Berlusconi suona, l’Italia brucia – Traduzione dell’articolo dell’Economist sulle prime dieci settimane del governo Berlusconi

18 luglio, 2008

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Questa volta l’Economist, per raccontare le prime dieci settimane di governo Berlusconi, lo paragona a Nerone, parafrasando l’espressione inglese “Nero is fiddling while Rome burns”, che significa più o meno “Nerone suona mentre Roma brucia” (per traslato, occuparsi di sciocchezze mentre sta per capitare il peggio) con Berlusconi al posto di Nerone e l’Italia al posto di Roma. Nonostante io sia informato dei fatti, vederli squadernati con così tanta precisione fa impressione anche a me.

Berlusconi suona, l’Italia brucia

Questo governo di Silvio Berlusconi si dimostra tristemente simile al precedente.

tradotto da Berlusconi fiddles, Italy burns | Economist.com.

berlusconi suona mentre l'Italia brucia
Questa volta sarebbe dovuto essere differente. Silvio Berlusconi trasudava sobria responsabilità durante il suo tentativo di essere rieletto in Aprile alla carica di primo ministro.

C’erano altre ragioni per le quali sperare che avrebbe governato nell’interesse del paese, pittusto che nel proprio. Si sapeva che aspirasse alla carica di Presidente della Repubblica e perciò che avrebbe dovuto acquisire un aura da statista. Una ragione del fallimento del suo primo mandato è stata la resistenza alle riforme liberali da parte dell’UDC, che non fa più parte della coalizione. E sembrava avesse risolto le sue personali difficoltà con una serie di leggi ad personam che gli avevano messo al sicuro la sua posizione di fronte alla legge e protetto il suo impero finanziario.

Tuttavia, dieci settimane dopo il giuramento del nuovo governo Berlusconi, l’agenda politica è dominata più che mai dai suoi affari personali e aziendali. Nella sua breve vita, il governo ha proposto almeno quattro provvedimenti ad personam.

Uno era stato pensato per eludere la Corte Europea di Giustizia in merito a una sentenza che stabiliva che Rete 4, uno dei tre canali televisivi della rete Mediaset di Berlusconi, stava occupando frequenze televisive che dovono essere assegnate a un altro operatore. Il governo ha proposto un decreto per evitare che Rete 4 venga spostata sul satellite, ma l’opposizione che scatenò fù così violenta che lo costrinse a ritirare il testo per “riformularlo”.

Un secondo decreto mirava a restringere le intercettazioni telefoniche durante le indagini giudiziarie, e anche la pubblicazione delle trascrizioni. Ci sono argomenti per questo cambiamento: uno studio compiuto nel 2005 dall’Istituto Max Planck ha rivelato che le intercettazioni erano più comuni in Italia che in qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. Poiché le trascrizioni spesso sono state fatte filtrare ai media, anche prima che le accuse fossero state depositate, persone innocenti possono trovare le loro più private considerazioni spiattellate per i giornali.

Ma ogni volta che Berlusconi propone una riforma giudiziaria, comprensibilmente si sospetta l’esistenza di motivi personali (ha recentemente definito il sistema giudiziario un “cancro”). Prima di tornare alla Presidenza del Consiglio, venne intercettatosu ordine della Procura di Napoli mentre esercitava pressioni su di un dirigente del servizio televisivo pubblico, la RAI, a beneficio di alcune attrici. Dal momento che Berlusconi si impegnò a supportare il dirigente in una sua iniziativa imprenditoriale privata, entrambi si resero passibili di accuse di corruzione. Ora, infatti, un giudice sta valutando se metterli in stato di accusa.

Mentre si stava porando avanti il decreto, iniziarono a spargersi voci in merito a registrazioni più compromettenti che si diceva contenessero esplicite conversazioni di natura sessuale tra il primo ministro e la sua Ministra delle Pari Opportunità trentaduenne, Mara Carfagna, una modella che posava in topless e che faceva la presentatrice presso Mediaset. Dopo che venne riportato che i Pubblici Ministeri avrebbero distrutto il materiale irrilevante per la loro indagine, l’esecutivo fermò il decreto, destando i sospetti che ci fosse dietro la presunta telefonata con la Carfagna. La Carfagna ha dichiarato che querelerà ogni insinuazione fatte su di lei.

I critici dicono che i problemi legali di Berlusconi sono centrali anche ad altre due misure. La prima è stata redatta dal consiglio legale che lo sta difendendo in tribunale dall’accusa di un tangente da 600.000$ a un avvocato inglese. Infilata incoerentemente in un pacchetto di provvedimenti “legge-e-ordine”, questa legge avrebbe congelato per 12 mesi una serie di processi, compreso quello di Berlusconi. A quel punto un secondo disegno di legge stava per avere effetto, garantendo immunità processuale alle prime quattro cariche dello stato, Primo Ministro incluso. La protesta alla prima misura fù tale che venne abrogata per emendamento, ma solo dopo che divenne chiaro che la seconda sarebbe stata fatta proseguire in autunno, quando il processo per corruzione di Berlusconi sarà prossimo alla fine. Il pacchetto sicurezza, approvato falla Camera dei Deputati il 15 Luglio, ora contiene una norma che l’opposizione definisce una quinta misura ad personam, riconoscendo agli imputati la facoltà di patteggiare durante il procedimento.

La fissazione del Governo (e del Parlamento) per le corti e le riforme giudiziarie sarebbe meno allarmante se non ci fosse molto rimasto da fare che sia importante e urgente. Dopo un illusorio aumento nel primo quadrimestre, l’economia è di nuovo per lo più stagnante. Gli analisti della Banca d’Italia dipingono un quadro desolante di consumi deboli e inflazione in aumento. Hanno anche agitato lo spettro dei problemi del credito in un paese al quale, fino a ora, era stato risparmiato il peggio della restrizione globale. Hanno fatto notare che il 70% dei mutui italiani hanno un tasso variabile, più alto della media europea – e questo è un paese dove le disponibilità reali si stanno restringendo.

La banca centrale prevede, per quest’anno e per il prossimo, una crescita irrisoria dello 0,4% del PIL. Le stime per il 2008 sono in linea con quelle del governo (tra lo zero e lo 0,5%), ma più ottimistiche di quelle di Aprile del Fondo Monetario Internazionale, che ammontano allo 0,3%. L’economia italiana è ancora una volta il fanalino di coda nell’eurozona. Forse la notizia peggiore è arrivata il 10 Luglio, quando la produzione industriale è stata riportata essere crollata in Maggio, giù del 4,1% rispetto all’anno precedente. Emma Marcegaglia, leader della lobby degli imprenditori, Confindustria, si è detta essere “davvero preoccupata”. Ha ragione. Il motore della buona barca Italia sta perdendo colpi; il vento la sta dirigendo verso gli scogli; è il capitano è occupato in altre faccende.

Fino a ora l’unica iniziativa di governo in campo economico è stata l’abolizione dell’impopolare tributo sulla casa e la riduzione delle tasse sugli straordinari. Non c’è nemmeno l’ombra di un qualsiasi dibattito sulle misure di liberalizzazione di cui la malridotta economia italiana avrebbe estremo bisogno. Al contrario, il governo sembra incline a pompare ancora più soldi dei contribuenti nella compagnia di bandiera italiana in fallimento, Alitalia, e ora sta discutendo una modifica della legge che permetta di farlo. Pensando al futuro autunno, Berlusconi ha almeno annunciato una “riforma radicale” – ma solo per i tribunali.

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Gli elettori del PD, orfani di rappresentanza, alla manifestazione dell’8 Luglio

4 luglio, 2008

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Il ddl sicurezza, il lodo Alfano/Schifani e i recenti provvedimenti in materia di giustizia sono uno dei più inauditi attacchi alla democrazia dopo il golpe Borghese.
A giudicare dalla massiccia adesione di intellettuali e personalità alla manifestazione dell’8 Luglio sembrerebbe che io non sia l’unico a pensarla così.
Credo che la totalità degli elettori del PD voglia esprimere dissenso nei confronti del governo e delle leggi vergogna che si vorrebbero promulgare.

Penso che l’intero elettorato di sinistra si sia accorto che questi provvedimenti, che prendono le impronte digitali ai bambini e garantiscono impunità ai delinquenti di grosso calibro, che gambizzano la Magistratura e imbavagliano la stampa, siano utili alla solita combriccola e dannosi per il resto del paese. Tutto il popolo della sinistra prova indignazione per questa ennesima spallata allo stato di diritto.

Tuttavia Veltroni annuncia che il PD non scenderà in piazza.

A nulla sono serviti gli appelli del direttore di Micromega, la lettera in cui Di Pietro gli rivolge un caloroso invito a partecipare, le osservazioni di Umberto Eco, le parole di Sabina Guzzanti o l’ira e il disappunto dei girotondini.

Secondo il suo leader, il PD non va in piazza “a gratis, senza sapere perché, senza aver partecipato a definire la piattaforma delle rivendicazioni, senza sapere chi si trova accanto“.

A gratis?! Io penso che una consistente fetta della sinistra italiana, tra i quali molti elettori del PD, pagherà il biglietto del treno o dell’aereo solo per andare in piazza Navona e rivendicare il proprio dissenso, mentre il segretario del PD si fa scavalcare a sinistra da Famiglia Cristiana.

All’interno del PD ci si è interrogati a lungo, dopo le batoste alle Politiche, a Roma e in Sicilia, e ci si è autoflagellati ripetendo il mantra del ristabilire il rapporto con la base elettorale. In piazza Navona, l’8 luglio, ci sarà un sacco di base elettorale per un grande partito di centro-sinistra a vocazione maggioritaria, ma la cecità dell’attuale dirigenza le ha impedito ancora una volta di riconoscere quell’enorme bacino di elettori che da anni sono orfani di rappresentanza e, ritenendoli i meno peggio, votano con rassegnazione e inerzia una classe dirigente decotta che, una volta eletta al governo o all’opposizione, non li rappresenterà più.

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Prose a confronto sul processo Mills

17 giugno, 2008

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Questa è un estratto della lettera ufficiale che l’attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato al Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’emendamento al decreto sulla sicurezza presentato da Berselli e Vizzini (condannato in primo grado per la maxitangente Enimont e prescritto in secondo grado) che de facto gli garantirebbe prescrizione e impunità per i fatti riguardanti il processo Mills. Il testo completo è disponibile sul Corriere della Sera.

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.

Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perchè si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.

E’ davvero, il Presidente del Consiglio, “ingiustamente e incredibilmente” coinvolto in un “fantasioso processo”, intentato da “magistrati di estrema sinistra” per “fini mediatici e politici” oppure esistono concreti e reali elementi in base ai quali è stato istruito il processo Mills?

I consulenti fiscali britannici devono aderire a un codice etico che impone loro di informare l’autorità qualora si trovassero di fronte a presunti reati compiuti dai loro clienti.

Eccovi la traduzione integrale della lettera che l’avvocato Mills aveva inviato al suo consulente fiscale, Bob Drennan, della Rawlinson & Hunter, e che quest’ultimo, trovandosi di fronte a un presunto reato, ha consegnato alla polizia londinese. Chi sono gli estremisti di sinistra? Il consulente fiscale inglese? Scotland Yard? Il Serious Fraud Office di Londra?
Testo originale su The Guardian
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Caro Bob,

Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.

Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B, al netto di spese e imposte.

Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.

Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).

Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.

Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.

Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.

Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.

Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.

Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.

Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.

(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)

Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.

Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.

Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).

Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.

Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.

Ti allego i documenti rilevanti.

Cordialmente, David Mills

Ecco un po’ di link di giornali britannici che trattano la vicenda.

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Reati per i quali non sarà possibile disporre intercettazioni

12 giugno, 2008

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La Lega, così giustizialista, così attenta alla sua immagine del partito dal pugno di ferro contro l’illegalità, così pronta a riempirsi la bocca di “sicurezza” e di “tolleranza zero”, si è detta soddisfatta di un accordo raggiunto sul ddl sulle intercettazioni, poiché includerà tutti i reati che prevedano pene superiori a dieci anni di carcere.

Ecco alcuni dei reati per l’indagine dei quali non sarà possibile disporre intercettazioni:

Prima sono riusciti a mettere il guinzaglio alla Magistratura con la riforma Castelli, la riforma Mastella e le varie leggi-vergogna che consentono a chiunque si possa permettere un buon avvocato di farla franca e di farsi prescrivere di tutto. Ora, con questa legge, sterilizzeranno le inchieste e imbavaglieranno la stampa.

Al di là dell’impunità, stanno per garantirsi anche l’oblio dell’opinione pubblica. Penso che questo sia un gesto profondamente eversivo.

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La prostituzione e la politica della procrastinazione dei problemi

6 giugno, 2008

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A quella parte dei miei lettori che pensa che il mestiere più antico del mondo sia dare la caccia ai dinosauri devo fare una rivelazione sconvolgente …

I relatori del decreto sicurezza, Vizzini e Berselli, hanno proposto di equiparare a “soggetti pericolosi” le prostitute che esercitano sulla strada, includendole tra i soggetti passibili di reato punibile con il carcere e con il rimpatrio coatto.

Le prostitute sulle strade sono l’effetto visibile di un traffico illecito che cercherò di sintetizzare in due parole: molto spesso queste ragazze sono state attratte in Italia da paesi poveri con promesse di occupazione e, una volta varcato il confine, sono state private dei documenti, malmenate, stuprate e ridotte in uno stato che possiamo definire di schiavitù attraverso ricatti e minacce, spesso nei confronti dei familiari più prossimi.

L’effetto diretto di questo emendamento, ammesso che possa essere applicato, sarà un maggiore turn over di ragazze, perché i clienti ci saranno sempre, così come ci sono sempre stati fin dall’inizio della storia, e gli sfruttatori di certo non riconvertiranno la loro attività a fronte di una legislazione che colpisce le vittime di questo traffico.

Molte ragazze verranno espatriate e perciò gli sfruttatori avranno bisogno di nuova “merce”, il che significa più ragazze rapite e schiavizzate. In poche parole, a seguito di questo decreto, vedremo come al solito le prostitute nei viali, ma i volti di queste tragedie cambieranno spesso.

Ovviamente il problema non verrà risolto: la prostituzione non si può abolire, al massimo si può togliere dal cono d’ombra dell’illegalità, regolamentandola.

Prostitute sempre ce ne sono state e sempre ce ne saranno, così come sempre ci saranno i loro clienti.

La situazione rimarrà tale e si continuerà a percepire il bisogno di quelli che adottano questo finto e ostentato pugno di ferro che si abbatte sempre sul più debole e lascia intonse le vere cause del problema, che si potranno riutilizzare nella prossima campagna elettorale.

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“Immigrants’ Italy Problem” – Traduzione dell’articolo del Wall Street Journal

21 maggio, 2008

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Un articolo che dice un sacco di ovvietà che, a quanto pare, per gli Italiani non sono poi così ovvie. Ronde, vigilantes, roghi, … queste parole mi richiamano alla mente immagini raccapriccianti. Spero che questa isteria collettiva passi in fretta, prima che si inneschi una spirale di violenza.
A proposito, pare che la storia del Rom che tenta di rapire una bimba fosse una montatura.

Il problema Italiano degli immigranti

L’Italia è ancora infiammata dalla retorica anti-immigrato e dalla violenza. Alcuni recenti attacchi ai Rom, meglio noti come Zingari, sono un’importante prova per l’allargamento dell’UE e per le politiche dell’immigrazione, cosi come lo sono per il nuovo governo di Silvio Berlusconi.

A Napoli, alcuni residenti arrabbiati hanno incendiato due campi Rom, costringendo chi era accampato a fuggire e mettersi in salvo. La causa scatenante è stata il tentativo da parte di un giovane Zingaro di rapire una bambina Italiana. Ma i vigilantes sembrano convinti che i Rom siano tutti dei criminali incalliti – convinzione che i politici sembrano semplicemente troppo felici di assecondare. Tutto ciò avviene in una città così sfregiata dalla mafia da vedere immondizia non raccolta che si accatasta per mesi nelle strade.

Le reazioni violente nei confronti dei nuovi arrivati si estende a Roma, Milano e in altre parti d’Italia. In tutta la nazione la Polizia ha usato la mano pesante nei confronti degli immigrati clandestini, che Berlusconi, che non si è mai lasciato sfuggire un’occasione per cavalcare l’onda del populismo, ha paragonato a un “esercito del male”.

Gli Zingari non sono l’unico gruppo perseguitato. Anche i Romeni – che si sono trasferiti in Italia in massa prima e dopo che la loro nazione entrasse a far parte dell’UE, l’anno scorso, e che ora costituiscono l’1% della popolazione – sono stati presi di mira. Nelle scorse settimane sono riemerse tensioni e Bucharest ha inviato il Ministro degli Interni a Roma lo scorso Giovedì per ricordare a Berlusconi che la libera circolazione delle persone è un diritto di tutti i cittadini dell’UE.

Intanto, il nuovo Ministro degli Esteri Italiano, Franco Frattini, precedentemente Commissario europeo alla Giustizia (il che include anche le Politiche dell’Immigrazione), ha sostenuto che l’UE deve ripensare le proprie politiche sui confini aperti. In un’intervista con il quotidiano La Stampa che risale al mese scorso, Frattini ha ammesso che “la libertà di circolazione … è sacrosanta” ma ha anche suggerito una revisione della legge del 2004 che liberalizza le richieste di residenza per i cittadini di uno stato membro che desiderino vivere in un altro stato membro.

In un’intervista successiva rilasciata al Messaggero, Frattini ha detto che l’Italia potrebbe supportare la rilevazione delle impronte digitali per i cittadini dei paesi UE non inclusi nell’area-Schengen. Questa proposta equivarrebbe a un non molto sottile tentativo di escludere la Romania, che non può aderire al trattato di Schengen fino ad almeno il 2011.

Ma la selettività in merito a quali statuti europeo un membro vuole aderire, o nei confronti di quali stati essere amichevoli non dovrebbe essere in discussione. L’Italia, che si definisce uno dei più grandi sostenitori e beneficiari del progetto Europeo, deve usare cautela in questo frangente.

Anche se l’applicazione della legge è uno dei doveri principali del governo, non c’è ragione di perseguire i criminali stranieri più di quanto non si perseguano i malfattori locali. Far finta che un giro di vite solo sugli immigrati renderà l’Italia più sicura da ai cittadini un falso senso di riforma. O forse gli Italiani non si aspettano molto di più da Berlusconi, visti i magri risultati dei suoi primi due mandati a Palazzo Chigi.

Dal canto suo, troppo spesso l’UE è lenta nel dare corpo alle libertà promesse nel Trattato di Roma in cui si è fondata nel 1957. (Vengono in mente le tardive e annacquate liberalizzazioni dei servizi). Tuttavia raramente ha fatto passi indietro dopo aver perfezionato la libertà di circolazione di persone, servizi, merci o capitali.

Più delle cameriere Slovacche a Londra o degli idraulici Polacchi a Parigi, le frizioni politiche causate dalla recente onda di immigrazione verso l’Italia si accingono ad essere una prova della devozione dell’UE a uno dei suoi principi cardine. La gente di Roma propone di decidere che alcuni Europei sono più uguali di altri. E’ stato un gesto decisamente poco Europeo.

Originale : “Immigrants’ Italy Problem” – Wall Street Journal

Grazie a Luca per aver segnalato l’articolo (era dai tempi del cambio di proprietario che non leggevo più il WSJ) e l’ipotesi del finto rapimento.

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