Giovedì 24 settembre, alle 21, ricomincia Annozero
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Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.
Michele Santoro
Non rassegnarsi a queste rassegne stampa
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Nei miei appunti di oggi leggo che:
- Il governo Spagnolo afferma che la destra italiana è xenofoba.
- La Carfagna sostiene che gli omosessuali, in Italia, non sono discriminati e che non garantirà il patrocinio al Gay Pride
- L’inviata UE che era venuta in Italia per accertare le condizioni dei rom dopo le recenti vicende, riferirà a Strasburgo che in Italia non si rispettano i diritti umani di queste persone
- Il sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, comunica che “Marco Travaglio è inammissibile, a mio avviso, come figura inquadrata in un servizio pubblico”, cronaca di un’epurazione annunciata
- Famiglia Cristiana scrive che “L’aborto è un fatto di rilevanza pubblica e politica. Oggi in Parlamento ci sono i numeri per sgretolare il ‘mito della 194’. Si tratta di una maggioranza trasversale che, in primo luogo, fa appello ai politici cattolici” e subito queste parole vengono ripetute a pappagallo dal vicepresidente della Camera dei deputati, Maurizio Lupi (PDL)
- Il presidente dell’Anas, Ciucci rivela che il progetto del ponte sullo Stretto di Messina sta ripartendo e sarà una continuazione della Salerno-Reggio Calabria … chi ben comincia è già a metà della grande opera…
Proprio una giornata di … scusate … la cena …
Dicevo … se cominciamo così bene, figuriamoci come continuerà. Tenete alta la guardia, occhio alle agenzie e alla stampa internazionale, che, per quanto potrò, cercherò di tradurvi.
Da oggi siamo sulle montagne.
Perché ritengo doveroso pubblicare le intercettazioni di Saccà e Berlusconi
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Ho letto molte critiche sull’operato dei giornalisti de L’Espresso che hanno pubblicato l’audio e la trascrizione del colloquio telefonico intercorso tra Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction Saccà.
Ho visto scudi alzarsi in nome della privacy, e ho sentito chi si domandava come abbia potuto il giornalista ottenere quel materiale segreto.
Non sono d’accordo con Antonio quando parla di voyeurismo: questo lo definirei “giornalismo”. Pubblicare il servizio, non solo non è un gesto morboso, ma profondamente etico e deontologicamente dovuto. Fosse stata una telefonata d’amore alla moglie o a un’amante, converrei, ma qui siamo di fronte al capo dell’opposizione che tratta attrici per senatori, sottobanco, con il dirigente di un’azienda pubblica, allo scopo di provocare una crisi di governo.
L’Espresso aveva la notizia, aveva il materiale ed è stato un preciso dovere da parte loro, come giornalisti e soprattutto come cittadini, esporre il fatto e mostrare i documenti agli elettori.
Se i giornalisti de L’Espresso riescono, dio solo sa come, a procurarsi scoop esplosivi come questo, chapeau, perché andare a rovistare nell’immondizia del potere è il lavoro del giornalista, smascherare queste trame torbide è il lavoro del giornalista, esporre i fatti e misfatti della politica all’opinione pubblica è il lavoro del giornalista, anche se in Italia non lo fa più quasi nessuno.
Non ci siamo mai stracciati le vesti per i giornali di gossip, che pubblicano quantità massicce di notizie e foto private, talvolta false, di personaggi insignificanti; non vedo la ragione per ritrovare il nostro senso del pudore proprio ora di fronte a una notizia molto più che verosimile, che riguarda le nostre istituzioni e la nostra democrazia: lo definirei sacrosanto diritto di cronaca.
Berlusconi e Saccà non stavano tubando, non si stavano scambiando figurine o confessioni intime. Stavano ordendo una crisi di governo, nell’ombra, alle spalle del popolo che ha votato il primo e indirettamente ingaggiato il secondo: la conversazione non era privata nel merito, ma trattavasi di dipendenti statali che discutevano di argomenti rilevanti per la nazione intera. Ora, grazie all’Espresso, lo sappiamo anche noi, che siamo i diretti interessati che pagano il canone ed eleggono i membri del Parlamento e altre persone avranno un’opinione differente di colui che magari avevano votato. Questa è la verità che spesso ci viene negata e che permette a quest’uomo di raccogliere quasi un terzo dei voti degli Italiani, nonostante i processi, le condanne, le prescrizioni, i trascorsi, le frequentazioni e le vecchie amicizie. Se un giornalista, una volta, la pistola fumante è riuscito a trovarla e a pubblicarla, possiamo soltanto riconoscerne la bravura, perché dal 1991 ad oggi nessuno ha mai prodotto un documento così convincente.
I giornalisti hanno svolto egregiamente il loro compito: se gli Italiani hanno bisogno di origliare alla porta di Berlusconi e sentirlo mentre mercanteggia attricette per senatori, Barbarossa per Bossi, mentre impasta e rimescola le puledre di un politico con i voti del Parlamento degli Italiani e con la televisione di stato per convincersi del fatto che questo candidato sta facendo mercanzia della nostra Italia, ben vengano i documenti-shock; non vedo perché indignarsi del voyeurismo, quando dall’altra parte abbiamo un’attentato alla democrazia.
Lo chiedo a chi è giornalista di professione: se una vostra fonte vi avesse fornito questo documento, lo avreste pubblicato?
Lo chiedo a coloro i quali mi seguono, che sono elettori e cittadini: è giusto che questi fatti si sappiano e che questo documento sia ora pubblico?
Mastella il buon (demo)cristiano
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Sono curioso di sapere quali sono, nell’opinione dell’on.Mastella i limiti di reddito entro i quali è legittimo “prendersela con la politica”.
Mi sto riferendo alle recenti esternazioni del ministro del attuale governo Prodi ed ex-ministro del governo Berlusconi relative alla polemica recentemente montata attorno a una puntata di Annozero, in cui il ministro rimproverava polemicamente a Michele Santoro di, appunto, “prendersela con la politica” pur avendo un reddito annuo elevato. Francamente non vedo il nesso: se la politica fa male il proprio lavoro, rivendico il diritto e il dovere di criticarla a prescindere dal mio reddito.
All’uopo, poichè il mio reddito mi consente di prendermela a morte con la politica, citerò Santoro, facendo mio il suo legittimo sfogo:
L’arroganza della politica è diventata insopportabile. Dovete abituarvi di nuovo a discutere con la gente, a parlare con chi vi critica. Basta! E’ insopportabile questa concezione della politica.
Bravo Michele! E’ davvero ora che si riabituino a discutere, che finalmente a domande chiare diano risposte chiare e non monologhi fuorvianti. Mai come ora i cittadini sono distanti dalla politica, e la prepotenza e l’arroganza dimostrata dal ministro, e le successive sparate presso i vari dirigenti della RAI in merito alla questione di certo non depongono a suo favore. Prima eviti le domande scomode e poi te la prendi con il giornalista che te le ha fatte? Ma dico io …
Il Senatore della Repubblica, dopo aver dribblato con democristiana agilità precise e pertinenti domande, ha deciso di guadagnare platealmente l’uscita, probabilmente per evitare di dover rispondere a un ragazzo di 21 anni e dover compiere acrobazie retoriche troppo complesse: l’argomento in causa riguardava la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La dietrologia in questo caso si impone: non credo che sia stata un po’ di satira del buon Vauro a indurlo a questo gesto. Il motivo si trova altrove ed è da cercarsi nel fatto che il ministro era palesemente in difficoltà nel sostenere le proprie tesi, delle quali, secondo me, non ne è convinto neppure lui.
A me è rimasta la curiosità di sentire le risposte ad alcune delle domande poste:
- In virtù di che giurisprudenza una coppia di fatto, eterosessuale od omossessuale, può tutelarsi e vedersi garantiti diritti in merito a questioni di eredità, trattamento sanitario, assistenza ospedaliera, espianto organi, decisioni in merito a trattamenti sanitari, subentro a contratti d’affitto, etc.? Mi spiego meglio: come posso io, convivente non sposato, eterosessuale o meno, vedermi riconosciuto diritti quali assistere il/la mio/a partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciargli/le in eredità il mio patrimonio senza maggiori spese fiscali?
- Come giustifica il fatto che, pur essendo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo molto chiara in merito alla necessità di riconoscere a chiunque diritti, tra i quali anche il diritto a sposarsi, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, l’Italia non mi riconosce nemmeno la facoltà di tenere la mano del/della mio/a compagno/a morente? Se non lo giustifica, come intende adoperarsi per porre fine a questa vergognosa violazione di un diritto universale?
- Il mio diritto a tenere la mano del/della mio/a compagno/a morente di cosa priva la famiglia tradizionale?
Ho appena inviato una mail al ministro, al quale pongo nuovamente queste domande, aggiungendone una personale:
Signor Ministro, lei si definisce un uomo di fede, un uomo che appartiene alla chiesa degli emarginati, alla chiesa dei poveri e ha fatto riferimento a Madre Teresa per citarne un esempio. La figura a cui ogni cristiano si ispira, o dovrebbe ispirarsi, è Gesù. Secondo lei, Gesù e Madre Teresa mi avrebbero consentito di tenere la mano del mio compagno morente? Qualora la sua risposta fosse negativa, la prego di indicarmi il passo del vangelo dal quale lo evince.
Non confido in una risposta, e men che meno in una risposta chiara…
L’amore comincia prendendosi cura delle persone che più ci sono vicine: quelle a casa.
Madre Teresa
Il secondo è questo: ama chi ti è vicino come te stesso. Non esiste legge più grande di questa.
Marco (12:31), tradotto liberamente dal greco
“Questo è davvero influente,” disse il Re, rivolgendosi alla giuria. Stavano per iniziare a scriverlo nelle loro lavagnette, quando il Coniglio Bianco interruppe: “Volevate certamente dire INinfluente, Vostra Maestà”, disse in tono rispettoso, ma aggrottando le sopracciglia e facendogli delle smorfie.
“Intendevo ininfluente, naturalmente”, disse il Re in tono astioso, e cominciò a ripetersi sottovoce, “influente–ininfluente–ininfluente–influente–” come se stesse provando quale parola suonasse meglio.
Alcuni membri della giuria scrissero “influente” e altri “ininfluente”. Alice potè vederlo, poichè si trovava abbastanza vicina da sbirciare nelle lavagnette; “ma non importa niente”, pensò tra se e se.
Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”
BBC Sex crimes and the Vatican e AnnoZero
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Saluto con gioia la decisione del direttore della RAI di dare il via libera ad AnnoZero per l’acquisto e la trasmissione del documentario della BBC “Sex crimes and the Vatican“, in particolare per l’esplicito richiedere la presenza di autorevoli esponenti della Chiesa, in quanto penso che ciò che più mi interessa ora è sentire la loro versione, le loro risposte, poichè, oltre ad aver rifiutato interviste alla BBC durante il montaggio di questo documentario, anche dagli organi ufficiali, nessuna risposta degna di considerazione è stata ad oggi fornita.
Al di la dei documenti, alcuni tra i quali estremamente convincenti, come il video della testimonianza di Padre Oliver O’ Grady durante il processo in cui mostra apertamente come usasse adescare bambini e bambine al fine di ottenere piaceri sessuali o il video dell’intervista rilasciata dal Pubblico Ministero di Phoenix Rick Romley (“district attorney”, erroneamente tradotto nel video “avvocato”) in cui racconta come il Vaticano attivamente depistasse e ostacolasse le indagini, la critica, anzi, l’accusa che viene mossa a Santa Romana Chiesa è quella di aver tentato di far passare sotto silenzio e copertura questa mondiale vergogna al fine di preservare la propria facciata ed evitare scandali.
Ciò a cui presterò maggiore attenzione sarà la ricerca della risposta ad alcune domande:
- Sapeva la chiesa che Padre Oliver O’Grady, come gli altri prelati, era un pedofilo e che per decenni abuso di minori?
- Fu la Chiesa a proteggere Padre O’Grady e gli altri dalle autorità?
- E’ tecnicamente permesso denunciare i delitti ad autorità diverse da quella ecclesiastica in tempo utile, senza incorrere nella scomunica, alla luce dei documenti Crimen Sollicitationis e De Delictis Gravioribus?
- Ebbe il cardinale Joseph Ratzinger un ruolo nel formulare e/o far rispettare queste direttive?
- Qual era il motivo che avrebbe spinto la chiesa a trasferire Padre Sean Fortune di parrocchia in parrocchia?
- Era la Chiesa al corrente di tutti o di parte di questi crimini o ne era completamente all’oscuro?
- E’ vera la testimonianza dell’Pubblico Ministero di Phoenix, Rick Romley nel momento in cui dice che la chiesa ha attivamente impedito le indagini ponendo materiale, utile ai fini dell’inchiesta, sotto immunita diplomatica e di fatto sottraendo alla giustizia preti incriminati nascondendoli all’interno del Vaticano?
- Dove si trovano Padre Joseph Henn e gli altri preti nei confronti dei quali pende un processo per crimini sessuali, e perchè non sono stati processati?
- La Chiesa ritiene ancora validi e continuerà ad applicare i documenti Crimen Sollicitationis e De Delictis Gravioribus?
Attenzione! Sicuramente sentiremo dire cose simili a “i colpevoli sono stati allontanati”. Non fatevi trarre in inganno, perchè non è questo il punto: allontanare chi è stato pubblicamente scoperto era un atto dovuto, così come lo è prendere le distanze: anche Craxi, all’inizio di Mani Pulite, definiva il povero Mario Chiesa “un mariuolo”.
Non illudiamoci troppo: la chiesa, come al solito, invierà una persona non informata su i fatti ma molto abile a eludere le domande, a dare risposte diplomatiche, non pertinenti, fuorvianti.
Come al solito anche questa vergogna finirà nel pentolone qualunquista dell’ “è tutto uno schifo”, e il popolo bue continuerà a vivere la propria vita.



