nomen omen.
Un altro splendido esempio di questa vergogna, tanto per cambiare, ce lo fornisce il sindaco in nero Giancarlo Gentilini che, con una scusa, fa sgombrare da un luogo privato alcuni fedeli musulmani mentre stavano pregando e giustifica lo scempio dicendo:
Era un tumore che poteva degenerare in metastasi, noi l’abbiamo estirpato
Giancarlo Gentilini – fonte : La Republica
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Immagina una persona semplice, carica di sentimenti ostili, in un contesto culturale che instilla odio xenofobo e tende a minimizzare, se non a giustificare, gli episodi di violenza (verbale, mentale e anche fisica, vedi Borghezio che da fuoco ai pagliericci e che picchia un bambino extracomunitario) quando viene perpetrata nei confronti degli immigrati, immaginalo con un manganello o una pistola in mano, immaginalo in branco con altri soggetti di comuni vedute, immaginalo legittimato da una divisa e da un distintivo, immagina che di notte incroci un extracomunitario, magari ubriaco, o semplicemente triste o arrabbiato, metti che volino due parole in più, metti che comincino a litigare.
Anche una persona di mediocre intelligenza può dedurre come possa andare a finire.
Veneti, è questa la cultura che rivendicate come eredità della Serenissima? Le squadracce? I manganellatori? Gli ultras della xenofobia legalizzati e armati a spese del contribuente? Gli squadroni che ti macchiano la porta con un segno in codice?
Come siete caduti in basso …
La Lega continua a realizzare questa lurida strategia di consenso alimentando i sentimenti meschini d’odio, inciviltà e violenza, mentre il Nord Italia sembra sempre meno simile all’Europa e sempre più preoccupantemente indirizzato verso l’Iran degli omosessuali impiccati, il Sudafrica degli scontri di Soweto e il Cile della Carovana della Morte di Pinochet.
Come promuovere un partito come se fosse l’iPhone
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Cosa accomuna il Partito delle Libertà all’iPhone?
Considera questa sequenza di avvenimenti:
- La Stampa dà la notizia, a mio parere fatta filtrare con maestria, al momento giusto dal posto giusto, in cui “personaggi autorevoli a lui molto vicini” danno imminente la nascita del Partito delle Libertà con Berlusconi presidente e Maria Vittoria Brambilla segretario.
- Il giorno stesso Bonaiuti smentisce ca-te-go-ri-ca-men-te parlando di “fantasie ferragostane”.
- Il giorno dopo l’Ansa passa la notizia, proveniente da “fonti autorevoli di Fi”, di Berlusconi che si accinge a registrare il logo e il nome presso un notaio.
- Sbuca fuori dalla torta la Brambilla che ha già registrato il logo e il nome presso l’Ufficio Armonizzazione Marchi dell’Ue per conto di Berlusconi e tutti, ma proprio tutti, cominciano a parlarne. Chi prende le distanze, chi ironizza, chi si smarca, chi respinge inviti, chi li accetta con riserva, chi si sente scavalcato … insomma, tutti ne parlano.
Che cosa è successo?
Ti invito a leggere attentamente l’articolo “Il marketing dell’assenza” e a provare a fare un parallelo.
Se Vittorio parla di ghost-marketing, penso che, in questi giorni, sia iniziata una ghost-campaign.



