Gli elettori del PD, orfani di rappresentanza, alla manifestazione dell’8 Luglio

4 luglio, 2008

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Il ddl sicurezza, il lodo Alfano/Schifani e i recenti provvedimenti in materia di giustizia sono uno dei più inauditi attacchi alla democrazia dopo il golpe Borghese.
A giudicare dalla massiccia adesione di intellettuali e personalità alla manifestazione dell’8 Luglio sembrerebbe che io non sia l’unico a pensarla così.
Credo che la totalità degli elettori del PD voglia esprimere dissenso nei confronti del governo e delle leggi vergogna che si vorrebbero promulgare.

Penso che l’intero elettorato di sinistra si sia accorto che questi provvedimenti, che prendono le impronte digitali ai bambini e garantiscono impunità ai delinquenti di grosso calibro, che gambizzano la Magistratura e imbavagliano la stampa, siano utili alla solita combriccola e dannosi per il resto del paese. Tutto il popolo della sinistra prova indignazione per questa ennesima spallata allo stato di diritto.

Tuttavia Veltroni annuncia che il PD non scenderà in piazza.

A nulla sono serviti gli appelli del direttore di Micromega, la lettera in cui Di Pietro gli rivolge un caloroso invito a partecipare, le osservazioni di Umberto Eco, le parole di Sabina Guzzanti o l’ira e il disappunto dei girotondini.

Secondo il suo leader, il PD non va in piazza “a gratis, senza sapere perché, senza aver partecipato a definire la piattaforma delle rivendicazioni, senza sapere chi si trova accanto“.

A gratis?! Io penso che una consistente fetta della sinistra italiana, tra i quali molti elettori del PD, pagherà il biglietto del treno o dell’aereo solo per andare in piazza Navona e rivendicare il proprio dissenso, mentre il segretario del PD si fa scavalcare a sinistra da Famiglia Cristiana.

All’interno del PD ci si è interrogati a lungo, dopo le batoste alle Politiche, a Roma e in Sicilia, e ci si è autoflagellati ripetendo il mantra del ristabilire il rapporto con la base elettorale. In piazza Navona, l’8 luglio, ci sarà un sacco di base elettorale per un grande partito di centro-sinistra a vocazione maggioritaria, ma la cecità dell’attuale dirigenza le ha impedito ancora una volta di riconoscere quell’enorme bacino di elettori che da anni sono orfani di rappresentanza e, ritenendoli i meno peggio, votano con rassegnazione e inerzia una classe dirigente decotta che, una volta eletta al governo o all’opposizione, non li rappresenterà più.

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Berlusconi e Veltroni a Matrix – Live Blogging

11 aprile, 2008

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Partecipano:

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Vogliamo i nomi

11 aprile, 2008

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Live Blogging a blog unificati

10 aprile, 2008

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Domani sera, Venerdì 11 Aprile, alle 21.00, alcuni amici commenteranno in tempo reale, assieme a me, la puntata di Matrix nella quale verranno ospitati Berlusconi e Veltroni.

Potrete seguirci e commentare in tempo reale, qui e contemporaneamente su tutti gli altri blog coinvolti, cioè:

Partecipate numerosi :)

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Ecco perché andrò a votare

8 febbraio, 2008

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In questi giorni, come molti elettori, ho considerato l’idea di Antonio di boicottare le elezioni.
Penso di aver deciso: andrò a votare e voterò per il Partito Democratico.
Lo farò principalmente per quattro ragioni.

La possibilità di vittoria

Andrò a votare perché credo esista una possibilità di vittoria per il centrosinistra, e non sono solo.

Il neo-costituito partito di centro, la Rosa Bianca, secondo i primi sondaggi di Repubblica, andrebbe a rosicchiare voti a destra: hanno troppo pudore per ammetterlo, ma molti elettori moderati di destra si sono turati il naso, quando hanno dovuto votare Berlusconi. Questa nuova forza politica rappresenta per loro una dignitosa alternativa.
Si voterà anche per le amministrative che, da sempre, hanno avvantaggiato il centrosinistra e le politiche potrebbero benissimo subirne l’onda lunga.

Veltroni ha 51 anni, Berlusconi è un ultrasettantenne con un pacemaker, con i capelli trapiantati, con una gran pancia e con il cerone in faccia.

Dopo quindici anni da politicante populista, la gente comincia a percepirlo meno “nuovo”. Anche la coalizione con cui si presenta è lo stesso caravanserraglio del ‘92 che sta cominciando a stare stretto anche a lui: dagli ex-dc ai neo-fascisti, da Storace a Maroni, da Casini alla Mussolini.
La sola presenza di Calderoli basterebbe a trasformare una qualsiasi coalizione in un freakshow.

Veltroni è un uomo che sa comunicare, che sa convincere, che ha un’idea politica e che non soffrirà, come è accaduto a Prodi, uno svantaggio dialettico che lo penalizzerebbe in campagna elettorale.

I candidati del centro-destra

Andrò a votare perché il centrodestra candiderà:

E ovviamente il pluri-inquisito Berlusconi, che ha già detto che farà una legge contro l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, fatalità, proprio quando lo hanno beccato mentre raccomandava con scioltezza attrici all’ex-direttore di RAI Fiction, Agostino Saccà.

Magari andranno ugualmente al governo, ma fino ad allora, cercherò di non farlo accadere.

Una nuova politica

Andrò a votare perché vedo nel Partito Democratico un’occasione di rinnovamento della politica italiana.
Al di là del risultato finale, penso che sia importante testimoniare consenso verso un partito che si pone l’obbiettivo di modificare il panorama politico italiano e che, in parte, lo ha già fatto.

La legge elettorale

Andrò a votare perché questa legge elettorale è una presa in giro per stessa ammissione di chi l’ha scritta e di chi l’ha votata e doveva essere riformulata, prima di andare alle urne. Non è stata modificata perché Berlusconi vuole assicurarsi il massimo risultato elettorale anche cavalcando l’onda della recente caduta del governo e il senso di delusione che si respira a sinistra.
Anche di fronte alla possibilità di dare all’Italia un altro governo inchiodato al voto di 2 o 3 senatori, Berlusconi rivela le sue priorità: prima i propri interessi, poi quelli del Paese.

L’unico modo in cui il porcellum consente di ottenere una maggioranza significativa al senato è vincere, con molto vantaggio, in gran parte delle regioni, cosa non facilissima per la CDL.
Anche se vincesse Berlusconi, sarebbe grottesco che riuscisse a governare con questa legge grazie all’astensione degli elettori di centrosinistra.

Un’ultima riflessione

Tra poco cominceremo a vedere il Cavaliere strombazzare qualche sondaggio in cui il centrodestra vince con margini larghi, larghissimi, così larghi che, quasi quasi, un elettore di centrosinistra potrebbe cominciare a pensare che non abbia nemmeno senso andare a votare … appunto …

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Se il Partito Democratico si presentasse da solo

29 giugno, 2007

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Esistono ragioni per le quali il Partito Democratico deve presentarsi da solo alle prossime Politiche.

La nascita del PD sta innescando una reazione a catena nello scenario politico italiano: l’ex correntone dei DS sta dando vita in autonomia dagli ex-compagni a un ambizioso progetto unitario a sinistra, Fini spinge per un partito unitario del centro-destra, qualcuno cerca di ricostruire un anacronistico centro cattolico, un soggetto nuovo nasce con la benedizione e l’impegno fattivo di Beppe Grillo, Marco Travaglio, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi, Elio Veltri e altri grossi calibri.

Un profondo cambiamento è in atto anche grazie alla candidatura di Veltroni, che da anni attendo.
Il centro-destra mai come dopo questa candidatura ha dato segni di nervosismo: gran parte dei maggiori esponenti del centro destra si è affrettato a commentarla negativamente, a improvvisare fantasiose esegesi del suo discorso al Lingotto, a minimizzarne la portata politica. Qualcuno ha addirittura avuto una crisi isterica.
Il Premiato Bufalificio “Il Giornale” in 2 giorni dopo il discorso al Lingotto ha prodotto ben otto articoli in proposito, sui quali sorvolo, poiché penso ne conosciate già il registro ;)
Fini preme per il partito unitario del centro destra. Pur non avendo un progetto unitario, ma molte differenze con gli altri soggetti alleati, anche Fini sente la necessità di reagire a questo nuovo elemento e a questo candidato.

Anche a sinistra c’è fermento: si testimonia al PD e a Veltroni alleanza e si chiede confronto. Più di un esponente della sinistra democratica si è definito “alleato”.

La Senatrice Finocchiaro ha da poco presentato in commissione Affari costituzionali un ddl in cui si propone il doppio turno alla francese come proposta per la legge elettorale.
In breve, il doppio turno alla francese richiede che un partito superi la soglia del 50% più uno per poter governare. Qualora questo evento non accadesse al primo turno, i partiti che superano la soglia di sbarramento del 12.5% partecipano al secondo turno e di solito i partiti vicini o alleati appoggiano compatti un solo candidato.

Con un assetto simile sarebbe possibile e utile presentarsi senza alleati, ma non è la conta dei seggi il motivo per il quale penso che si debba correre da soli.

Il Partito Democratico deve abbracciare convintamente la vocazione maggioritaria e portare in atto in Italia un cambiamento della cultura politica, poichè ne ha i mezzi e i presupposti.

Non ho pregiudizi nè verso la sinistra estrema, nè verso l’ex-correntone, anzi, li vedo come soggetti con il quale il dialogo è agevole, ma ciò che il PD può e deve fare è incarnare il principale attore del rinnovamento della cultura politica italiana.
Il PD deve fare una scelta coraggiosa e distinguersi come un moderno partito a vocazione maggioritaria e libero da vincoli ideologici, sia a sinistra, sia al centro.

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Il più toccante commento al discorso di Veltroni

29 giugno, 2007

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Il Partito Democratico deve ancora nascere e già produce effetti positivi:

Ho grande rispetto per Walter Veltroni ma la nostra strada è diversa: non entriamo nel partito democratico.

Clemente Mastella

Se il discorso di WV può avermi appassionato e toccato, quanto dichiarato dal Ceppalonico mi ha davvero commosso.
Mi auguro che la strada alla quale fa riferimento sia quella che conduce a Ceppaloni e che sia a senso unico!
Sotto questa dichiarazione così emotivamente intensa, quasi quanto il “Noi ci fermiamo qui” di Mussi, si nasconde un dettaglio non irrilevante: ci sono possibilità, conoscendo le liturgie democristiane, che Mastella si allei con Casini, ormai da tempo lontano dalla cdl, formando una nuovo moncherino di DC sul concime sulle ceneri della vecchia. Finalmente qualcosa di cui sentivamo la necessità: la Democrazia Cristiana!

Auguri a entrambi di non superare la percentuale di sbarramento! :D
Chi candideranno? Forlani?

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