I frutti dell’incarico – The Economist

19 giugno, 2008

Postato in Politica, Politica Interna, Traduzioni | 3 Commenti »

L’Economist snocciola una dietro l’altra alcune recenti iniziative del governo Berlusconi. L’immagine finale risulta inquietante.
Questo è ciò che all’estero traspare dell’Italia nelle pagine di uno dei più autorevoli e popolari magazine di approfondimento politico al mondo: una nazione che, inconsapevolmente, si sta sottomettendo a un regime.

I frutti dell’incarico

Il governo redige nuove leggi per limitare la Magistratura

Traduzione dell’articolo “The fruits of office” – The Economist

Silvio Berlusconi è un uomo perseverante. Due mesi dopo aver vinto le elezioni in Italia, sta cominciando a occuparsi del sistema giudiziario e di coloro che vi operano, con lo stesso vigore con cui lo faceva durante il suo precedente mandato, nel 2001-2006. Durante la campagna elettorale aveva detto che i magistrati dovrebbero essere sottoposti a esami che ne verifichino la salute mentale. Ora ulteriori attacchi alla magistratura e leggi confezionate su misura per proteggere se stesso e i suoi interessi finanziari sembrano essere ancora una volta le priorità.

Il 17 Giugno Renato Schifani, Presidente del Senato, legge una lettera di Berlusconi che supporta un emendamento proposto da due senatori che bloccherebbe per anni tutti i processi per crimini commessi prima del Giugno 2002, esclusi quelli che il governo ritiene essere più gravi. Alcuni critici sostengono che sia incostituzionale, dal momento che interferirebbe con il principio di ragionevole durata e con l’osservazione dei tempi certi. Berlusconi è imputato in un processo a Milano con l’accusa di corruzione giudiziaria, assieme a un avvocato inglese che ha contribuito a costituire una rete di società offshore per l’impero finanziario di Berlusconi. Ora che ci avviciniamo alla sua fine, questo processo rientrerebbe tra quelli che dovranno essere sospesi. L’emendamento è stato approvato dal senato il 18 Giugno.

Nella sua lettera, Berlusconi afferma di essere stato perseguito per fini politici da magistrati di estrema sinistra. Ha anche detto a Schifani di volere una legge che sospenda i processi che coinvolgono chi ricopre le più alte cariche dello stato. Schifani fu il promotore di una simile legge nel 2003, la quale venne dichiarata incostituzionale.

Le intrusioni di Berlusconi nel sistema giudiziario colpiscono anche l’uso delle intercettazioni durante le indagini. Il 13 Giugno il governo ha approvato un disegno di legge per porre un limite a cosa i magistrati possono fare e a cosa i media possono riferire. I casi nei quali le intercettazioni sono proibite includono la bancarotta fraudolenta, abuso di mercato e l’insider trading. Il governo afferma che i casi che riguardano il crimine organizzato e il terrorismo non verranno inclusi. Ma Armando Spataro, pubblico ministero a Milano, ritiene che i limiti posti all’uso delle intercettazioni potrebbero impedire le indagini sul terrorismo. E Franco Roberti, magistrato anti-mafia a Napoli, fa notare che molte indagini sul crimine organizzato partono da crimini ordinari come l’estorsione, l’usura e il contrabbando, per i quali l’ascolto telefonico sarà proibito.

Il disegno di legge imbavaglierà la Magistratura e la stampa, minacciando il carcere ai pubblici ministeri che parleranno dei casi e ai giornalisti che useranno nei loro articoli informazioni raccolte dalle indagini. Un nuovo piano che prevede migliaia di soldati che agiscono come poliziotti in città come Bologna, Trieste e Venezia appare essere una cortina di fumo per nascondere il vero approccio del governo al crimine: duro per certi reati, ma morbido per altri. Dietro alla cortina di fumo, Berlusconi sta ancora raccogliendo i frutti del suo incarico.

3 Commenti »
Torna all'inizio

Peccato!

6 marzo, 2008

Postato in Politica, Politica Interna | 3 Commenti »

La sentenza del Gup di Roma Giulia De Marco, che mi condanna in primo grado a sei mesi di reclusione, mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare: la rinuncia alla candidatura al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto. Non voglio che la mia colpa o miei errori ricadano sul Pdl, ideato da Silvio Berlusconi, alla cui attività politica io continuerò a dedicare l’intelligenza e le capacità di lavoro che mi restano nonostante la mia veneranda età”

Gustavo Selva – fonte: la Repubblica

Selva ha deciso di non seguire il mio consiglio.

3 Commenti »
Torna all'inizio

Prepariamoci

25 gennaio, 2008

Postato in Politica, Politica Interna | 22 Commenti »

Al posto di Prodi, con un’alleanza che andava dai trozkisti a Fisichella e nessun margine numerico tra i due, chi avrebbe saputo fare di meglio? E’ stato un miracolo arrivare fin qui e mettere a segno risultati importanti.

Peccato non essere stati bravi a saperli comunicare.

Peccato che, in una coalizione così poco omogenea, si sia sentito il bisogno di marcare le differenze in cerca di visibilità e strombazzarle ai quattro venti, invece di costruire un bunker, lontano dalle telecamere e acusticamente isolato, dove scannarsi in pace e uscire con risoluzioni condivise.

Peccato che anche un personaggio come Mastella abbia goduto, assieme ad altri 150 senatori, lo stato di insostituibile e sia stato messo a capo di un ministero in cui era incompetente e probabilmente in conflitto di interessi.

Dopo le prossime elezioni, il paese, avviato al risanamento, depurato da molta evasione, nel momento in cui i piani per innescare un inversione di tendenza sul fronte economico stavano cominciando a funzionare, potrebbe venire riconsegnato al dilettantismo politico di Berlusconi, all’alba di una crisi economica mondiale. Una crisi che sarebbe complessa da gestire anche per un professionista dell’economia, figuriamoci per i commercialisti saccenti e ottusi con i quali Berlusconi occupa via XX Settembre.

Governo tecnico o meno, presto saremo in campagna elettorale. Cominciamo a riprendere in mano i numeri di Tremonti.
Un’incompetente gestione vedrebbe gli Italiani con le pentole vuote in piazza, come successe in Argentina.

Una sola cosa mi rode: perché non si è fatto nulla per il conflitto di interessi?

22 Commenti »
Torna all'inizio

Perché ritengo doveroso pubblicare le intercettazioni di Saccà e Berlusconi

21 dicembre, 2007

Postato in Politica, Politica Interna | 33 Commenti »

Ho letto molte critiche sull’operato dei giornalisti de L’Espresso che hanno pubblicato l’audio e la trascrizione del colloquio telefonico intercorso tra Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction Saccà.
Ho visto scudi alzarsi in nome della privacy, e ho sentito chi si domandava come abbia potuto il giornalista ottenere quel materiale segreto.
Non sono d’accordo con Antonio quando parla di voyeurismo: questo lo definirei “giornalismo”. Pubblicare il servizio, non solo non è un gesto morboso, ma profondamente etico e deontologicamente dovuto. Fosse stata una telefonata d’amore alla moglie o a un’amante, converrei, ma qui siamo di fronte al capo dell’opposizione che tratta attrici per senatori, sottobanco, con il dirigente di un’azienda pubblica, allo scopo di provocare una crisi di governo.

L’Espresso aveva la notizia, aveva il materiale ed è stato un preciso dovere da parte loro, come giornalisti e soprattutto come cittadini, esporre il fatto e mostrare i documenti agli elettori.

Se i giornalisti de L’Espresso riescono, dio solo sa come, a procurarsi scoop esplosivi come questo, chapeau, perché andare a rovistare nell’immondizia del potere è il lavoro del giornalista, smascherare queste trame torbide è il lavoro del giornalista, esporre i fatti e misfatti della politica all’opinione pubblica è il lavoro del giornalista, anche se in Italia non lo fa più quasi nessuno.
Non ci siamo mai stracciati le vesti per i giornali di gossip, che pubblicano quantità massicce di notizie e foto private, talvolta false, di personaggi insignificanti; non vedo la ragione per ritrovare il nostro senso del pudore proprio ora di fronte a una notizia molto più che verosimile, che riguarda le nostre istituzioni e la nostra democrazia: lo definirei sacrosanto diritto di cronaca.

Berlusconi e Saccà non stavano tubando, non si stavano scambiando figurine o confessioni intime. Stavano ordendo una crisi di governo, nell’ombra, alle spalle del popolo che ha votato il primo e indirettamente ingaggiato il secondo: la conversazione non era privata nel merito, ma trattavasi di dipendenti statali che discutevano di argomenti rilevanti per la nazione intera. Ora, grazie all’Espresso, lo sappiamo anche noi, che siamo i diretti interessati che pagano il canone ed eleggono i membri del Parlamento e altre persone avranno un’opinione differente di colui che magari avevano votato. Questa è la verità che spesso ci viene negata e che permette a quest’uomo di raccogliere quasi un terzo dei voti degli Italiani, nonostante i processi, le condanne, le prescrizioni, i trascorsi, le frequentazioni e le vecchie amicizie. Se un giornalista, una volta, la pistola fumante è riuscito a trovarla e a pubblicarla, possiamo soltanto riconoscerne la bravura, perché dal 1991 ad oggi nessuno ha mai prodotto un documento così convincente.

I giornalisti hanno svolto egregiamente il loro compito: se gli Italiani hanno bisogno di origliare alla porta di Berlusconi e sentirlo mentre mercanteggia attricette per senatori, Barbarossa per Bossi, mentre impasta e rimescola le puledre di un politico con i voti del Parlamento degli Italiani e con la televisione di stato per convincersi del fatto che questo candidato sta facendo mercanzia della nostra Italia, ben vengano i documenti-shock; non vedo perché indignarsi del voyeurismo, quando dall’altra parte abbiamo un’attentato alla democrazia.

Lo chiedo a chi è giornalista di professione: se una vostra fonte vi avesse fornito questo documento, lo avreste pubblicato?
Lo chiedo a coloro i quali mi seguono, che sono elettori e cittadini: è giusto che questi fatti si sappiano e che questo documento sia ora pubblico?

33 Commenti »
Torna all'inizio

Selva, una presenza imbarazzante

18 luglio, 2007

Postato in Politica, Politica Interna | 6 Commenti »

gustavo belvaGustavo Selva, a pochi minuti dal voto sulle sue dimissioni, ha deciso, probabilmente vista l’aria che tirava, di revocarle, a suo dire, per sollevare il senato da un giudizio politico che il respingerle avrebbe comportato da parte dell’opinione pubblica (”se un’assoluzione dovesse venire da voi [senatori] potrebbe sembrare la casta che si autodifende“).

Non si può non prendere atto che al senatore non manca il senso della teatralità e il gusto del grottesco.

Ha sostenuto, inoltre, che siano stati gli elettori a chiederglielo. Ma come?! Ma non lo chiamavano “il farabutto?!

Voglio sorvolare sulla mezzora di intervento al Senato trascorso ad autincensarsi come politico e come giornalista mentre attaccava il Ministro Turco (vetero-comunista) inserendola in un più ampio e fantasioso contesto in cui si parlava di partigiani nel dopoguerra e brigate rosse (sic). Ciò che mi preme sottolineare è questo passaggio:

Onorevoli senatori, il pensiero che un voto in meno del centro‑destra possa concedere un giorno in più al Governo Prodi travolge ogni altra ragione che mi spingerebbe alle dimissioni.

Questa è proprio una cazzata, ma per l’elettorato di centro-destra, sarà ragion sufficiente a giustificare la permanenza di Selva in Parlamento.
L’elettore medio non sa che, quando un senatore si dimette, un Giunta per le Elezioni stabilisce chi lo sostituirà in maniera tale da mantenere invariati gli equilibri tra i vari schieramenti, perciò il governo Prodi non trarrebbe alcun vantaggio dall’assenza di Selva, poiché al posto suo verrebbe insediato un altro senatore, magari meno imbarazzante.

La vignetta è del geniale emme, l’unico che riesce ancora a farmi sorridere di questi fatti.

Non so se definire patetico o indegno lo spettacolo cui abbiamo assistito … Provo profonda vergogna per quello che è accaduto oggi in quest’Aula.

Rina Gagliardi, intervento al Senato, dopo aver appreso la notizia
6 Commenti »
Torna all'inizio

Accettiamo le dimissioni di Gustavo Selva

12 giugno, 2007

Postato in Politica, Politica Interna | 28 Commenti »

Se sono respinte [le dimissioni] resto senatore, se sono accettate divento un cittadino libero che si può ripresentare, però, alla prossima campagna elettorale.

Gustavo Selva

cacciamo Selva subitoSegnalo il post di Alessandro Gilioli in merito alla prassi, al Senato, di rifiutare la prima richiesta di dimissioni di un senatore e su cosa ciò implicherebbe nel caso di Gustavo Selva, ormai noto come “il farabutto“.

Supporto totalmente l’iniziativa di Alessandro e sono certo del fatto che una corale e convinta approvazione delle dimissioni in prima battuta rappresenti fedelmente parte della volontà degli italiani. Sarà compito della Magistratura perseguire il reato e realizzare completamente la volontà degli italiani.

Ho messo assieme tutti gli indirizzi e-mail dei senatori, affinchè possiate copiarli e incollarli. Eccovi il testo della mail:

Gentile Senatore, con le presente La invito a esprimersi fin dalla prima votazione in Aula affinché le dimissioni del senatore Gustavo Selva siano accettate. Soltanto in questo modo Lei potrà ridare, almeno parzialmente, dignità e decoro all’istituzione in cui è stato eletto

Ho volutamente saltato Dell’Utri e Cuffaro poiché anche se i processi sono ancora in corso, è meglio essere cauti: meglio non rischiare di avere un potenziale mafioso nella contact list.

adduce_s@posta.senato.it, adragna_b@posta.senato.it, alberticasellati_m@posta.senato.it, albonetti_m@posta.senato.it, alfonzi_d@posta.senato.it, allegrini_l@posta.senato.it, allocca_s@posta.senato.it, amati_s@posta.senato.it, amato_p@posta.senato.it, andreotti_g@posta.senato.it, angius_g@posta.senato.it, antonione_r@posta.senato.it, asciutti_f@posta.senato.it, augello_a@posta.senato.it, azzollini_a@posta.senato.it, baccini_m@posta.senato.it, baiodossi_e@posta.senato.it, balboni_a@posta.senato.it, baldassarri_m@posta.senato.it, baldini_m@posta.senato.it, banti_e@posta.senato.it, barbato_t@posta.senato.it, barba_v@posta.senato.it, barbieri_r@posta.senato.it, barbolini_g@posta.senato.it, barelli_p@posta.senato.it, bassoli_f@posta.senato.it, battaglia_a@posta.senato.it, battaglia_g@posta.senato.it, bellini_g@posta.senato.it, benvenuto_a@posta.senato.it, berselli_f@posta.senato.it, bettamio_g@posta.senato.it, bettini_g@posta.senato.it, bianco_v@posta.senato.it, bianconi_l@posta.senato.it, binetti_p@posta.senato.it, biondi_a@posta.senato.it, bobba_l@posta.senato.it, boccia_a@posta.senato.it, boccia_m@posta.senato.it, bodini_p@posta.senato.it, bonadonna_s@posta.senato.it, bonfrisco_a@posta.senato.it, bordon_w@posta.senato.it, bornacin_g@posta.senato.it, bosone_d@posta.senato.it, menapace_l@posta.senato.it, bruno_f@posta.senato.it, brutti_m@posta.senato.it, brutti_p@posta.senato.it, buccico_e@posta.senato.it, bulgarelli_m@posta.senato.it, burani_m@posta.senato.it, butti_a@posta.senato.it, buttiglione_r@posta.senato.it, cabras_a@posta.senato.it, caforio_g@posta.senato.it, calderoli_r@posta.senato.it, calvi_g@posta.senato.it, camber_g@posta.senato.it, cantoni_g@posta.senato.it, capelli_g@posta.senato.it, caprili_m@posta.senato.it, carloni_a@posta.senato.it, carrara_v@posta.senato.it, caruso_a@posta.senato.it, casoli_f@posta.senato.it, casson_f@posta.senato.it, castelli_r@posta.senato.it, centaro_r@posta.senato.it, ciampi_ca@posta.senato.it, ciccanti_a@posta.senato.it, cicolani_a@posta.senato.it, collino_g@posta.senato.it, colli_o@posta.senato.it, colombo_e@posta.senato.it, colombo_f@posta.senato.it, comincioli_r@posta.senato.it, confalonieri_g@posta.senato.it, coronella_g@posta.senato.it, cossiga_f@posta.senato.it, cossutta_a@posta.senato.it, costa_r@posta.senato.it, cursi_c@posta.senato.it, curto_e@posta.senato.it, cusumano_s@posta.senato.it, cutrufo_m@posta.senato.it, dali_a@posta.senato.it, dambrosio_g@posta.senato.it, damico_n@posta.senato.it, danieli_f@posta.senato.it, davico_m@posta.senato.it, deangelis_m@posta.senato.it, degregorio_s@posta.senato.it, delogu_m@posta.senato.it, delpennino_a@posta.senato.it, delroio_j@posta.senato.it, depetris_l@posta.senato.it, depoli_a@posta.senato.it, desimone_a@posta.senato.it, dibartolomeo_l@posta.senato.it, dilello_g@posta.senato.it, dini_l@posta.senato.it, disiena_p@posta.senato.it, divella_f@posta.senato.it, divina_s@posta.senato.it, donati_a@posta.senato.it, donofrio_f@posta.senato.it, emprin_e@posta.senato.it, enriques_f@posta.senato.it, eufemi_m@posta.senato.it, fantola_m@posta.senato.it, fazio_b@posta.senato.it, fazzone_c@posta.senato.it, ferrante_f@posta.senato.it, filippi_m@posta.senato.it, finocchiaro_a@posta.senato.it, firrarello_g@posta.senato.it, fisichella_d@posta.senato.it, fluttero_a@posta.senato.it, follini_m@posta.senato.it, fontana_c@posta.senato.it, formisano_a@posta.senato.it, forte_m@posta.senato.it, franco_p@posta.senato.it, franco_v@posta.senato.it, fruscio_d@posta.senato.it, fuda_p@posta.senato.it, gabana_a@posta.senato.it, gaggio.giuliani@senato.it, gagliardi_r@posta.senato.it, galardi_g@posta.senato.it, galli_d@posta.senato.it, garraffa_c@posta.senato.it, gasbarri_m@posta.senato.it, gentile_a@posta.senato.it, ghedini_n@posta.senato.it, ghigo_e@posta.senato.it, giambrone_f@posta.senato.it, giannini_f@posta.senato.it, giaretta_p@posta.senato.it, girfatti_a@posta.senato.it, giuliano_p@posta.senato.it, gramazio_d@posta.senato.it, grassi_c@posta.senato.it, grillo_l@posta.senato.it, guzzanti_p@posta.senato.it, iannuzzi_r@posta.senato.it, iovene_a@posta.senato.it, izzo_c@posta.senato.it, ladu_s@posta.senato.it, latorre_n@posta.senato.it, legnini_g@posta.senato.it, leoni_g@posta.senato.it, levimontalcini_r@posta.senato.it, libe_m@posta.senato.it, liotta_s@posta.senato.it, livibacci_m@posta.senato.it, lorusso_a@posta.senato.it, losurdo_s@posta.senato.it, lunardi_p@posta.senato.it, lusi_l@posta.senato.it, maccanico_a@posta.senato.it, maffioli_g@posta.senato.it, magistrelli_m@posta.senato.it, magnolfi_b@posta.senato.it, malan_l@posta.senato.it, malvano_f@posta.senato.it, maninetti_l@posta.senato.it, mannino_c@posta.senato.it, mantica_a@posta.senato.it, mantovano_a@posta.senato.it, manzella_a@posta.senato.it, manzione_r@posta.senato.it, marconi_l@posta.senato.it, marcora_l@posta.senato.it, marini_f@posta.senato.it, marini_g@posta.senato.it, marino_i@posta.senato.it, ferrara_m@posta.senato.it, martinat_u@posta.senato.it, martone_f@posta.senato.it, massa_a@posta.senato.it, massidda_p@posta.senato.it, mastella_m@posta.senato.it, matteoli_a@posta.senato.it, mauro_g@posta.senato.it, mazzarello_g@posta.senato.it, mele_g@posta.senato.it, menardi_g@posta.senato.it, mercatali_v@posta.senato.it, micheloni_c@posta.senato.it, molinari_c@posta.senato.it, monacelli_s@posta.senato.it, mongiello_c@posta.senato.it, montalbano_a@posta.senato.it, montino_e@posta.senato.it, morando_e@posta.senato.it, morgando_g@posta.senato.it, morra_c@posta.senato.it, morselli_s@posta.senato.it, mugnai_f@posta.senato.it, nania_d@posta.senato.it, nardini_m@posta.senato.it, naro_g@posta.senato.it, negri_m@posta.senato.it, nessa_p@posta.senato.it, nieddu_g@posta.senato.it, novi_e@posta.senato.it, palermi_m@posta.senato.it, palermo_a@posta.senato.it, pallaro_l@posta.senato.it, palma_n@posta.senato.it, palumbo_a@posta.senato.it, papania_a@posta.senato.it, paravia_a@posta.senato.it, pasetto_g@posta.senato.it, pastore_a@posta.senato.it, pecoraroscanio_m@posta.senato.it, pegorer_c@posta.senato.it, pellegatta_m@posta.senato.it, pera_m@posta.senato.it, perrin_c@posta.senato.it, peterlini_o@posta.senato.it, pianetta_e@posta.senato.it, piccioni_l@posta.senato.it, piccone_f@posta.senato.it, piglionica_d@posta.senato.it, pignedoli_l@posta.senato.it, pininfarina_s@posta.senato.it, pinzger_m@posta.senato.it, pionati_f@posta.senato.it, pirovano_e@posta.senato.it, pisanu_g@posta.senato.it, pisa_s@posta.senato.it, pistorio_g@posta.senato.it, pittelli_g@posta.senato.it, poli_n@posta.senato.it, polito_a@posta.senato.it, pollastri_e@posta.senato.it, polledri_m@posta.senato.it, pontone_f@posta.senato.it, possa_g@posta.senato.it, procacci_g@posta.senato.it, quagliariello_g@posta.senato.it, rame_f@posta.senato.it, ramponi_l@posta.senato.it, randazzo_a@posta.senato.it, ranieri_a@posta.senato.it, rebuzzi_a@posta.senato.it, schifani_r@posta.senato.it, ripamonti_n@posta.senato.it, roilo_g@posta.senato.it, ronchi_e@posta.senato.it, rossa_s@posta.senato.it, rossi_f@posta.senato.it, rossi_p@posta.senato.it, rotondi_g@posta.senato.it, rubinato_s@posta.senato.it, ruggeri_s@posta.senato.it, russospena_g@posta.senato.it, sacconi_m@posta.senato.it, saia_m@posta.senato.it, salvi_c@posta.senato.it, sanciu_f@posta.senato.it, santini_g@posta.senato.it, saporito_l@posta.senato.it, saro_g@posta.senato.it, scalera_g@posta.senato.it, scalfaro_o@posta.senato.it, scarabosio_a@posta.senato.it, scarpa_p@posta.senato.it, scarpetti_l@posta.senato.it, scotti_l@posta.senato.it, selva_g@posta.senato.it, serafini_a@posta.senato.it, silvestri_g@posta.senato.it, sinisi_g@posta.senato.it, sodano_t@posta.senato.it, soliani_a@posta.senato.it, stanca_l@posta.senato.it, stefani_s@posta.senato.it, sterpa_e@posta.senato.it, stiffoni_p@posta.senato.it, storace_f@posta.senato.it, stracquadanio_g@posta.senato.it, strano_a@posta.senato.it, taddei_v@posta.senato.it, tecce_r@posta.senato.it, thalerausserhofer_h@posta.senato.it, tibaldi_d@posta.senato.it, tofani_o@posta.senato.it, tomassini_a@posta.senato.it, tonini_g@posta.senato.it, totaro_a@posta.senato.it, trematerra_g@posta.senato.it, treu_t@posta.senato.it, turano_r@posta.senato.it, turco_l@posta.senato.it, turigliatto_f@posta.senato.it, valditara_g@posta.senato.it, valentino_g@posta.senato.it, valpiana_t@posta.senato.it, vano_o@posta.senato.it, vegas_g@posta.senato.it, ventucci_c@posta.senato.it, vernetti_g@posta.senato.it, viceconte_g@posta.senato.it, viespoli_p@posta.senato.it, calipari_r@posta.senato.it, villone_m@posta.senato.it, vitali_w@posta.senato.it, vizzini_c@posta.senato.it, zanda_l@posta.senato.it, zanettin_p@posta.senato.it, zanoletti_t@posta.senato.it, zanone_v@posta.senato.it, zavoli_s@posta.senato.it, ziccone_g@posta.senato.it, zuccherini_s@posta.senato.it

I miei guai dipendono dal fatto che sono mafioso…cioè, volevo dire che sono siciliano.

Marcello Dell’Utri
28 Commenti »
Torna all'inizio

Discussione al Senato sulla rimozione di Speciale

7 giugno, 2007

Postato in Politica, Politica Interna | Commenta questo articolo »

CalderoliScene vergongose al senato. Senatori pagati da noi che si fanno sentire in diretta televisiva mentre fanno il tifo, guardando una partita di calcio.Scene di senatori che espongono striscioni, che urlano, che insultano, che fanno cori da stadio, che danno spettacolo indecente di se e del Senato.

Il senatore Calderoli, autore per sua stessa ammissione di leggi-porcata, che già ci ha ha fatto profondamente vergognare di essere italiani quando ha parlato della nazionale francese di calcio come una squadra, cito testualmente, di “negri, musulmani e comunisti“, che già ci ha fatto profondamente vergognare di essere italiani quando, da ministro della Repubblica, si è mostrato con una maglietta con disegnate le vignette su Maometto che già avevano offeso i mussulmani e che fu costretto a dimettersi (nemmeno Berlusconi lo ha più voluto, peggio di Previti) mentre la polizia libica sparava sulla folla di manifestanti che protestava davanti all’Ambasciata Italiana a Bengasi, ci ha fatto profondamente vergognare di essere italiani ancora una volta producendo in un ordine del giorno che è uno sputo in faccia all’istituzione della quale fa parte:

Il Senato, udito il dibattito odierno, esprime fiducia sull’operato del vice ministro Visco e impegna il Governo ad intraprendere iniziative amministrative contro gli ufficiali della Guardia di finanza che, nell’ambito dell’autonomia loro garantita, non si dimostrino asserviti alle direttive dell’Esecutivo

Dopodichè, per richiamarne il contenuto prima della votazione, lo illustra in questo modo:

… questo è l’ordine del giorno che esprime la fiducia al vice ministro Visco. Voglio vedere se i colleghi della maggioranza confermano o meno tale fiducia …

Dixit.
La fiducia a Visco?! Asserviti?! Vuole vedere se la maggioranza lo vota o no?!
Ma cosa sta succedendo?!
Calderoli dovrebbe essere rispedito a Bergamo a fare il dentista, che già è un’attività troppo nobile per tale elemento.

E’ ora che la finiamo di farci prendere per il c..lo da questa feccia che invece di fare il proprio dovere di senatore spreca tempo e danaro pubblico per scrivere immondizia e per pronunciare spropositi!

Questa gente offende la nostra intelligenza e ci deruba percependo stipendi da senatore che noi paghiamo per fare giochetti quando dovrebbe occuparsi dei problemi del Paese.

Il lavoro del parlamentare, come dice la parola stessa, è parlare, convincere, far cambiare idea, trovare soluzioni, discutere i problemi nel merito e con trasparenza, spostare opinioni e non fare giochetti di parole, tendere tranelli e impantanare i lavori del parlamento presentando mozioni e ordini del giorno sciocchi, assurdi, ridicoli o, peggio, strumentali, rendendo così la politica oscura e farraginosa.

La strategia dell’opposizione è chiara: gioco allo sfascio. Dall’inizio legislatura non c’è stata una sola iniziativa da parte dell’opposizione rivolta al bene del Paese. Ogni singolo gesto è stato perpetrato allo scopo di rallentare, ostacolare, impedire l’andamento dei lavori, il tutto a spese nostre.
Sono disgustato dal vedere questi farabutti mentre si ingozzano a sbafo di danaro pubblico come porci attorno a un trogolo per perseguire gli interessi di una piccola parte.

Sbaglia l’opposizione quando dice che in Senato si lavora poco, sbaglia la maggioranza quando dice che si lavora: la realtà è che il Senato non fa niente.

Roberto Calderoli

Il primo bene di un popolo è la sua dignità

Camillo Benso Conte di Cavour
Commenta questo articolo »
Torna all'inizio