Cade la maschera del clown – traduzione dell’articolo del Times su Berlusconi
Postato in Politica, Politica Interna | 5 Commenti »
Vi propongo la mia traduzione dell’articolo del Times a cui fa riferimento l’articolo di Repubblica di ieri.
Penso che ogni ulteriore commento sia superfluo
Cade la maschera del clown
Berlusconi deve rispondere delle accuse di essere un donnaiolo e alle domande sui suoi comportamenti inappropriati. La qualità del governo non è una questione privata
L’aspetto più ripugnante del comportamento di Silvio Berlusconi non è il il suo essere un buffone sciovinista. Non è nemmeno che egli faccia il cascamorto con donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrir loro posti di lavoro come modelle, assistenti personali o anche, assurdamente, candidature al Parlamento Europeo. La cosa più scioccante è il totale disprezzo con cui tratta il pubblico italiano.
L’invecchiato Lotario [personaggio dell'opera teatrale "The Fair Penitent", comunemente usato nella lingua inglese come metafora per indicare un seduttore n.d.t.] può trovare divertente, o forse addirittura audace, l’agire da playboy, vantando le sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per troppe donne sono grottescamente inappropriati. Non è il primo o l’unico il cui indegno comportamento è inappropriato alla sua carica. Ma quando gli vengono poste domande legittime sulle sue relazioni al limite dello scandalo e quando i giornali lo sfidano a dar conto di frequentazioni che, nel migliore dei casi, sono sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia gli stessi giornali e le stesse televisioni che controlla, invoca il diritto di proteggere la sua “privacy”, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se verrà colto a mentire.
La vita privata di Berlusconi è ovviamente privata. Ma, come ha avuto modo di rendersene conto il presidente Clinton, lo scandalo non si addice alle alte cariche. A chi lo critica, il Presidente Berlusconi replica che egli continua a godere di alti indici di popolarità, che ha completamente sotto controllo il suo governo e non si farà intimidire da ciò che egli definisce un tentativo dell’opposizione di infangarlo. Molti possono anche sostenere che l’Italia non è l’America, che gli stringenti standard etici puritani degli Stati Uniti non hanno mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi sono gli italiani scioccati dalla farfalloneria. Questo è un paternalistico nonsenso. Gli italiani percepiscono allo stesso modo degli americani cos’è accettabile cosa non lo è. E, come gli americani, disprezzano gli insabbiamenti.
In Italia sono pochi i mezzi di informazione in grado di affermare questo concetto senza temere ritorsioni. Ma, onore al merito, “La Repubblica” ha continuamente sollevato dubbi circa il rapporto del Primo Ministro con la diciottenne Noemi Letizia, la cui una collana ricevuta in dono per il compleanno è stata il pretesto per la richiesta di divorzio della signora Berlusconi. Per la maggior parte di queste domande, sulle labbra di ogni perplesso elettore italiano, non è stata fornita alcuna risposta soddisfacente. Quando e come ha incontrato la sua famiglia? Berlusconi ha richiesto le fotografie a un’agenzia di modelle e ha avviato i contatti con la signorina Letizia? Quanto c’è di vero nelle notizie di dozzine di giovani donne invitate alle sue feste nella villa in Sardegna?
Berlusconi ha promesso che chiarirà tutto in Parlamento. Ma sicuramente non ha calmato le critiche con la sua ingiunzione dello scorso fine-settimana, in cui blocca la pubblicazione di circa 700 fotografie che avrebbero mostrato cosa succedeva a queste feste. Non ha tratto beneficio nemmeno dal suo sventurato ministro degli Esteri, che ha tentato di difendere il capo, sottolineando che l’età del consenso, in Italia, comincia a 14 anni – come se questo volesse dire qualcosa.
E’ importante tutto ciò? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che non è affare di chi non ne è coinvolto. Ma gli elettori italiani, nel corso della campagna per le elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo viene gestito, su quanto i candidati possano essere ritenuti idonei per Strasburgo e riguardo al livello di sincerità del Primo Ministro durante un periodo di turbolenze politiche ed economiche.
Tutto ciò riguarda anche altri. L’Italia ospiterà la riunione del G8 di quest’anno. Importanti discussioni si svolgeranno in questa sede, in cui i governi dell’Occidente spingeranno per una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale. Berlusconi si ritiene un amico di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della NATO. Fa anche parte dell’euro-zona, che sta affrontando la sfida lanciata dalla crisi finanziaria mondiale. Non sono solo gli elettori italiani che si interrogano su cosa sta succedendo. Lo fanno anche i perplessi alleati dell’Italia.
Tradotto da The Clown’s Mask Slips – Times Online
Italia: l’ombra del fascismo
Postato in Politica, Politica Interna | 3 Commenti »
Vi propongo la traduzione completa dell’articolo del Guardian: Italy: Fascism’s shadow, affinchè riflettiate su quanto serio sia il rischio che la nostra nazione sta correndo.
I neretti sono miei.
Italia: l’ombra del fascismo
tradotto da Italy: Fascism’s shadow – The Guardian
L’obbiettivo centrale di Silvio Berlusconi come Primo Ministro Italiano è a lungo apparso smaccatamente e vergognosamente ovvio. Fin dal momento in cui si è fatto strada nel vuoto politico creato nel 1993 dallo scandalo della corruzione politica a destra e dal simultaneo collasso dei comunisti Italiani a sinistra, Berlusconi ha usato la sua posizione politica e il suo potere per proteggere dalla legge sé stesso e il suo impero mediatico. Durante il più lungo dei suoi mandati come Presidente del Consiglio, Berlusconi non solo ha consolidato il suo già forte controllo nell’industria mediatica Italiana – ne possiede circa la metà – ma ha anche approvato leggi che gli garantiscono immunità dall’azione legale. Poi, quando quella legge venne giudicata incostituzionale, Berlusconi, nuovamente eletto, la ripropose l’anno scorso sotto altra forma e riuscì a farla promulgare come legge.
Il successo di Berlusconi deve qualcosa alla sua personale audacia e molto alla sempre più intensa debolezza dei suoi avversari. La sinistra Italiana, in particolare, non è riuscita a costruire un’opposizione efficace. Tuttavia l’ultima iniziativa di Berlusconi – la fusione nel suo nuovo movimento, Il Popolo della Libertà, formalizzata ieri, del suo partito, Forza Italia, con Alleanza Nazionale, che deriva direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolini – potrebbe lasciare un segno nella vita pubblica Italiana più duraturo di ogni altra cosa fatta dal magnate populista.
A differenza della Germania postbellica, l’Italia postbellica non si è mai propriamente confrontata con il suo retaggio fascista. Il risultato è che, mentre il neofascismo non è mai seriamente riaffiorato in Germania, in Italia ci sono state importanti continuità – tra le quali le leggi ereditate dell’era mussoliniana e la rinascita postbellica del partito Fascista, sotto nuovo nome – nonostante la formale pubblica cultura antifascista Italiana. Queste continuità sono ora diventate più forti. E’ un giorno di vergogna per l’Italia.
Tuttavia AN ha intrapreso importanti cambiamenti in 60 anni. Il suo leader, Gianfranco Fini, ha dismesso la vecchia veste politica e ha condotto il partito verso il centro. Ha lavorato per 15 anni come alleato di Berlusconi.Parla della necessità di dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo e sostiene la causa di un’Italia multietnica – posizioni che Berlusconi fa fatica a conciliare con le sue campagne populistiche contro zingari e immigrati e con la sua predilezione al razzismo morbido.
Nonostante le sue distanti origini liberali, l’Italia moderna è un paese di destra.Tuttavia è un pensiero scioccante che ci sarà un capo di governo tra i 20 leader mondiali al summit economico di Londra di questa settimana che ha ricostruito la sua base elettorale sulle fondamenta poste dai fascisti e che sostiene che, come risultato, la destra sarà probabilmente al potere per generazioni.
Prepariamoci
Postato in Politica, Politica Interna | 22 Commenti »
Al posto di Prodi, con un’alleanza che andava dai trozkisti a Fisichella e nessun margine numerico tra i due, chi avrebbe saputo fare di meglio? E’ stato un miracolo arrivare fin qui e mettere a segno risultati importanti.
Peccato non essere stati bravi a saperli comunicare.
Peccato che, in una coalizione così poco omogenea, si sia sentito il bisogno di marcare le differenze in cerca di visibilità e strombazzarle ai quattro venti, invece di costruire un bunker, lontano dalle telecamere e acusticamente isolato, dove scannarsi in pace e uscire con risoluzioni condivise.
Peccato che anche un personaggio come Mastella abbia goduto, assieme ad altri 150 senatori, lo stato di insostituibile e sia stato messo a capo di un ministero in cui era incompetente e probabilmente in conflitto di interessi.
Dopo le prossime elezioni, il paese, avviato al risanamento, depurato da molta evasione, nel momento in cui i piani per innescare un inversione di tendenza sul fronte economico stavano cominciando a funzionare, potrebbe venire riconsegnato al dilettantismo politico di Berlusconi, all’alba di una crisi economica mondiale. Una crisi che sarebbe complessa da gestire anche per un professionista dell’economia, figuriamoci per i commercialisti saccenti e ottusi con i quali Berlusconi occupa via XX Settembre.
Governo tecnico o meno, presto saremo in campagna elettorale. Cominciamo a riprendere in mano i numeri di Tremonti.
Un’incompetente gestione vedrebbe gli Italiani con le pentole vuote in piazza, come successe in Argentina.
Una sola cosa mi rode: perché non si è fatto nulla per il conflitto di interessi?
Perché ritengo doveroso pubblicare le intercettazioni di Saccà e Berlusconi
Postato in Politica, Politica Interna | 33 Commenti »
Ho letto molte critiche sull’operato dei giornalisti de L’Espresso che hanno pubblicato l’audio e la trascrizione del colloquio telefonico intercorso tra Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction Saccà.
Ho visto scudi alzarsi in nome della privacy, e ho sentito chi si domandava come abbia potuto il giornalista ottenere quel materiale segreto.
Non sono d’accordo con Antonio quando parla di voyeurismo: questo lo definirei “giornalismo”. Pubblicare il servizio, non solo non è un gesto morboso, ma profondamente etico e deontologicamente dovuto. Fosse stata una telefonata d’amore alla moglie o a un’amante, converrei, ma qui siamo di fronte al capo dell’opposizione che tratta attrici per senatori, sottobanco, con il dirigente di un’azienda pubblica, allo scopo di provocare una crisi di governo.
L’Espresso aveva la notizia, aveva il materiale ed è stato un preciso dovere da parte loro, come giornalisti e soprattutto come cittadini, esporre il fatto e mostrare i documenti agli elettori.
Se i giornalisti de L’Espresso riescono, dio solo sa come, a procurarsi scoop esplosivi come questo, chapeau, perché andare a rovistare nell’immondizia del potere è il lavoro del giornalista, smascherare queste trame torbide è il lavoro del giornalista, esporre i fatti e misfatti della politica all’opinione pubblica è il lavoro del giornalista, anche se in Italia non lo fa più quasi nessuno.
Non ci siamo mai stracciati le vesti per i giornali di gossip, che pubblicano quantità massicce di notizie e foto private, talvolta false, di personaggi insignificanti; non vedo la ragione per ritrovare il nostro senso del pudore proprio ora di fronte a una notizia molto più che verosimile, che riguarda le nostre istituzioni e la nostra democrazia: lo definirei sacrosanto diritto di cronaca.
Berlusconi e Saccà non stavano tubando, non si stavano scambiando figurine o confessioni intime. Stavano ordendo una crisi di governo, nell’ombra, alle spalle del popolo che ha votato il primo e indirettamente ingaggiato il secondo: la conversazione non era privata nel merito, ma trattavasi di dipendenti statali che discutevano di argomenti rilevanti per la nazione intera. Ora, grazie all’Espresso, lo sappiamo anche noi, che siamo i diretti interessati che pagano il canone ed eleggono i membri del Parlamento e altre persone avranno un’opinione differente di colui che magari avevano votato. Questa è la verità che spesso ci viene negata e che permette a quest’uomo di raccogliere quasi un terzo dei voti degli Italiani, nonostante i processi, le condanne, le prescrizioni, i trascorsi, le frequentazioni e le vecchie amicizie. Se un giornalista, una volta, la pistola fumante è riuscito a trovarla e a pubblicarla, possiamo soltanto riconoscerne la bravura, perché dal 1991 ad oggi nessuno ha mai prodotto un documento così convincente.
I giornalisti hanno svolto egregiamente il loro compito: se gli Italiani hanno bisogno di origliare alla porta di Berlusconi e sentirlo mentre mercanteggia attricette per senatori, Barbarossa per Bossi, mentre impasta e rimescola le puledre di un politico con i voti del Parlamento degli Italiani e con la televisione di stato per convincersi del fatto che questo candidato sta facendo mercanzia della nostra Italia, ben vengano i documenti-shock; non vedo perché indignarsi del voyeurismo, quando dall’altra parte abbiamo un’attentato alla democrazia.
Lo chiedo a chi è giornalista di professione: se una vostra fonte vi avesse fornito questo documento, lo avreste pubblicato?
Lo chiedo a coloro i quali mi seguono, che sono elettori e cittadini: è giusto che questi fatti si sappiano e che questo documento sia ora pubblico?
Berlusconi, Randazzo e la politica politicante
Postato in Politica, Politica Interna | 9 Commenti »
Berlusconi ama proporsi come un non-politico, un antipolitico, un uomo lontano da quella che lui stesso definisce la politica politicante e i giochi di palazzo.
Tuttavia oggi leggo che il Cavaliere sarebbe indagato per corruzione e istigazione alla corruzione, e il senatore Randazzo conferma su tutta la linea i fatti pubblicati da Repubblica: promesse di incarichi prestigiosi e offerte di danaro in cambio di “una piccola assenza” al senato, decisiva per far cadere il governo.
Il fatto ha rilevanza politica: il Berlusconi politico offrirebbe danaro e poltrone a un senatore del centro-sinistra in cambio di un favore che costerebbe all’Italia intera una crisi di governo.
Tutto ciò, a prescindere dalla rilevanza penale, è un classico gioco di palazzo messo in atto da chi si scaglia a parole contro la politica politicante, fatta di accordi sottobanco e operazioni non trasparenti.
Fosse stato un politico con etica e senso dello stato, con un progetto e una visione del Paese, Berlusconi avrebbe convinto esponenti del centro-sinistra a “cambiare cavallo” con la forza delle proposte, alla luce del sole, in parlamento, proponendo in maniera trasparente idee e soluzioni e non soldi e poltrone sottobanco, ma il mentore di Berlusconi, lo sappiamo tutti chi è stato. Da quelle basi cosa possiamo aspettarci?
Bonaiuti paragona l’Italia di oggi al Cile di Pinochet, ma a me sembra molto di più l’Italia di Craxi e Forlani: storicamente più vicina e culturalmente più compatibile con la nostra deteriore tradizione politica, alla quale Berlusconi fa implicitamente riferimento.
Archivio Craxi online
Postato in Politica, Politica Interna | 7 Commenti »
Oggi, la Repubblica, parlando dell’archivio Craxi, ha omesso un particolare che credo sia rilevante: l’intero archivio è consultabile online.
Se cerchi qualcosa da stampare e appendere in camera, ti consiglio la lettera di Berlusconi che ringrazia Craxi per avergli salvato le TV.
Poiché la Repubblica cita un appunto, mi permetto di quotarlo e aggiungere alcune note personali
In questo processo, in questa trama di odio e di menzogne, devo sacrificare la mia vita per le mie idee. La sacrifico volentieri. Dopo quello che avete fatto alle mie idee la mia vita non ha più valore. Sono certo che la storia condannerà i miei assassini. Solo una cosa mi ripugnerebbe: essere riabilitato da coloro che mi uccideranno.
BottinoBettino Craxi, Hammamet, Gennaio 2000
Craxi morì ad Hammamet, un posto stupendo che visitai pochi anni dopo la sua morte: acqua trasparente, clima piacevole tutto l’anno e cucina interessantissima; insomma, non è scabra roccia come Sant’Elena, anzi, più che un esilio, lo definirei una località balneare. Craxi non era esule, bensì latitante e bagnante. Era liberissimo di tornare in Italia, anzi, gran parte degli italiani si augurava tornasse perché c’era un consistente conto in sospeso.
Seconda nota personale: Craxi non fu assassinato né si sacrificò, ma morì per cause naturali, a casa sua, una spaziosa villa in un paradiso sul Mediterraneo, pagata con le tasse degli italiani.
Ancora sul SISMI che spiava la Magistratura
Postato in Politica, Politica Interna | Commenta questo articolo »
Oggi Mastella annuncia che verrà istituita una commissione d’inchiesta per fare luce su alcune questioni, come ad esempio se qualcuno diede ordine al SISMI, a Pollari, a Pompa di spiare e fare attività di dossieraggio e intimidazione nei confronti di magistrati e stampa ‘nemica del governo’ allora in carica e per quali ragioni.
Contemporaneamente Berlusconi assicura che lui non ha fatto nulla, anche se stavolta non lo ha giurato sui suoi figli, e ha anche minacciato “ferma risposta in tutte le sedi a qualsiasi illazione”. Meglio tamponare eventuali voci che potrebbero sostenere la tesi, anzi, il teorema
che vede il suo governo che utilizza i servizi segreti per addomesticare quella parte della Magistratura che indagava su alcuni processi a carico suo o dei suoi amici collaboratori, per citarne un paio:
- IMI-SIR
- Tangenti alla guardia di finanza
- Frode fiscale su compravendita di diritti televisivi
- Lodo Mondadori
- All Iberian
e quella parte della stampa a lui ostile.
Data la minaccia, al fine di evitare ritorsioni, mi allineo: per i comandanti dei servizi segreti è assolutamente plausibile rischiare la faccia, la carriera, il carcere, l’onta e commettere reati gravissimi atti a minare l’indipendenza della Magistratura e della stampa. Di solito lo fanno autonomamente, anzi, spontaneamente.
Certo è che se io potessi controllare la Magistratura, la stampa, i media e nello stesso tempo fossi Presidente del Consiglio con una maggioranza blindata e asservita, sul lungo termine, un pensierino sull’autoproclamarmi Grande Puffo ce lo farei.
Gli Italiani non sanno andare a destra senza finire al manganello
Indro Montanelli
Tentativo di eversione
Postato in Politica, Politica Interna | 1 Commento »
Se ciò che ora ci sembra verosimile corrisponde a realtà, sarebbe stata scritta una pagina avvilente nella nostra storia, davvero inquietante e avvilente.
L’ex-capo del Sismi, Pollari, potrebbe aver spiato magistrati e giornalisti durante il governo Berlusconi.
Il Sismi è direttamente controllato dal ministero degli interni. Ai tempi, il ministro era Antonio Martino.
Uno dei collaboratori dell’ex-capo del sismi era Pio Pompa, il quale, appena nominato scrive a Berlusconi un fax con uno stucchevole ringraziamento, fuori luogo nei toni e nel merito.
I magistrati fatti oggetto di spionaggio, di dossier discreditanti (scoperti nell’archivio di via nazionale), di piani per “azioni traumatiche” a scopo intimidatorio e altre simili amenità erano spesso attivi in processi che vedevano coinvolti esponenti del centro destra: Bruti Liberati, Caselli, Colombo, D’Ambrosio, Bocassini, Davigo, gran parte del pool di Milano, assieme ad altri magistrati delle procure di Torino, Roma e Palermo.
Questo tipo di attività non rientra nei compiti del servizio segreto militare.
Repubblica ha pubblicato alcuni dei documenti scoperti, ai quali rimando per approfondire la gravità dei fatti.
Se le accuse saranno confermate, saremmo di fronte a un tentativo clamoroso di eversione, un colpo di stato silenzioso, una cospirazione ai danni della democrazia in Italia, messa in essere da coloro i quali portano la parola “Libertà” nel nome. Sarebbe davvero ironico che chi si è riempito la bocca di libertà ora venga scoperto responsabile di uno scandalo volto a imbavagliare magistratura e stampa.
C’è tutto: c’è il movente, cioè il consolidare il potere; la canna fumante, cioè i dossier, gli appunti, i documenti, le intercettazioni e tutto ciò che si è ritrovato o conosciuto, e c’è anche il corpo: la democrazia.
Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.
Silvio Berlusconi (allora presidente del consiglio)



